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Sinner, il grande assente alle Olimpiadi che fa parlare sempre: la mancata chiamata a Volandri e la programmazione, dove ha sbagliato Jannik

Jannik Sinner, 22 anni (afp)

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Abbassare i toni e smorzare le polemiche, questo il consiglio rivolto agli atleti azzurri a Parigi. Ma l’assenza del numero 1 del tennis fa ancora discutere
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La più bella è di un olimpionico azzurro, nel mentre della sfilata sotto l’acqua: “Comunque una cosa dobbiamo riconoscerla: Sinner sotto quella pioggia con la tonsillite ci lasciava la pelle”. È così. Queste Olimpiadi azzurre cominciano nel segno di un’assenza, quella del nostro campione globale, del nostro Lebron James, dell’atleta che avrebbe dovuto essere su tutte le copertine e, invece, in questo luglio è restato soltanto su quelle di gossip (per la vacanza in Sardegna dove probabilmente ha preso la tonsillite): Jannik Sinner non c’è. Eppure è ovunque.

E di questo, inevitabilmente, se ne sono resi conto tutti i nostri atleti che, mentre vedevano nella palazzina accanto alla loro Carlos Alcaraz che ha voluto essere a tutti i costi al villaggio olimpico, per gustarne il clima (i tennisti italiani no, sono in un albergo vicino al Roland Garros: “Troppo complesso logisticamente andare al Villaggio” ha detto il capitano Filippo Volandri), si sono anche un po’ stufati a rispondere …

La più bella è di un olimpionico azzurro, nel mentre della sfilata sotto l’acqua: “Comunque una cosa dobbiamo riconoscerla: Sinner sotto quella pioggia con la tonsillite ci lasciava la pelle”. È così. Queste Olimpiadi azzurre cominciano nel segno di un’assenza, quella del nostro campione globale, del nostro Lebron James, dell’atleta che avrebbe dovuto essere su tutte le copertine e, invece, in questo luglio è restato soltanto su quelle di gossip (per la vacanza in Sardegna dove probabilmente ha preso la tonsillite): Jannik Sinner non c’è. Eppure è ovunque.

E di questo, inevitabilmente, se ne sono resi conto tutti i nostri atleti che, mentre vedevano nella palazzina accanto alla loro Carlos Alcaraz che ha voluto essere a tutti i costi al villaggio olimpico, per gustarne il clima (i tennisti italiani no, sono in un albergo vicino al Roland Garros: “Troppo complesso logisticamente andare al Villaggio” ha detto il capitano Filippo Volandri), si sono anche un po’ stufati a rispondere alle domande su Jannik.

Meglio non parlare di Sinner

È stato consigliato loro di abbassare i toni e smorzare le polemiche. E così hanno fatto: “Se uno sta male, deve restare a casa”. “Giusto, ma per noi non cambia niente”. “Peccato ma per fortuna possiamo vincere tante altre medaglie” le risposte raccolte negli altri sport, ma anche nel tennis quando il povero Matteo Arnaldi si è presentato in conferenza stampa per parlare della sua Olimpiade ha dovuto chiedere per cortesia ai giornalisti: “Però per favore non parliamo troppo di Sinner” mentre fuori Matteo Vavassori, entusiasta per poter partecipare a tre competizioni (sostituendo in singolo Sinner) ammetteva che no, nessuno di loro aveva ancora sentito Jannik. “Filippo ha parlato con il suo allenatore”.

Filippo Volandri, ct dell'Italia di Davis (ansa)

L’approccio diverso alle Olimpiadi

Consapevole del clima di tensione all’interno del club azzurro sul tema ha provato a metterci una pietra ieri il presidente del Coni, Giovanni Malagò, “dispiace ma al tempo stesso c’è la certezza dell'assoluta impossibilità di Sinner di partecipare al torneo. È innegabile”. Ma la verità sta probabilmente nelle parole oneste di Federica Pellegrini: “Secondo me c’è un approccio diverso alle Olimpiadi da sport a sport. È logico che Sinner debba prendere delle decisioni sicuramente diverse da quelle di un atleta che può pensare alle Olimpiadi ogni quattro anni. Il tennis ha gli Slam”.

Sinner, appuntamento a Montreal

Ecco: Jannik Sinner con la tonsillite a casa è diverso da Gimbo Tamberi entusiasta sotto il diluvio, sulla bateaux mouches più scortata dalla Polizia della Senna (com’è noto a bordo c’erano gli israeliani). Sinner con le placche in gola non è come Gregorio Paltrinieri che va in acqua con la mononucleosi a Tokyo pur di esserci. È vero, al villaggio c’è Carlos Alcaraz e Rafael Nadal, Nadal è in fila alla mensa a fare selfie con gli atleti. Ma esistono priorità diverse nelle carriere degli atleti: per la stagione di Sinner i mille punti da difendere nel torneo di Montreal la prossima settimana sono più “pesanti” di un’Olimpiade. Se fosse stato bene, sarebbe stato qui a Parigi. E invece ha la tonsillite. E poi a Parigi piove.

La mancata chiamata a Volandri

C’è poi un altro discorso che riguarda però soprattutto Sinner, più che l’Italia e queste Olimpiadi. Due questioni. I rapporti: Jannik è un campione di uno sport individuale, è vero, ma in questi anni si è raccontato (per fortuna!) come il rappresentante di un Paese, prova ne sono anche le tonnellate di spot televisivi a ciclo continuo su ogni televisione. Sinner è italiano ed è la faccia dei prodotti italiani. Se è vero questo, allora, non è bello che il giocatore non chiami direttamente il suo capitano per spiegare che non sta bene e sta per saltare un torneo dove l’Italia era la favorita per due medaglie d’oro.

Poi la programmazione: chi lo conosce, e gli vuole bene, è convinto che questa tonsillite qualche mese fa non l’avrebbe presa. Perché un viaggio al mare, prima di un grande evento, è normale per un ragazzo di 23 anni. Normale per uno sportivo che ha bisogno di riposo. Ma non lo è per chi, negli ultimi 15 anni della sua vita, è stato abituato a declinare ogni cosa della sua vita in funzione di un solo verbo: vincere. Che non è scontato faccia rima con amore.

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