✕

Zverev: “I tanti infortuni? Si gioca troppo e non c'è tempo per il riposo”

Il tedesco, tra i più attesi a Roma, senza peli sulla lingua sul tema dei tanti giocatori ko
2 minuti di lettura

ROMA – In barba all’anca, e alle linee febbrili che l’hanno colpito ieri, Jannik Sinner è tornato nel pomeriggio al Foro Italico per un bagno di folla: autografi negli stand dei suoi sponsor, prima di lasciare Roma per concentrarsi sul recupero verso il Roland Garros.

Zverev: “Serve più tempo per recuperare”

Tiene però banco il discorso (ragionamento e polemica) sul calendario e i numerosi recenti infortuni che stanno colpendo i tennisti, anche quelli Top. E nel discorso è entrato - in tackle scivolato come sa fare – Alexander Zverev che, senza peli sulla lingua, ha espresso il suo pensiero: “Sono nel Tour da dieci anni e ricordo perfettamente come il dibattito sia sempre stato sul come rendere la stagione più breve. Ma non perché vogliamo giocare poco a tenn…

ROMA – In barba all’anca, e alle linee febbrili che l’hanno colpito ieri, Jannik Sinner è tornato nel pomeriggio al Foro Italico per un bagno di folla: autografi negli stand dei suoi sponsor, prima di lasciare Roma per concentrarsi sul recupero verso il Roland Garros.

Zverev: “Serve più tempo per recuperare”

Tiene però banco il discorso (ragionamento e polemica) sul calendario e i numerosi recenti infortuni che stanno colpendo i tennisti, anche quelli Top. E nel discorso è entrato - in tackle scivolato come sa fare – Alexander Zverev che, senza peli sulla lingua, ha espresso il suo pensiero: “Sono nel Tour da dieci anni e ricordo perfettamente come il dibattito sia sempre stato sul come rendere la stagione più breve. Ma non perché vogliamo giocare poco a tennis. No, a noi piace giocare a tennis. Si tratta di avere il tempo di preparare i nostri corpi per la fisicità che il tennis richiede, e di come recuperare”.

Jannik Sinner, 22 anni (fotogramma)

L’esempio di de Minaur

Potrebbe anche essere una dichiarazione generica, se il tedesco – numero 5 del mondo - non entrasse nel merito, specificando e argomentando: “Ne ho parlato con Alex de Minaur. Lui, per dire, ha giocato la finale di Coppa Davis il 29 novembre 2023, e poi la sua prima partita di ATP Cup, nuova stagione 2024, il 29 dicembre 2023, che è esattamente un mese dopo. Si capisce come, semplicemente, non ci sia abbastanza tempo per riposare. E prepararsi fisicamente, specificando come la preparazione fisica non è il lavoro sul campo ma quanto fai in palestra, che non si può fare durante la stagione”.

Un calendario sempre più fitto

Chissà se saranno fischiate le orecchie ai vertici di Atp, Itf, Slam e Fondo Pif che sta cercando di entrare nel tennis. La loro trattativa (eufemismo, si tratta di una vera battaglia di business) dovrebbe stravolgere (rivoluzionare?) il tennis mondiale, e di conseguenze il calendario. “La verità? Penso che gli eventi Masters 1000 di due settimane siano fantastici per i giocatori classificati tra i 50 e i 100 nel mondo, perché hanno la possibilità di giocare un evento importante. Non è così fantastico per i primi 10 giocatori. Semplice: perché? Ti dicono che hai un giorno di riposo, non devi giocare tutti i giorni. Ma alla fine mica ti riposi. Riposare è quando passi tempo a casa, dormi nel tuo letto, con la tua famiglia, magari con i tuoi cani, magari con i tuoi figli se ne hai. Giusto? Quello è riposo. Se, invece, e parliamo di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, cerchi di fare semifinali o finali a ogni torneo, devi lavorare molto di più”.

Carlos Alcaraz, 21 anni 

Infermeria piena

Zverev poi lascia intendere che tantissimi altri suoi colleghi la pensano così, ma non fa nomi perché non vuole coinvolgere nessuno. Restano i fatti: l’adduttore di Medvedev, l’anca di Sinner, il gomito di Djokovic, l’edema di Alcaraz. Ma la lista dell’infermeria è lunga, per usare un termine calcistico. Ognuno ha il suo problema, i suoi guai. E tante volte i tennisti evitano di dare informazioni per paura di regalare notizie preziose agli altri rivali. Ad oggi il tennis è operativo su undici mesi, sebbene nessun tennista giochi ogni mese, almeno nelle intenzioni: se non arrivano le vittorie le strategie previste saltano e tocca attuare i piani B, se non C. E poi c’è sempre un prezzo da pagare.

Leggi i commenti