Musetti è di bronzo, il tennis sul podio olimpico un secolo dopo: “Lo dirò a mio figlio”
dal nostro inviato Giuliano FoschiniPARIGI – Alcaraz, Djokovic, Musetti. O forse Djokovic, Alcaraz, Musetti, cambiando l’ordine degli addendi non cambia la meraviglia che ha disegnato Lorenzo Musetti, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024, 100 anni dopo Uberto de Morpurgo, che qui a Parigi nel 1924 vinse un bronzo.
Dalla finale a Umago al bronzo olimpico
Incredibile. Musetti, che ha superato in tre set Auger-Aliassime, è terzo qui a Parigi ma in realtà è primo degli umani, sul podio oggi saliranno gli Avengers e poi lui, Lorenzo da Carrara, terzo ma campione di eleganza, classe, tra gli ultimi interpreti dei gesti bianchi e nello stesso tempo portabandiera di tigna e genuinità toscana, anzi italiana. È arrivato da Umago domenica dopo aver giocato una finale (persa) lunga più di tre ore, ha preso un volo privato la mattina stessa e poche ore dopo, grazie alla programmazione dei gentili organizzatori parigini, è tornato in campo senza aver la possibilità nemmeno di dormire mezzora. “Ho fatto una doccia e d…
PARIGI – Alcaraz, Djokovic, Musetti. O forse Djokovic, Alcaraz, Musetti, cambiando l’ordine degli addendi non cambia la meraviglia che ha disegnato Lorenzo Musetti, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024, 100 anni dopo Uberto de Morpurgo, che qui a Parigi nel 1924 vinse un bronzo.
Dalla finale a Umago al bronzo olimpico
Incredibile. Musetti, che ha superato in tre set Auger-Aliassime, è terzo qui a Parigi ma in realtà è primo degli umani, sul podio oggi saliranno gli Avengers e poi lui, Lorenzo da Carrara, terzo ma campione di eleganza, classe, tra gli ultimi interpreti dei gesti bianchi e nello stesso tempo portabandiera di tigna e genuinità toscana, anzi italiana. È arrivato da Umago domenica dopo aver giocato una finale (persa) lunga più di tre ore, ha preso un volo privato la mattina stessa e poche ore dopo, grazie alla programmazione dei gentili organizzatori parigini, è tornato in campo senza aver la possibilità nemmeno di dormire mezzora. “Ho fatto una doccia e di nuovo in campo”.
La maglia azzurra
Un caso, soltanto un caso, è stato che al primo turno Musetti dovesse incontrare l’idolo di casa, il francese Gael Monfils: il Suzanne Lenglen, il centralino del Roland Garros, era pieno zeppo, i francesi avevano organizzato una torcida per il loro Gael, che tra l’altro nella bolgia ci sguazza. Ma non avevano fatto i conti con Musetti che, dopo la sconfitta al quinto set con Novak Djokovic in semifinale a Wimbledon, sta conoscendo una stagione di grazia: dunque, 6-1 6-4 Musetti, bacio al tricolore a fine partita e poderosa polemica contro i tifosi francesi. “Questa medaglia l’ho cominciata a vincere lì” ha ammesso ieri sera, “per me la maglia azzurra è qualcosa di straordinario, non so se sarei riuscito a giocare un torneo così intenso nel circuito. Sono esausto: sapete come sogno di festeggiare stasera? Con una pizza perché sono tre mesi che mangio riso bianco e pollo” come a dire che puoi avere anche il rovescio di Musetti ma per essere Musetti serve anche il sacrificio.
La vittoria di un tennis diverso
È orgoglioso e tenero come non mai alla fine della partita davanti ai giornalisti italiani confessa: “Qual è la cosa che mi fa più contento? Poter dire un giorno a mio figlio: papà ha vinto una medaglia alle Olimpiadi”. La paternità è stata un tocco di grazia nella vita di Musetti: da quando c’è Ludovico, e cioè da metà marzo, le cose hanno cominciato a girare al meglio, a riprova che l’amore aggiunge sempre, mai toglie. E così il ragazzo scapigliato improvvisamente ha cominciato a diventare ordinato, senza però perdere quello che ci fa impazzire. Lo ha ammesso anche Lorenzo, ieri sera: “È vero, questa è anche la vittoria di un certo tipo di tennis: sono la dimostrazione che anche oggi, in uno sport fatto di potenza e materiali, si può giocare in un’altra maniera”.
Tipo quella che lo ha condotto al bronzo in questo torneo (delizioso con Zverev ai quarti, bene anche ieri con Felix Auger-Aliassime, ma soprattutto di forza e di carattere, la caratteristica principale del nuovo Musetti). Quella stessa maniera che lo fa il tennista più sognato dagli italiani: perché, è vero, tutti tifiamo per Sinner e Berrettini. Ma in fondo ciascuno sogna di giocare come Musetti, la medaglia di bronzo di Parigi 2024.