Sinner e Berrettini a confronto: armi segrete e punti deboli di due campioni diversi in tutto (anche nell'amore)
di Paolo RossiIl rosso o il nero? Su chi puntare oggi pomeriggio, all’ora dell’aperitivo?
Jannik Sinner oppure Matteo Berrettini? A Wimbledon si gioca il derby più suggestivo tra i due tennisti che più hanno dato lustro al tennis italiano in questi ultimi anni.
Berrettini, primo e unico finalista a Wimbledon. Sinner, primo e unico italiano numero uno del mondo, e vincitore di uno Slam (Australian Open) nell’Era Open. La sfida intriga perché più diversi non potrebbero essere.
Moro e latino, Berrettini. Carnagione da Centro Europa per Sinner.
Alto e robusto (per non dire quasi palestrato), Berrettini. Magrissimo, affusolato ed elastico Sinner.
Anche fuori dal campo, non potrebbero essere più lontani. Prendete le scelte …
Il rosso o il nero? Su chi puntare oggi pomeriggio, all’ora dell’aperitivo?
Jannik Sinner oppure Matteo Berrettini? A Wimbledon si gioca il derby più suggestivo tra i due tennisti che più hanno dato lustro al tennis italiano in questi ultimi anni.
Berrettini, primo e unico finalista a Wimbledon. Sinner, primo e unico italiano numero uno del mondo, e vincitore di uno Slam (Australian Open) nell’Era Open. La sfida intriga perché più diversi non potrebbero essere.
Moro e latino, Berrettini. Carnagione da Centro Europa per Sinner.
Alto e robusto (per non dire quasi palestrato), Berrettini. Magrissimo, affusolato ed elastico Sinner.
Anche fuori dal campo, non potrebbero essere più lontani. Prendete le scelte sentimentali: Ajla Tomlianovic e Melissa Satta mostrano come in Berrettini prevalga l’interesse per le donne con vissuto e personalità spiccata. Anna Kalinskaya, coetanea dal volto angelico, racconta invece molto del carattere di Sinner.
Perfino il cappellino lo portano diversamente: Berrettini lo indossa con la visiera al contrario per mostrare la fronte, Sinner lo mette in modo classico per contenere i riccioli.
Poi: guardi Berrettini e vedi la potenza. Guardi Sinner e vedi la rapidità nei movimenti.
Berrettini tira bordate con il servizio. Sinner tira bordate da fondocampo.
Come si intuisce, due stili completamente opposti. Due tennis diversi. Si completano.
Messi insieme, Berrettini e Sinner potrebbero formare il tennista perfetto. Invincibile.
Vincerà chi riuscirà a imporre le proprie qualità: Berrettini, se avrà una continuità di servizio spaventosa nel corso di tutto il match. Sinner, se riuscirà a trovare le contromisure alla principale arma sportiva del romano.
Sarà un match di grande rispetto, perché i due tennisti - dopo essersi conosciuti, annusati e circoscritti – si stanno stimando. Perfino aiutando (solo loro conoscono i dettagli).
Dove pende la bilancia? Verso Sinner, ovviamente. Perché non ha mai perso un derby da quando è diventato… Sinner. E poi perché apparentemente gestisce la pressione psicologica un po’ meglio di Berrettini.
Esatto, la componente mentale avrà la sua importanza. Forse ancor più dei colpi a 200 km/h, degli slice, delle smorzate, delle volée e degli smash. Chi libererà la mente per primo, vincerà.
Peccato che debbano affrontarsi a un secondo turno, mentre Novak Djokovic (sempre al secondo turno) gioca contro una wild card inglese. Ma la vita riserva questi paradossi. Buona visione, e buon tifo. Forza azzurri.