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Roland Garros, per l’Italia lo zero più bello di sempre

Sara Errani e Jasmine Paolini 
Sconfitte anche Errani-Paolini nel doppio. Ma l’Italia è stata protagonista e, alle Olimpiadi, possibili le rivincite
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PARIGI – Insomma, noi ci siamo persi sul più bello. Tre finali, zero titoli. Il Roland Garros non ha arriso all’Italia. Niente finale per Jannik Sinner, non ha vinto Jasmine Paolini e neppure Simone Bolelli e Andrea Vavassori e ancora Jasmine Paolini con Sara Errani.

(reuters)

Delusione? Certo. Sì. Forse. Un poco. Solo perché avevamo delle aspettative, ci avevamo fatto la bocca, come suol dirsi. Sembrava un’onda lunga e inarrestabile. Invece no: secondi piazzati. Beh, come dice un grande campione del passato, bisogna pure arrivarci alla fine dei tornei, mica è cosa facile.

Giusto, e poi resta la considerazione di un’Italia protagonista assoluta a Parigi. Va bene, è mancato l’acuto, la foto con la coppa, ma il movimento ha dato segnali talmente grandi, enormi, che il mondo continua a guardarci con occhi stupiti e a chiedersi, e chiederci, come sia possibile tutto questo.

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PARIGI – Insomma, noi ci siamo persi sul più bello. Tre finali, zero titoli. Il Roland Garros non ha arriso all’Italia. Niente finale per Jannik Sinner, non ha vinto Jasmine Paolini e neppure Simone Bolelli e Andrea Vavassori e ancora Jasmine Paolini con Sara Errani.

(reuters)

Delusione? Certo. Sì. Forse. Un poco. Solo perché avevamo delle aspettative, ci avevamo fatto la bocca, come suol dirsi. Sembrava un’onda lunga e inarrestabile. Invece no: secondi piazzati. Beh, come dice un grande campione del passato, bisogna pure arrivarci alla fine dei tornei, mica è cosa facile.

Giusto, e poi resta la considerazione di un’Italia protagonista assoluta a Parigi. Va bene, è mancato l’acuto, la foto con la coppa, ma il movimento ha dato segnali talmente grandi, enormi, che il mondo continua a guardarci con occhi stupiti e a chiedersi, e chiederci, come sia possibile tutto questo.

Jannik Sinner 

Lasciamo Parigi con il numero uno del mondo in singolare (Jannik Sinner), la numero sette del mondo in singolare (Jasmine Paolini) e con i numero dieci (Vavassori) e undici (Bolelli) del mondo in doppio.

Mettiamola così: con tre finali e una semifinale, avessimo anche vinto, avremmo stravinto. Ci avrebbero odiato tutti. E se c’è una legge non scritta dello sport, è proprio quella di non umiliare l’avversario, rispettarlo sempre. Quindi pazienza se l’Italia non ha vinto: chissà che invece non sia arrivato un qualche messaggio forte ad altri bambini vogliosi di sognare come Sinner, oppure semplicemente innamorati del tennis come Jasmine Paolini, o anche Sara Errani e Simone Bolelli.

Simone Bolelli e Andrea Vavassori

 

Sarebbe la semina più bella, altro che Slam. Intanto aspettiamo anche i futuri colpi degli Arnaldi, i Passaro e i Nardi. Perché l’Italia non si ferma mai. Questo è il vero segreto. Per dire, c’era il Roland Garros e la macchina organizzativa della Fitp non si è fermata. In questo week end si sono tenute le elezioni dei delegati tecnici e degli atleti in vista delle elezioni per il quadriennio olimpico 2025-28: è stato reso noto l’elenco e si intuisce che il presidente uscente, Angelo Binaghi, non avrà candidati. Infatti per concorrere alla presidenza Fitp occorre che la candidatura sia sostenuta da circa 250 circoli su 4.000, oltre che da almeno due delegati tecnici e un delegato degli atleti su 42 (1 + 1 per regione). Ebbene, sembra che Corrado Barazzutti, che aveva ufficializzato la sua candidatura, non abbia nessuno dei delegati appena eletti a sostenerlo.

Questo vuol dire che la Fitp (fatta salva la riconferma di Binaghi, che ancora non ha confermato la sua di candidatura) procede verso una continuità di gestione, sperando che – a proposito di argomenti olimpici – nel Roland Garros 2 che verrà, ossia le Olimpiadi, possa verificarsi la rivincita, con tante belle medaglie al collo degli azzurri protagonisti in questi giorni.

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