✕

Jannik Sinner: “Che sorpresa vincere con papà in tribuna. E ora Wimbledon”

L’abbraccio ai familiari, il fair play con Hurkacz. Ad Halle il primo trionfo sull’erba
3 minuti di lettura

HALLE — Il sole è ancora alto sulla Owl Arena di Halle e dal villaggio in cui i chioschi cercano gli ultimi clienti della settimana arriva odore di salsicce arrostite. “Sinner, sei un mito!”, urla qualcuno dalla tribuna puntellata di magliette e ventagli arancioni, un attimo prima che Jannik infili il match point che gli regalerà la prima vittoria sull’erba. Il gigante Hurkacz battuto 7-6 7-6 nella finale dell’Atp 500 non è già più un avversario, ma è tornato l’amico che il tennista altoatesino invita sulla panchina del vincitore, quasi a condividere quel trono, quel successo. L’ultimo gesto di un ragazzo che non stupisce soltanto quando infila traiettorie impossibili con la racchetta. Eppure, Halle — torneo che Roger Federer ha vinto 10 volte: qui preparava Wimbledon — riesce a riservare un’immagine che fino a qualche ora prima nemmeno Sinner pensava di vivere: un abbraccio in campo col papà Hanspeter, nascosto per tutta la partita nel suo angolo, dietro a coach Cahill, quasi fosse u…

HALLE — Il sole è ancora alto sulla Owl Arena di Halle e dal villaggio in cui i chioschi cercano gli ultimi clienti della settimana arriva odore di salsicce arrostite. “Sinner, sei un mito!”, urla qualcuno dalla tribuna puntellata di magliette e ventagli arancioni, un attimo prima che Jannik infili il match point che gli regalerà la prima vittoria sull’erba. Il gigante Hurkacz battuto 7-6 7-6 nella finale dell’Atp 500 non è già più un avversario, ma è tornato l’amico che il tennista altoatesino invita sulla panchina del vincitore, quasi a condividere quel trono, quel successo. L’ultimo gesto di un ragazzo che non stupisce soltanto quando infila traiettorie impossibili con la racchetta. Eppure, Halle — torneo che Roger Federer ha vinto 10 volte: qui preparava Wimbledon — riesce a riservare un’immagine che fino a qualche ora prima nemmeno Sinner pensava di vivere: un abbraccio in campo col papà Hanspeter, nascosto per tutta la partita nel suo angolo, dietro a coach Cahill, quasi fosse uno spettatore come gli altri. Un attimo dopo le mani di Jannik scappavano sul telefonino: subito, mentre il cerimoniale allestiva ancora il banchetto per la premiazione, perché erano arrivati i complimenti della fidanzata Anna Kalinskaya, che quasi in concomitanza ha perso la sua finale a Berlino. A lei ha inviato un pensiero, col trofeo in mano: «Questo lo dedico ai miei amici, ovviamente, che mi sono sempre vicini. E ad Anna. Purtroppo lei è stata sconfitta a Berlino ma ha avuto cinque match point, le mando un bacio».

(reuters)

Sinner, quell’abbraccio con suo papà ci ha colpito, è quasi un inedito.

«Sì, non mi aspettavo che mio papà venisse. Mi ha telefonato ieri, dopo la semifinale, mi ha detto: vengo su domani. È salito in auto insieme a mio zio, suo fratello, così non ha fatto il viaggio da solo, ho abbracciato anche lui. Mi ha colpito, normalmente non viene a vedere le mie partite, è stata un’emozione nuova».

In campo ha ringraziato anche la sua fidanzata Anna Kalinskaya. Ogni vittoria incrementa la curiosità intorno a lei, adesso la frase della sua fidanzata, “sto cercando di essere brava quanto lui”, diventa una notizia. Le dà fastidio o riesce a gestirlo?

«Sto vivendo la mia vita e una cosa posso dirla: sono molto felice. Poi lo sapete, sono un ragazzo molto riservato, non parlo molto della mia vita e soprattutto del mio privato. Anche se voi ci provate e mi chiedete più dettagli, non è che vi dia molti motivi per scrivere di me, ecco».

È stato diverso giocare e vincere un torneo da numero uno del mondo? La avverte la pressione di dover difendere la posizione?

«È stato diverso, sì, la pressione in più si avverte. Tutti ti vogliono battere a ogni partita che giochi perché sei il numero 1, ma poi quando entri in campo non ci pensi, pensi solo a giocare e a vincere. Qui contro Hurkacz è stato difficile, è una superficie in cui sono pochi i punti decisivi ed è importante vincere quelli. Ma secondo me ho giocato un’ottima partita».

Con Hurkacz vi conoscete molto bene, anche troppo.

«Sì, ci sono partite come questa che per me sono un po’ diverse. Con lui ormai ci sono pochi segreti, abbiamo giocato il doppio insieme. Siamo buoni amici fuori dal campo. In queste due ore devi un po’ sospendere l’amicizia, ma ormai è normale, perché abbiamo giocato l’uno contro l’altro già quattro volte, questa era la quinta. Ora che la partita è finita siamo di nuovo amici».

Era la prima sull’erba in questa stagione. Come si è sentito? È pronto per Wimbledon?

«Posso essere un po’ più aggressivo, capire meglio come muovermi. Sarà un torneo difficile, ma anche divertente. A me piace Wimbledon: l’anno scorso ho giocato bene e ho perso solo in semifinale. Vediamo cosa posso fare quest’anno. Volerò a Londra relativamente presto, spero di fare una buona preparazione e poi vedremo come va: farò del mio meglio».

Pensa che sarà tra i favoriti?

«Siamo tutti ottimi giocatori e ci possono sempre essere alcune sorprese in un torneo come Wimbledon. Quindi non dirò se sono o no il favorito. Djokovic certamente lo è: se torna, se è in forma, è chiaramente il favorito. Alcaraz ha vinto l’anno scorso, Zverev sta giocando molto bene. Vediamo. Sarà un torneo molto interessante».

Ci è sembrato di vederla sorridere spesso in campo. È un’impressione o si è divertito più del solito?

«Io ho bisogno di divertirmi sempre, quando gioco. Siamo in campo in tanti tornei durante l’anno, il divertimento è essenziale: se uno non si diverte diventa difficile gestire tutto. Sì, oggi mi sono divertito particolarmente, ma ci sono momenti in campo in cui puoi farlo, puoi sorridere. E poi invece ci sono momenti in cui sono molto, molto serio».

Leggi i commenti