Sara Errani e Jasmine Paolini trionfano agli Internazionali: la nuova coppia vincente del doppio azzurro
di Paolo RossiROMA. Di spalle potrebbero essere due tranquille sorelle in giro per il mondo: stessa altezza, stesso look (felpe con cappuccio). Non immagineresti mai che tra Sara Errani e Jasmine Paolini ci siano nove anni di differenza e un feeling nato prima con il tennis, poi per il tennis e infine nella vita. Due ragazze che sono un’anomalia nel circuito. Con due storie che cercheremo di sintetizzare. Intanto hanno regalato all’Italia una delle quattro coppe che gli Internazionali Bnl d’Italia 2024 mettevano in palio, quella del torneo di doppio femminile.
Chi sono Errani e Paolini? Possiamo rispondere sul cosa rappresentano: la congiunzione di due generazioni del tennis femminile italiano, una felice sinergia che ora offre potenzialità inespresse e inattese.
La coppa del Foro Italico è la sintesi della rivincita che Sara Errani stava cercando da anni, lei che ha sostanzialmente chiuso il cerchio dei fantastici giorni della Fed Cup (con Schiavone e Pennetta) e poi, con Roberta Vinci, ha conquis…
ROMA. Di spalle potrebbero essere due tranquille sorelle in giro per il mondo: stessa altezza, stesso look (felpe con cappuccio). Non immagineresti mai che tra Sara Errani e Jasmine Paolini ci siano nove anni di differenza e un feeling nato prima con il tennis, poi per il tennis e infine nella vita. Due ragazze che sono un’anomalia nel circuito. Con due storie che cercheremo di sintetizzare. Intanto hanno regalato all’Italia una delle quattro coppe che gli Internazionali Bnl d’Italia 2024 mettevano in palio, quella del torneo di doppio femminile.
Chi sono Errani e Paolini? Possiamo rispondere sul cosa rappresentano: la congiunzione di due generazioni del tennis femminile italiano, una felice sinergia che ora offre potenzialità inespresse e inattese.
La coppa del Foro Italico è la sintesi della rivincita che Sara Errani stava cercando da anni, lei che ha sostanzialmente chiuso il cerchio dei fantastici giorni della Fed Cup (con Schiavone e Pennetta) e poi, con Roberta Vinci, ha conquistato tutti gli Slam di doppio, e anche la vetta della classifica di specialità. La risposta di Sara, alta 164 cm, a chi la riteneva troppo piccola e con un servizio mai stato il suo punto forte. Poi la romagnola è finita nel limbo per via del letrozolo, farmaco che usava sua mamma e ingerito casualmente, e relative (infinite) cause con annesse squalifiche, finite cinque anni fa. In tutti questi anni ha atteso, con la pazienza del cinese sulla riva del fiume, il suo momento. la vita le doveva questa chance.
Ed è arrivata sotto forma di un’altra persona, Jasmine Paolini appunto. Più bassa di un centimetro, anche lei alla ricerca di se stessa. Anche lei una incompresa, in fondo. Papà toscano, mamma polacca e nonna ghanese, per anni è stata quella bravina sì, ma poi basta. C’è voluta la sua tigna, tutta, per trovare prima di Sara un coach, Renzo Furlan. L’altro anello di congiunzione. "Gioca il doppio con Sara, puoi solo migliorare” le ha detto. Come potevano non trovarsi? Sono gemelli siamesi, si completano. “Lei dirige i miei disordini” scherza Jasmine.
“È una spugna, impara tutto” ribadisce Sara. Una sintonia perfetta. E sorrisi sinceri, genuini, che però non archiviano tutte le sofferenze passate. Ma se Jasmine ha un carattere più solare, è più giovane, Sara e la famiglia hanno cicatrici che difficilmente si rimargineranno (“Sono riusciti nell’intento di rovinarle la parte finale della carriera, ma non riusciranno mai a scalzarla dal piedistallo della tennista italiana più vincente di sempre” secondo il papà Giorgio) ritenendo di essere stati lasciati soli dalle istituzioni dello sport durante i processi. Ironia della sorte, ora arrivano le Olimpiadi: uno degli obiettivi delle ragazze.