Flavia Pennetta: “Paolini ha fatto più di Sinner. Nel doppio con Errani ha perfezionato il suo tennis”
dal nostro inviato Paolo RossiLONDRA — L’ultima italiana ad alzare una Coppa Slam, Flavia Pennetta. Us Open, anno di grazia 2015. Prima, nella storia, solo un’altra volta era accaduto, nel 2010 al Roland Garros con Francesca Schiavone.
Flavia, abbiamo un’altra chance: come andrà a finire?
«Sono positiva, penso positivo».
Jovanotti ringrazia...
«Non dirò una sola parola di più. Per scaramanzia, o come vi pare».
Va bene, non diciamo nulla sull’esito della finale, ma qualche parola su Jasmine Paolini sì.
«Fantastica. Una progressione impressionante in pochi mesi. Complimenti».
Non vi siete mai incrociate...
«È così. Io ho smesso nel 2015, lo annunciai a New York se ricordate... Jasmine credo che all’epoca non avesse ancora vent’anni... poi non c’è stata occasione. Di lei so solo che ha iniziato a giocare grazie alla passione per il tennis dello zio, e che era molto determinata».
Accennava alla sua esplosione repentina, invece voi quattro – lei, Schiavone, Errani e Vinci, le leggende della Fed Cup e degli Slam – aveva…
LONDRA — L’ultima italiana ad alzare una Coppa Slam, Flavia Pennetta. Us Open, anno di grazia 2015. Prima, nella storia, solo un’altra volta era accaduto, nel 2010 al Roland Garros con Francesca Schiavone.
Flavia, abbiamo un’altra chance: come andrà a finire?
«Sono positiva, penso positivo».
Jovanotti ringrazia...
«Non dirò una sola parola di più. Per scaramanzia, o come vi pare».
Va bene, non diciamo nulla sull’esito della finale, ma qualche parola su Jasmine Paolini sì.
«Fantastica. Una progressione impressionante in pochi mesi. Complimenti».
Non vi siete mai incrociate...
«È così. Io ho smesso nel 2015, lo annunciai a New York se ricordate... Jasmine credo che all’epoca non avesse ancora vent’anni... poi non c’è stata occasione. Di lei so solo che ha iniziato a giocare grazie alla passione per il tennis dello zio, e che era molto determinata».
Accennava alla sua esplosione repentina, invece voi quattro – lei, Schiavone, Errani e Vinci, le leggende della Fed Cup e degli Slam – avevate seguito e vissuto un percorso.
«Vero, abbiamo avuto tutte una continuità di anni, di risultati: dai successi delle Fed Cup fino poi a quelli individuali. Noi ci siamo spinte l’un l’altra, Jasmine ha fatto tutto da sola».
Volendo fare un’analisi, quali sono le ragioni?
«Secondo me sono due i fattori che spiegano il suo meraviglioso momento: il primo, l’essersi messa in discussione, andando a Tirrenia, accettando il nuovo. Peraltro è lì che ha fatto l’incontro sportivo della vita, cioè Renzo Furlan. Si vede a occhio che parlano la stessa lingua, si trovano all’unisono».
E il secondo fattore?
«Beh, nel Tour della Wta, non c’è una dominatrice tipo Serena Williams, per dire. Abbiamo Iga Swiatek che sul rosso non è avvicinabile, ma per il resto sono tutte giocabili: la stessa Sabalenka alterna giorni buoni e altri no».
Quindi brava sì a migliorare, Jasmine, e anche a trovarsi al posto giusto nel momento giusto.
«Sì. Ripeto, Jasmine ha avuto il coraggio di seguire e ascoltare il suo coach. Non lo fanno tutte. Si vede che è diventata un’altra giocatrice rispetto a un anno fa».
Entrando nei dettagli?
«Ha provato colpi nuovi. È palese come i suoi movimenti siano velocizzati. E poi, ci sarebbe l’ultimo aiuto da sottolineare, da parte della nostra generazione di vecchiette…».
Ah, avete fornito consigli?
«No, mi riferisco a Sara, Errani. Se le vedete giocare in doppio, capite…».
Ce lo spieghi, per favore.
«Sara l’ha disciplinata tatticamente: nella posizione, nel timing. E poi, giocando, i colpi al volo sono nettamente migliorati».
In effetti lo ha certificato la stessa Paolini.
«E infatti le vedo benissimo per le Olimpiadi, abbiamo belle possibilità di medaglie».
Insomma, le donne stanno rimettendo su la testa, non più solo Sinner e i suoi fratelli.
«Per come la vedo io Jasmine Paolini ha fatto meglio dei maschi. Sì, Jannik ha vinto uno Slam, ma due finali di seguito – Roland Garros e Wimbledon poi – sono impresa memorabile. E poi ha vinto un Wta 1000…».
Flavia Pennetta resta appassionata al tennis…
«Certo. Non giocherò più, ma il tennis mi piace, per questo ho accettato di commentarlo per Sky, anzi vi aspettiamo oggi alle 15 per la finale. Altrimenti me ne starei al mare con i miei figlioli».