Carlos Alcaraz, 4 Slam vinti a 21 anni: Wimbledon incorona l’anti Sinner che ora punta alle Olimpiadi
a cura della Redazione SportVentuno anni, quattro Slam vinti. È stato il più giovane numero uno del mondo a 19 anni e 4 mesi (oggi è terzo). Numeri da predestinato, poco da invidiare all’idolo d’infanzia Rafa Nadal. Carlos Alcaraz ha dominato Novak Djokovic in tre set e vinto il torneo di Wimbledon per il secondo anno consecutivo. Sempre contro il serbo che, dopo il recupero lampo dalla rottura del menisco, non ha trovato rimedio alla differenza atletica (e per lunghi tratti anche tecnica) dovuta ai sedici anni di differenza.
Alcaraz campione su tutte le superfici
Il primo a cadere sotto i colpi dello spagnolo in una finale Slam, l’11 settembre 2022 sul cemento di New York, era stato Casper Ruud, in uno scontro tra ragazzini terribili pronti a sovvertire l’ordine del tennis mondiale partendo dal duello allo Us Open. Trentacinque giorni fa a Parigi, sulla terra rossa del Roland Garros dove si giocherà il torneo olimpico, era stato Aleksander Zverev a conoscere la furia di Alcaraz a bordocampo c’è una coppa che attende in vetrina.
Alcaraz, nel mirino Olimpiadi e Us Open
Nato il 9 maggio 2003, ha un anno e nove mesi in meno di Jannik Sinner, attuale numero uno al mondo e vincitore dell’Australian Open, unico Slam lasciato ai rivali dallo spagnolo dopo l’eliminazione ai quarti per mano di Zverev. La vittoria sull’erba di Londra di oggi non gli farà fare chissà quale salto nel ranking Atp: vincere, quindi non perdere punti, era il massimo che potesse fare in attesa delle Olimpiadi (giocherà il doppio con Nadal) e dello Us Open. Resterà numero tre, almeno formalmente. Perché la domanda, oggi, è capire la vera distanza che c’è tra il reale e il virtuale. Tra il tennis di Sinner e quello di Alcaraz. “Carlos nei prossimi anni vincerà tanti Slam, spero non da domenica”, aveva detto Djokovic alla vigilia della finale di Wimbledon. Una frase scaramantica più che una profezia. Lo spagnolo, visto oggi, è in grado di prendersi il mondo. Come fatto in passato dall’idolo Nadal.