Si avvicinano le Olimpiadi, ed entra in forma un ri-emergente di successo: Rafa Nadal. Ha saltato l’Australian Open, ha perso subito al Roland Garros, ha saltato le settimane sull’erba, eppure riemerge, lotta, manda segnali, disegna obiettivi e nutre ambizioni. Sudatissimo, fedele ai suoi tic, non si spaventa di fronte a un doppio break nel set decisivo per il croato Duje Ajdukovic. La terra rossa è quella svedese di Bastad, la serie positiva è a quota 8 vittorie: il bello è che le prime quattro sono nel 2005. Per raggiungere la nona 19 anni dopo ci vuole freddezza, e quella arriva con la rimonta da 0-3 a 3-3, ma anche con la conversione di tutti e sei i break point guadagnati.
La prima volta di Berrettini con Tsitsipas
Domenica lo aspe…
Si avvicinano le Olimpiadi, ed entra in forma un ri-emergente di successo: Rafa Nadal. Ha saltato l’Australian Open, ha perso subito al Roland Garros, ha saltato le settimane sull’erba, eppure riemerge, lotta, manda segnali, disegna obiettivi e nutre ambizioni. Sudatissimo, fedele ai suoi tic, non si spaventa di fronte a un doppio break nel set decisivo per il croato Duje Ajdukovic. La terra rossa è quella svedese di Bastad, la serie positiva è a quota 8 vittorie: il bello è che le prime quattro sono nel 2005. Per raggiungere la nona 19 anni dopo ci vuole freddezza, e quella arriva con la rimonta da 0-3 a 3-3, ma anche con la conversione di tutti e sei i break point guadagnati.
La prima volta di Berrettini con Tsitsipas
Domenica lo aspetta la finale con la settima testa di serie Nuno Borges, ma è evidente che l’orizzonte si allarga, è molto più ampio di Bastad, e abbraccia pure un Roland Garros irriconoscibile, dalle tinte blu e rosa. Dove il 27 luglio comincerà un’Olimpiade a cui Rafa tiene moltissimo, dopo aver vinto in singolare a Pechino 2008 e in doppio a Rio 2016. Facendo sbiadire ogni considerazione sull’età e i limiti, di fronte alle motivazioni che sono ancora intatte. Quel che non manca anche a un altro riemergente, Matteo Berrettini, che dopo aver impegnato Sinner a Wimbledon va in finale a Gstaad battendo per la prima volta Stefanos Tsitsipas (7-6, 7-5): col francese Quentin Halys sarà la terza finale stagionale per Matteo, a cui però mancherà l’Olimpiade, la linfa del nuovo Nadal.
La magia di Rio de Janeiro
"È sempre una bella sensazione tornare in finale" dice Rafa. "Ho vinto quattro partite di fila, non ci riuscivo da due anni. Molte cose le ho perse perché ho subito un intervento chirurgico molto importante all’anca quasi un anno fa. Non è stato facile, ma sto lottando durante il torneo per arrivare dove sono oggi. Vediamo se riesco a giocare un po’ meglio in finale". Quanti anni sono? Trentotto. Eppure lui c’è ancora, nella precarietà che lo accompagna da tempo. Basta fare un salto indietro di otto anni, alle Olimpiadi di Rio, quando già tirava una brutta aria. Nel singolare incrociò Del Potro, e subì una rimonta dopo tre ore e 8 minuti di battaglia. Poi perse nella finale per il bronzo con Nishikori. Eppure a Rio avvenne qualcosa di magico, e Rafa si trasformò in doppista insieme a Marc Lopez. Incendiando l’Arena del tennis, impegnandosi oltre il massimo di fronte a un pubblico in delirio e a una coppia romena, Florin Mergea e Horia Tecau, che ai quei tempi era proprio forte, quindi l’oro in finale fu fortemente voluto e meritato. Nell’anno 2024, quando buona parte di quei tennisti olimpici si è ritirata, Rafa torna in forma per i Giochi, e stavolta al posto di Lopez in doppio ci sarà Carlos Alcaraz, abbinamento che fa una certa impressione a Bolelli-Vavassori e a tutti gli specialisti. A proposito, anche alla vigilia di Tokyo 2020 la rinuncia di Nadal sembrava una specie di de profundis. Ma lui avrebbe vinto altri due Slam nell’anno 2022.