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Sinner o Alcaraz, per il tennis è l’alba di una nuova era

Jannik Sinner (agf)
Oggi alle 14.30 la semifinale del Roland Garros. I due si conoscono da anni, la loro crescita è stata un’altalena: l’exploit di Jannik, poi Carlos al n.1, ora il sorpasso dell’azzurro
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PARIGI — La terra rossa del Roland Garros brucerà, oggi, sotto i colpi delle racchette di Jannik Sinner e di Carlos Alcaraz. L’amicizia e il fair play andranno a farsi benedire, per qualche ora almeno: se saranno due, quattro o cinque ne saremo testimoni in diretta (alle 14.30 su Eurosport).

La gioventù s’è presa il potere (insieme Jannik e Carlos non fanno nemmeno 44 anni), e questo ormai lo sapevamo, ma adesso è diventata una questione personale, del tipo “specchio, servo delle mie brame, chi è il migliore del reame?”. L’italiano longilineo con il cappellino che nasconde i rossi capelli che altrimenti esploderebbero pirotecnicamente, oppure il pù solido spagnolo, con muscoli guizzanti e un sorriso genuino e disarmante?

Alcaraz n.1 del mondo a 19 anni

Sono due atleti dal killer instinct nascosto dietro lo sguardo gentile. Classe 2001 il primo, 2003 il secondo. Parlano la stessa lingua: quella del lavoro, del sacrificio e della disciplina. Si sono scoperti da bambini, annusati, c…

PARIGI — La terra rossa del Roland Garros brucerà, oggi, sotto i colpi delle racchette di Jannik Sinner e di Carlos Alcaraz. L’amicizia e il fair play andranno a farsi benedire, per qualche ora almeno: se saranno due, quattro o cinque ne saremo testimoni in diretta (alle 14.30 su Eurosport).

La gioventù s’è presa il potere (insieme Jannik e Carlos non fanno nemmeno 44 anni), e questo ormai lo sapevamo, ma adesso è diventata una questione personale, del tipo “specchio, servo delle mie brame, chi è il migliore del reame?”. L’italiano longilineo con il cappellino che nasconde i rossi capelli che altrimenti esploderebbero pirotecnicamente, oppure il pù solido spagnolo, con muscoli guizzanti e un sorriso genuino e disarmante?

Alcaraz n.1 del mondo a 19 anni

Sono due atleti dal killer instinct nascosto dietro lo sguardo gentile. Classe 2001 il primo, 2003 il secondo. Parlano la stessa lingua: quella del lavoro, del sacrificio e della disciplina. Si sono scoperti da bambini, annusati, conosciuti, piaciuti. Non si frequentano, sia chiaro: si rispettano. Molto. Finora si sono clamorosamente alternati e sostituiti nella classifica mondiale: se Sinner era stato il primo a dare segni di precocità, rivelandosi al mondo intero nel 2019 a Milano al torneo Next Gen poi vinto, Alcaraz ha rilanciato alzando l’asticella e raggiungendo prima del rivale la vetta della classifica mondiale (con l’ausilio anche del Covid che aveva messo fuori gioco Djokovic no vax): era il 2022.

La crescita di Sinner

Contemporaneamente Sinner recideva il cordone ombelicale con il primo, storico, coach, Riccardo Piatti, e optava per una clamorosa gestione fai da te (con l’aiuto dell’amico Alex Vittur), buttandosi nel fuoco e decidendo — nello stesso tempo — di essere sia il datore di lavoro (assumendo due coach, un preparatore atletico, un fisioterapista e due media manager), sia l’atleta. Intanto Alcaraz vinceva due Slam, pagando però dazio fisico: prima un infortunio, poi un altro, lo costringevano a rallentare la corsa. E Sinner? Gettava i semi e investiva sul lavoro. Il raccolto esplode a fine 2023, da ottobre fino a oggi con un’onda rossa (sempre quella dei suoi capelli) fluida e continua, che l’ha portato a essere il nuovo numero uno del mondo. Alcaraz, come un diesel, ha accettato di rimettersi in cammino, celebrando il valore del rivale («Jannik è ispirazione, un modello»), certificando che la convalescenza è terminata e che il tempo della ricreazione per lui è finito.

Sinner, attento alla smorzata di Alcaraz

Se tutto questo è vero lo vedremo oggi, dopo pranzo. La pennichella sarà tabù, ma in fondo ci penseranno questi due ragazzi a tenerci desti, regalandoci adrenalina. Ieri i due team (Vagnozzi&Cahill da una parte, Juan Carlos Ferrero dall’altra) si sono arrovellati nell’immagine scenari tattici, scovare idee inedite, strategie alternative. Come si può disarmare la smorzata di Alcaraz, vero talento del gesto tornato in auge nel moderno tennis dei picchiatori? Reattività è la risposta esatta, a patto di esserne in condizione.

Ecco come Sinner può battere Alcaraz

E i colpi vincenti, stretti e angolati a uscire dal campo di Sinner? Giocare lungo, per evitarne la possibilità, pare abbia ricordato il clan spagnolo al proprio pupillo. Si intuisce come i dettagli saranno decisivi, e che l’approccio mentale farà la differenza: chi indietreggia sarà perduto. La parola d’ordine sarà avere coraggio, sempre e sin dal primo game. Giocare ogni punto come se non ci fosse un domani. Come fossero tutti dei match point. I bookmakers avranno anche fatto delle scelte (bisogna pur scommettere, alla fine), ma la verità è che nessuno sa chi sia davvero il favorito oggi. Players ready, let’s play.

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