Paolini, intervista al papà: “La mia bimba è proprio un treno, tosta e ostinata come la mamma”
dal nostro inviato Paolo RossiUgo Paolini, papà di Jasmine, in tribuna con la mamma Jacqueline e il fratello William
(reuters)LONDRA – “Chi siamo noi? Una famiglia normale, come tante...”. Ugo Paolini, classe 1962, è il papà di Jasmine. C’era anche lui nel box, insieme a sua moglie Jacqueline, mamma della nuova numero 5 del mondo. Sono felici, ma perfino con moderazione.
Signor Paolini, non se la può cavare così…
“E che cosa volete sapere?”.
Qualcosa di più su sua figlia, per esempio…
“La bimba... la bimba è sempre stata tranquilla, si stava tutti nel bar e lei è cresciuta nel bar”.
Spieghiamo che il bar era di sua proprietà.
“Certo, nel bar nostro, e la portavano a giro, come diciamo noi, intendo la gente del paese”.
Bagni di Lucca.
“Esatto, cinquemila anime, ci conosciamo tutti. Quando qualcuno andava a farsi una passeggiata lungo il fiume, lei lo a…
LONDRA – “Chi siamo noi? Una famiglia normale, come tante...”. Ugo Paolini, classe 1962, è il papà di Jasmine. C’era anche lui nel box, insieme a sua moglie Jacqueline, mamma della nuova numero 5 del mondo. Sono felici, ma perfino con moderazione.
Signor Paolini, non se la può cavare così…
“E che cosa volete sapere?”.
Qualcosa di più su sua figlia, per esempio…
“La bimba... la bimba è sempre stata tranquilla, si stava tutti nel bar e lei è cresciuta nel bar”.
Spieghiamo che il bar era di sua proprietà.
“Certo, nel bar nostro, e la portavano a giro, come diciamo noi, intendo la gente del paese”.
Bagni di Lucca.
“Esatto, cinquemila anime, ci conosciamo tutti. Quando qualcuno andava a farsi una passeggiata lungo il fiume, lei lo accompagnava”.
Sembra un’altra vita.
“Eh, stiamo parlando di vent’anni fa. Jasmine era buona, dove la mettevi stava, lei era così allora ed è così ancora. Poi magari si trasforma in campo, vero?”.
Assolutamente. Ha preso da lei, allora?
“Ma quando mai? Io la chiamo ‘treno’, Jasmine, perché il treno va su due binari e non si sposta, va fino in fondo. E la sua mamma è uguale, sono spiccicate da questo punto di vista. Toste e ostinate”.
Direi che ha reso l’idea. Però non è possibile che non ve ne abbia combinata qualcuna.
“Niente, che posso dire?”.
Poi c’è l’altro figliolo, William.
“Il suo portavoce. Prima di dire una cosa a noi, si parlano loro, confabulano e poi, alla fine, ci dicono la sentenza. Ma è sempre lei che manda lui, quando deve dirci qualcosa”.
Beh, hanno un buon rapporto allora.
“Si sono sempre voluti bene, e oggi è lui quello che organizza e guida tutto, si muove bene. È sempre stato così, sin da quando era piccolo”.
A proposito di organizzare: ha visto che Sesto ha fatto una festa a Sinner?
“Ma da noi è sempre festa e, sappiatelo, anche noi siamo di montagna, siamo a centocinquanta metri al livello del mare”.
Voi toscani siete davvero dei buontemponi.
“Ma la faremo la festa, la faremo”.
Ma come genitori non vi siete mai preoccupati?
“Ci sono stati i momenti difficili. Ci sono sempre, no? Ma alla fine la fortuna è stata Tirrenia, il centro della Fitp. E Jasmine che ha voluto andarci, provare il ‘Collegio’, chiamiamolo così. Dove poi ha incontrato Renzo Furlan”.
Il mentore.
“Hanno lo stesso carattere, per questo lei lo ha voluto”.
In conclusione?
“Noi l’abbiamo sempre appoggiata, Jasmine, perché lei è sempre stata così determinata, e noi la si è sostenuta in tutto e per tutto. Ma se andiamo a guardare bene le cose, alla fine è lei che ha dato la spinta a noi. Questa è la pura verità”.