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Roland Garros, Djokovic batte Herbert ed evita la prima trappola: Sinner deve aspettare per essere il n.1

Novak Djokovic (reuters)
Il serbo, arrivato a Parigi tra mille perplessità, piega in tre set (6-4, 7-6, 6-4) il francese, restando aggrappato alla possibilità di restare in cima alla classifica mondiale
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Il leader tira un bel sospiro di sollievo. Novak Djokovic respinge il primo match point di Jannik Sinner per quanto riguarda la difesa del suo trono del tennis mondiale. Il serbo vince infatti all’esordio del Roland Garros, superando il francese Pierre-Hugues Herbert 6-4, 7-6, 6-4, e continua dunque la sua corsa nel tabellone dello Slam che lo ha visto trionfare lo scorso anno. Il passaggio al secondo turno di ieri sera gli consente di tenere la corona perché, come ormai è noto, se non arriva almeno in finale perderà il titolo mondiale. A favore di Jannik Sinner.

Già oggi, visionando la classifica aggiornata in tempo live, il serbo è già stato in seconda posizione (vengono tolti punti guadagnati l’anno precedente) e, oggettivamente, fa un certo effetto vedere Sinner primo. Ovviamente è un ranking che sarà in continua evoluzione fino alla fine del torneo: i tennisti, vincendo, migliorano la propria posizione. Ed è questo che Djokovic sarà costretto a continuare, se vuole confermar…

Il leader tira un bel sospiro di sollievo. Novak Djokovic respinge il primo match point di Jannik Sinner per quanto riguarda la difesa del suo trono del tennis mondiale. Il serbo vince infatti all’esordio del Roland Garros, superando il francese Pierre-Hugues Herbert 6-4, 7-6, 6-4, e continua dunque la sua corsa nel tabellone dello Slam che lo ha visto trionfare lo scorso anno. Il passaggio al secondo turno di ieri sera gli consente di tenere la corona perché, come ormai è noto, se non arriva almeno in finale perderà il titolo mondiale. A favore di Jannik Sinner.

Già oggi, visionando la classifica aggiornata in tempo live, il serbo è già stato in seconda posizione (vengono tolti punti guadagnati l’anno precedente) e, oggettivamente, fa un certo effetto vedere Sinner primo. Ovviamente è un ranking che sarà in continua evoluzione fino alla fine del torneo: i tennisti, vincendo, migliorano la propria posizione. Ed è questo che Djokovic sarà costretto a continuare, se vuole confermare la sua supremazia, sapendo bene di avere il fiato sul collo dell’azzurro. Ma il serbo è in difficoltà come mai nella sua carriera, e pure ne ha vissuti, di periodi travagliati.

Ma quest’anno Novak Djokovic non solo non ha ancora incamerato un solo trofeo, ma non è arrivato neppure a disputarne una, di finali: i suoi migliori piazzamenti sono due semifinali, al Masters 1000 di Montecarlo sconfitto da Ruud e, soprattutto, la semifinale Slam degli Australian Open, battuto proprio da Sinner.

Siamo di fronte a cosa: involuzione tecnica? Problemi di età (ha pur sempre appena compiuto 37 anni)? Non è certificata la natura delle deludenti prestazioni del 24 volte vincitore di tornei Slam, ma di sicuro qualche problema serio c’è, se il serbo ha letteralmente smontato il suo staff rinnovandolo. Un modo, forse, per rinviare il tramonto e darsi una scossa per il prosieguo della stagione, se non della stessa carriera. «Sono a Parigi con basse aspettative e alte speranze. I cinque mesi che ho avuto finora, durante l’anno, non sono stati grandiosi in termini di tennis. Ho trovato un po’ di dossi sulla strada. Ecco perché ho un approccio focalizzato su base quotidiana, cercando di costruire la forma e lo slancio in modo da poter avere maggiori possibilità di arrivare più lontano nel torneo: la resilienza è sicuramente sempre necessaria in generale, per chiunque. La vita ti pone sfide diverse. Sono varie le cose che mi sono successe negli ultimi due mesi, ma non voglio entrare nel merito. È solo che non voglio aprire il vaso di Pandora e parlarne».

Queste le intenzioni dichiarate, e in effetti non ci sono bluff: il serbo visto in azione contro Herbert, più doppista che singolarista, è sembrato ancora convalescente. Molto, convalescente. È evidente la sua ricerca di un gioco convincente, di colpi di una certa efficacia. Ora lo attende un terraiolo puro come lo spagnolo Carballes Baena e poi, eventualmente, il vincitore della sfida Monfils-Musetti. Di sicuro test più probanti, con Jannik Sinner (stasera in campo alle 20.15 contro Gasquet) che resta un divertito spettatore della vicenda.

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