Carlos Alcaraz, il principino sul trono di Nadal che insidia Sinner al numero 1
dal nostro inviato Paolo RossiPARIGI – La rivoluzione è servita, il mondo del tennis è sottosopra. La fragorosa spallata dei giovani tennisti spinge bruscamente in basso, sul gradino più basso del podio, Novak Djokovic: se Carlos Alcaraz trionfa al Roland Garros (vendica sua maestà Nadal battendo 6-3, 2-6, 5-7, 6-1, 6-2 il tedesco Zverev), suo 3° Slam su diversa superficie a 21 anni (il più giovane della storia) e sale in 2ª posizione in classifica, Jannik Sinner è da oggi il nuovo n. 1 del mondo, primo italiano di sempre.
A Parigi, l’immagine in apertura era la seguente: lo spagnolo con i problemi all’avambraccio, l’azzurro con l’anca convalescente. Ironia del destino, la scena finale vede inquadrato Djokovic infortunato, operato al menisco e spodestato dal trono. Ha vinto il più tosto, Alcaraz. Due rimonte, in semifinale a Sinner e in finale a Zverev, tennista recuperato e apparentemente uomo nuovo: sale in quarta posizione, si pone tennisticamente in una posizione di attesa e sembra aver risolto i problemi fuor…
PARIGI – La rivoluzione è servita, il mondo del tennis è sottosopra. La fragorosa spallata dei giovani tennisti spinge bruscamente in basso, sul gradino più basso del podio, Novak Djokovic: se Carlos Alcaraz trionfa al Roland Garros (vendica sua maestà Nadal battendo 6-3, 2-6, 5-7, 6-1, 6-2 il tedesco Zverev), suo 3° Slam su diversa superficie a 21 anni (il più giovane della storia) e sale in 2ª posizione in classifica, Jannik Sinner è da oggi il nuovo n. 1 del mondo, primo italiano di sempre.
A Parigi, l’immagine in apertura era la seguente: lo spagnolo con i problemi all’avambraccio, l’azzurro con l’anca convalescente. Ironia del destino, la scena finale vede inquadrato Djokovic infortunato, operato al menisco e spodestato dal trono. Ha vinto il più tosto, Alcaraz. Due rimonte, in semifinale a Sinner e in finale a Zverev, tennista recuperato e apparentemente uomo nuovo: sale in quarta posizione, si pone tennisticamente in una posizione di attesa e sembra aver risolto i problemi fuori dal campo. dopo la chiusura del processo a Berlino nei suoi confronti per violenza domestica e abusi (verso l’ex compagna Brenda Patea).
Si respira aria nuova, e vedremo se a Djokovic — che è più svelto e ha più vite dei gatti — riuscirà una restaurazione che appare quantomeno complicata, a meno che non voglia effettuare una scelta come quella di Rafa Nadal, e cioè scegliere degli obiettivi mirati: per entrambi, sarà di nuovo il Roland Garros in versione olimpica. Cui tengono molto. Sarà altro pepe che insaporirà il menu di un torneo che si annuncia avvincente. Ma il presente è di Jannik e Carlos, uno classe 2001 e l’altro 2003. Questo è il giorno della loro celebrazione: chi a Parigi (Alcaraz, foto di rito), chi a Montecarlo per le prime parole da boss del ranking. Dal 17 giugno, sull’erba, Carlos difenderà il titolo al Queens, Jannik giocherà nel 500 di Halle. In questo dualismo, non si intravede chi può intromettersi, a parte le classiche giornate no.
Un assaggio di quello che sarà il loro duello lo abbiamo visto nell’ultimo loro match, la semifinale parigina: erano talmente rispettosi e timorosi l’uno dell’altro, delle possibili scelte tattiche, da confondersi e contagiarsi a vicenda nel giocare male. Un segno che conferma e certifica il giudizio reciproco: sono i leader del tennis. Ad oggi Alcaraz è avanti 3-1 nel conto degli Slam, e 14-13 nei tornei vinti. «Ci stiamo conoscendo sempre meglio: e a chi perde tocca aggiustare le cose» ha detto Sinner. Che sicuramente avrà visto il match (Djokovic, ad esempio, era alla tv con i figli) e magari apprezzato l’idea di Zverev, di alzare a volte la traiettoria della palla, addirittura dei pallonetti che hanno ricordato i colpi liftati dei tennisti arrotini degli Anni Settanta. Certo, non è stato sufficiente al tedesco, ma potrebbe essere una soluzione utile ad altri. O, quanto meno, un’alternativa.
Intanto Sinner ha realizzato il sogno della sua infanzia: ora vedremo quale obiettivo si porrà per alzare l’asticella. Di sicuro dovrà difendersi proprio dallo spagnolo, che due anni fa si prese la leadership (complice anche l’assenza dalle scene del no-vax Djokovic durante la pandemia), e poi ne ha pagato il prezzo con gli infortuni. Invece, anca a parte, il viaggio di Jannik Sinner è stato più costante e con minori buche.
Però lo spagnolo, che ora sembra in salute, dovrà pazientare per il sorpasso, perché il suo secondo semestre del 2023 è stato molto buono: la vittoria al Queen’s e a Wimbledon, la finale al Masters 1000 di Cincinnati, la semifinale agli US Open valgono molti punti da difendere. Un discorso che vale anche per Jannik (e per lo stesso Djokovic). «Difendo il nuovo status, vediamo di farlo durare il più a lungo». Sinner dixit.
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