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Sinner e il doping, i segreti nella sentenza che lo ha scagionato: la psoriasi, la ricevuta del farmaco e un precedente

Jannik Sinner, 23 anni (agf)

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Positivo due volte a marzo a Indian Wells, tracce di Clostebol (un miliardesimo di grammo) nelle urine del numero uno del mondo. Colpa di uno spray usato da Giacomo Naldi per curare un taglio al dito. A gennaio si salvò anche Bortolotti
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Colpito dal fuoco amico. Anzi, dalle mani amiche. Jannik Sinner è finito sotto accusa per qualcosa che non avrebbe mai immaginato: doping. Le colpevoli mani sono state quelle di Giacomo Naldi, il suo fisioterapista di fiducia e questa è una storia che sembra un romanzo, drammaticamente serio.

Il controllo a Indian Wells

Facciamo così, partiamo dalla fine: Sinner è stato accusato ma anche scagionato. Tutto bene, allora? Anche no, visto che il mondo (come sempre) si è diviso in forcaioli e innocentisti. Quindi raccontiamola, questa vicenda: a marzo, a Indian Wells, un normale controllo antidoping risulta positivo. Nelle urine del tennista risultano tracce di Clostebol: era l’anabolizzante preferito nel Doping di Stato della Ddr degli anni ’70 e ’80.

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Colpito dal fuoco amico. Anzi, dalle mani amiche. Jannik Sinner è finito sotto accusa per qualcosa che non avrebbe mai immaginato: doping. Le colpevoli mani sono state quelle di Giacomo Naldi, il suo fisioterapista di fiducia e questa è una storia che sembra un romanzo, drammaticamente serio.

Il controllo a Indian Wells

Facciamo così, partiamo dalla fine: Sinner è stato accusato ma anche scagionato. Tutto bene, allora? Anche no, visto che il mondo (come sempre) si è diviso in forcaioli e innocentisti. Quindi raccontiamola, questa vicenda: a marzo, a Indian Wells, un normale controllo antidoping risulta positivo. Nelle urine del tennista risultano tracce di Clostebol: era l’anabolizzante preferito nel Doping di Stato della Ddr degli anni ’70 e ’80.

Sinner con il suo staff dopo la vittoria all'Australian Open: il primo da sinistra è Giacomo Naldi (reuters)

Il farmaco comprato a Bologna

Sinner positivo? Ma come è possibile? La spiegazione, fornita al tribunale della Itia (International Tennis Integrity Agency) potrebbe diventare una utile sceneggiatura cinematografica: Umberto Ferrara (detto il Torturatore, da Jannik) acquista a Bologna un farmaco, il Trofodermin, di cui riesce a produrre la ricevuta del pagamento. Contiene appunto il Clostebol che, oltre a essere uno steroide, è utile per la cicatrizzazione delle ferite, delle lesioni sulla pelle e non richiede ricetta medica. Messo in valigia, torna utile a Naldi che, nell’aprire la borsa degli attrezzi, si taglia con il bisturino e, per accelerare la guarigione, usa lo spray.

Il massaggio senza guanti

Qual è il problema, direte? Naldi non gioca, e questo è vero. Ma coccola e messaggia i muscoli di Sinner, e lo fa senza guanti. Ed eccoci al nocciolo del problema. Come evidenziato dalle analisi, trasferisce un miliardesimo di grammo della sostanza vietata, e si apre l’indagine. Il buon Sinner cade dalle nuvole e, agli inquirenti ribadirà più di una volta di essere rispettoso delle regole, in particolare di quelle che riguardano il barare fisicamente. Agli atti c’è proprio la domanda dell’atleta al fisio quando si accorge della novità: “Ma quel cerotto? Ti sei fatto male? Ma hai preso qualcosa di vietato?”. La risposta di Naldi è stata “No”, e ha proseguito il trattamento che prevede la cura e la prevenzione della dermatite psoriasiforme su piedi e schiena (conseguenza: una pelle pruriginosa, che spesso porta a grattarsi e può causare tagli e piaghe sulla schiena e sui piedi), peggiorando la situazione.

Il Clostebol è legale in Italia

I sospetti dei giudici Tia ovviamente sono scattati anche per dei pregiudizi dovuti a precedenti casi: l’Italia pare avere una certa confidenza con il Clostebol. Altri tennisti, calciatori e cestisti hanno avuto a che fare con la sostanza. Secondo la Wada, l’agenzia mondiale antidoping, metà dei casi di clostebol nel mondo provengono dall’Italia, statistica in parte spiegata dal fatto che l’Italia è uno dei pochi paesi rimasti in cui il clostebol è ancora venduto.

Il ricorso di Sinner, sospensione in pausa

Ma torniamo a Sinner: i fatti sono accaduti a marzo, ed è stato poi sospeso, dal 4 al 5 e dal 17 al 20 aprile, ma il suo ricorso gli ha consentito di mettere in pausa la sospensione, mentre la battaglia legale-sportiva veniva seguita dall’avvocato Jamie Singer, intento nel produrre memorie difensive: “Sinner, nello scegliere il suo staff, ha fatto firmare un contratto di rispetto totale delle regole”. E, dunque, cos’altro avrebbe dovuto fare? Come tutti gli atleti delega e si affida: in questa vicenda era assolutamente inconsapevole.

Marco Bortolotti 

Il caso Bortolotti

La difesa ha ricordato anche un recente caso, quello di Marco Bortolotti, n. 350 del mondo: avvisato di una sua positività a gennaio 2024, il giocatore ha immediatamente spiegato i motivi, cancellati nel dispositivo finale, accettati dall’Itia che ha accettato la plausibilità scientifica e gli è stata concessa la formula assolutoria del “no fault or negligence”. Il tutto in pochi giorni, mentre invece il caso Sinner è proseguito fino ai primi giorni di agosto. Ieri la sentenza, che formalmente è di primo grado, e dunque ancora appellabile. Da chi? Non da Sinner: “Ora mi lascerò alle spalle questo periodo difficile e profondamente sfortunato. Continuerò a fare tutto il possibile per essere sicuro di continuare a rispettare il programma antidoping dell’Itia”.

Nado Italia o Wada possono impugnare sentenza

Non quest’ultima, che ha assolto Sinner (“nessuna colpa o negligenza”, comminandogli la perdita dei 400 punti e il montepremi guadagnati a Indian Wells, salvandolo anche dalle spese legali. Entro 21 giorni (dal 19 agosto), potrebbero impugnare la sentenza Nado Italia (ma non lo farà) o la Wada. Intanto Jannik Sinner giocherà gli US Open, e se è riuscito a competere con questa spada di Damocle per questi mesi, davvero deve avere una testa granitica.

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