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Sinner, la corsa al Roland Garros si ferma in semifinale: “Ma alle Olimpiadi sarà diverso”

Jannik Sinner, 22 anni 
Il prossimo n.1 del mondo battuto da Alcaraz in cinque set: una rivalità che infiamma il tennis. “Sappiamo dove migliorare”
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PARIGI – Niente poker face al Roland Garros, peccato. L’Italia si perde sul più bello e cede la finale più nobile e prestigiosa: quella di Jannik Sinner che lascia a Parigi il pensierino di un Grande Slam.

Dio avrà anche creato il tennis, ma il diavolo deve aver fatto i tennisti, scegliendo in Carlos Alcaraz la nemesi dell’altoatesino, nuovo numero uno del mondo, sceneggiando poi un copione con una partita di quattro e passa ore e un saliscendi di emozioni che hanno esaltato prima l’uno e poi l’altro.

La sconfitta al quinto set

Il premio però è andato allo spagnolo e ha perso l’azzurro, al quinto set, come già avvenne agli Us Open 2022. “Le mie due partite più dure: quella, e questa” ha confessato lo spagnolo, che aveva iniziato malissimo: 0-4. “Però poi ha cambiato qualcosa: ha alzato la traiettoria della palla e oggi, che faceva più caldo, il rimbalzo è diventato ancora più alto» ha spiegato Sinner, cercando di fornire un’analisi della sconfitta. “Vedete, dalle tribune forse no…

PARIGI – Niente poker face al Roland Garros, peccato. L’Italia si perde sul più bello e cede la finale più nobile e prestigiosa: quella di Jannik Sinner che lascia a Parigi il pensierino di un Grande Slam.

Dio avrà anche creato il tennis, ma il diavolo deve aver fatto i tennisti, scegliendo in Carlos Alcaraz la nemesi dell’altoatesino, nuovo numero uno del mondo, sceneggiando poi un copione con una partita di quattro e passa ore e un saliscendi di emozioni che hanno esaltato prima l’uno e poi l’altro.

La sconfitta al quinto set

Il premio però è andato allo spagnolo e ha perso l’azzurro, al quinto set, come già avvenne agli Us Open 2022. “Le mie due partite più dure: quella, e questa” ha confessato lo spagnolo, che aveva iniziato malissimo: 0-4. “Però poi ha cambiato qualcosa: ha alzato la traiettoria della palla e oggi, che faceva più caldo, il rimbalzo è diventato ancora più alto» ha spiegato Sinner, cercando di fornire un’analisi della sconfitta. “Vedete, dalle tribune forse non si capisce ma oggi c’era anche un filo di vento, e la palla non cadeva sempre dove ti attendevi”.

La tattica di Carlos

In realtà Alcaraz ha modificato anche i suoi movimenti in campo, allontanandosi verso i teloni in ricezione di servizio, e poi avvicinandosi alla linea di fondo negli scambi. Ha semplicemente opposto resistenza a quell’onda rossa in piena, accettandola e sperando che lo sfogo poi si esaurisse. Ha funzionato, perché dopo un’ora di gioco i colpi profondi di Sinner non erano più così profondi, mentre lo spagnolo intuiva e leggeva meglio il gioco del rivale. “Qualche colpo molto alto per cercare di prendere più campo, rimanere aggressivo perché Jannik all’inizio stava controllando il match molto, molto bene. Ho cercato di ribaltare quella situazione, di farlo giocare dove stavo meglio io in campo. Questo è quello che ho cambiato” ha poi rivelato Alcaraz.

Se qualcuno si aspettava scambi e palleggi epici ci sarà rimasto male, ma la ragione è semplice: “Non si può giocare sempre la partita perfetta” dice Sinner: “Ci conosciamo sempre di più, c’era tensione, aggiungi l’importanza della partita, la possibile prima finale a Parigi per entrambi. Ma il livello è sempre altissimo, perché siamo preparati fisicamente e messi molto bene anche tennisticamente”.

I crampi

Questo spiega i crampi di cui è stato vittima Sinner, un dazio che anche lo spagnolo pagò lo scorso anno contro Djokovic in modo clamorosamente plateale. “Sì, ma io quest’anno sono mentalmente più forte e sapevo cosa fare se mi fossero tornati: accorciare i colpi” ha concluso Alcaraz, mentre Sinner non vuole sentirne parlare come di una scusa: “Alla fine stavo bene, e anche l’anca. Sebbene la destra non spinga come la sinistra, ma va bene così: resta solo la delusione per la partita persa, che ho ancora tutta in testa”.

"Sappiamo dove migliorare”

Il bilancio è super positivo, anche se il bottino poteva essere più ricco: “Accidenti: qui abbiamo fatto un salto di qualità. Poi direte: potevi essere in finale... vero, ma è andata così e devo accettarlo”. Oggi è già futuro e, come sempre, Jannik Sinner guarda oltre il proprio naso. “Un paio di giorni liberi, la festa prevista a casa, a Sesto, martedì e poi si torna al lavoro. Già sono stato fermo tre settimane, bisogna prepararsi per l’erba che richiede un lavoro diverso”. C’è la difesa della prima posizione, adesso: “Vedremo fino a quando ci resterò. Ne abbiamo parlato, nel team: la mentalità non cambia. Il lavoro non finirà mai. Il ranking ci rende felici, se non sono felice io chi dovrebbe esserlo? Ma sappiamo su cosa lavorare per migliorare. E il problema all’anca non è un errore. Allora il cuoco che si taglia il dito che cos’è?”.

Resta il problema Alcaraz, l’unico ad averlo battuto due volte in questo 2024. “Sì, ma la mia priorità è il fisico. So che se sto bene posso giocare a un ottimo livello. Ho perso una partita facendo più punti, e non è la prima volta. Ma quando giochi con uno forte come te puoi anche commettere errori, ci sta: è successo anche a lui. Stavolta ha prevalso Carlos, e a chi perde poi tocca aggiustare, cambiare. Quindi so bene che adesso toccherà a me provare ad aggiustare, e vincere. Alla fine questo è quello che facciamo: è tennis, che a me piace molto. Meno se perdo”.

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