Djokovic d’oro alle Olimpiadi: Alcaraz battuto in due set. Lacrime per il trofeo che impreziosisce una carriera stellare. “Anima e cuore per la Serbia”
dal nostro inviato Giuliano FoschiniPARIGI — Dicono sia stata la più bella partita della storia del tennis, giocata due set su tre. Forse. Che sia stata una delle più grandi imprese della storia dello sport. Possibile. Sostengono che Novak Djokovic, dopo la vittoria, sia il giocatore più vincente e dunque più forte della storia del tennis. Vero. Questo è indiscutibilmente vero. Perché si può discutere se questo ragazzo di 37 anni serbo che appena due mesi fa, sì due mesi fa appena, era sotto i ferri per operarsi a un menisco, sia il migliore (ci sono Federer, Laver, anche Nadal), ma il più forte è quello che vince di più: e Djokovic ha vinto tutti i tornei del grande Slam. Ne ha vinti più di chiunque altro (24). E ora ha anche una medaglia d’oro alle Olimpiadi, l’unico trofeo che gli mancava (e che invece avevano in bacheca sia Nadal sia Agassi). “Goat”. Greatest of all times.
Per Djokovic è Career Golden Slam
Con l’oro di oggi, infatti Djokovic completa il Career Golden Slam, cioè la vittoria di tutti e quattro g…
PARIGI — Dicono sia stata la più bella partita della storia del tennis, giocata due set su tre. Forse. Che sia stata una delle più grandi imprese della storia dello sport. Possibile. Sostengono che Novak Djokovic, dopo la vittoria, sia il giocatore più vincente e dunque più forte della storia del tennis. Vero. Questo è indiscutibilmente vero. Perché si può discutere se questo ragazzo di 37 anni serbo che appena due mesi fa, sì due mesi fa appena, era sotto i ferri per operarsi a un menisco, sia il migliore (ci sono Federer, Laver, anche Nadal), ma il più forte è quello che vince di più: e Djokovic ha vinto tutti i tornei del grande Slam. Ne ha vinti più di chiunque altro (24). E ora ha anche una medaglia d’oro alle Olimpiadi, l’unico trofeo che gli mancava (e che invece avevano in bacheca sia Nadal sia Agassi). “Goat”. Greatest of all times.
Per Djokovic è Career Golden Slam
Con l’oro di oggi, infatti Djokovic completa il Career Golden Slam, cioè la vittoria di tutti e quattro gli Slam e dei Giochi olimpici. È il quinto tennista della storia a riuscirci dopo Rafa Nadal, che è salito sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi di Pechino del 2008, Andre Agassi, che ha vinto invece l'edizione di Atlanta 1996, Steffi Graf, l'unica tennista ad aver completato il Golden Slam nel 1988, e Serena Williams, che ha vinto l'oro a Londra 2012 nel singolare.
Djokovic in lacrime a fine partita
Piange Novak, dopo essersi arrampicato in tribuna: ha abbracciato i suoi figli, la sua famiglia, è avvolto nella bandiera della sua Serbia che vista così sembra proprio un mantella da super eroe, sembra o magari lo è per davvero perché la partita che ha giocato Djokovic, anzi che hanno giocato Djokovic e Carlos Alcaraz, è molto oltre quello che era lecito immaginare, si è rivelata un concentrato di forza mentale e virtù tecnica, di tenacia e di talento, c’è tutto quello che il tennis è stato, è e sicuramente sarà.
Djokovic e i due tie break vinti
Restando sulla partita, qualche appunto scarso: Djokovic ha servito meglio (74 per cento di prime palle con il 78 per cento di punti guadagnati, contro il 66 dello spagnolo), Alcaraz è stato più falloso del solito (33 gratuiti), ma anche perché Djokovic rimetteva tutto quello che c’era da mettere (25 gli errori non forzati). Il game su cui è girato il primo set (55 a 53 i punti alla fine a favore del serbo) è stato sicuramente il nono, sul quattro pari. Alcaraz ha avuto otto palle break e Nole ha giocato ogni punto migliore dell’altro.
Alcaraz ha perso la battaglia di nervi
D’altronde perfetto è stato in tutta la settimana: non ha perso un solo set pur essendo da Seul 1988 (quando il tennis è rientrato nel programma olimpico) il giocatore più anziano a vincere la medaglia d’oro, con i suoi 37 anni e 74 giorni. Perfetto Djokovic è stato nei due tie break, perfetto è stato nella gestione tattica riuscendo a costringere Carlitos sulla diagonale di rovescio e a contenerlo quando entrava con il dritto. Carlos: è stato sul punto, per pochi secondi, di rompere una racchetta per la prima volta nella sua carriera questo per dare la misura dell’esigenza e della disperazione di questa partita.
Podio olimpico con Djokovic, Alcaraz e Musetti
I momenti più belli sono stati tanti, è stata una partita di corse e di rincorse, ma se bisogna ricordare tre cose allora forse c’è una palla corta di Nole e un passante di Carlitos a metà del secondo set, il dritto più bello dell’anno che Djokovic ha tirato fuori nel tie break e visto che siamo alle Olimpiadi, quattro pari al secondo, punto cruciale, servizio di Nole, l’arbitro chiama fuori indicando un segno e Alcaraz dice che no, il segno è quell’altro, la palla è buona. Il finale è con Nole per terra che piange, Nole che abbraccia la sua famiglia e piange. Carlos che davanti ai microfoni piange. “Perdere così fa male ma lui è stato migliore di me” dice Alcaraz. “Ho dato cuore e anima per questo oro" risponde Djokovic prima di salire sul podio, con accanto il terzo classificato, Lorenzo Musetti. Anche per questo è il podio più bello del mondo.