Ci sono delle cose curiose, nella vita. Nel 2021 Jannik Sinner finì nel polverone delle polemiche per il suo no alle Olimpiadi di Tokyo e, come risposta al suo ritorno in campo, vinse il torneo di Washington. Oggi il tennista azzurro torna in campo agli US Open dopo un altro polverone, quello del caso Clostebol/doping. Contro chi? Lo stesso avversario di Washington, quel Mackenzie McDonald diventato noto ai più l’anno scorso agli Australian Open per aver sconfitto un Rafa Nadal che cercava l’impossibile rimonta all’alta classifica.
Ci siamo, già. L’azzurro avrà sulle spalle gli occhi del mondo, ma sarà un peso molto più leggero di quello che ha dovuto sopportare negli ultimi mesi. Oggettivamente McDonald, sconfitto negli ultimi tre anni (2021, 2022 e 2023) richiederà attenzione ma non dovrebbe impensierirlo. Sono giorni comunque strani, per Sinner. Perché l’eco della notizia non si è attutita, e formalmente per la chiusura della vicenda bisognerà attendere la prossima settimana, …
Ci sono delle cose curiose, nella vita. Nel 2021 Jannik Sinner finì nel polverone delle polemiche per il suo no alle Olimpiadi di Tokyo e, come risposta al suo ritorno in campo, vinse il torneo di Washington. Oggi il tennista azzurro torna in campo agli US Open dopo un altro polverone, quello del caso Clostebol/doping. Contro chi? Lo stesso avversario di Washington, quel Mackenzie McDonald diventato noto ai più l’anno scorso agli Australian Open per aver sconfitto un Rafa Nadal che cercava l’impossibile rimonta all’alta classifica.
Ci siamo, già. L’azzurro avrà sulle spalle gli occhi del mondo, ma sarà un peso molto più leggero di quello che ha dovuto sopportare negli ultimi mesi. Oggettivamente McDonald, sconfitto negli ultimi tre anni (2021, 2022 e 2023) richiederà attenzione ma non dovrebbe impensierirlo. Sono giorni comunque strani, per Sinner. Perché l’eco della notizia non si è attutita, e formalmente per la chiusura della vicenda bisognerà attendere la prossima settimana, precisamente il 6 settembre, per sapere se ci sarà un ricorso di una delle parti aventi diritto (nello specifico: la Wada).
Il nuovo staff dopo l’addio a Ferrara e Naldi
Intanto Sinner sta immaginando lo staff del futuro, dopo aver reso noto la chiusura del rapporto con il preparatore Umberto Ferrara e il fisioterapista Giacomo Naldi. Il casting per i successori è già in atto, sebbene il numero uno del mondo abbia fatto capire che le novità avverranno dopo la finale dell’ultimo Slam dell’anno. Però un nome c’è, ed è anche un profilo di altissimo livello che riguarda il fitness coach, cioè il preparatore: Marco Panichi, già nello staff di Djokovic per anni. Collaborazione chiusa quando il serbo, a secco di risultati, ha deciso di resettare lo staff (anche Ivanisevic fu messo alla porta). Come detto, non ci sono i presupposti per nessun annuncio, a torneo in corso, ma Sinner non sta con le mani in mano. Ieri ha incassato anche l’endorsement di Toni Nadal: «Conosco abbastanza bene il giocatore per poter dire che per me è impensabile che possa agire in maniera scorretta. Mi stupisce davvero ancora di più che ci siano altri tennisti che hanno preso posizione contro di lui. Che colleghi che lo conoscono bene, si sono allenati con lui e lo hanno affrontato, dubitino della sua innocenza. Ma, come diceva Goethe “La malvagità non ha bisogno di ragioni, basta un pretesto”».
Kyrgios: “Non sarò più ospitale con lui”
In effetti la conferma viene dall’ultima dichiarazione di Nick Kyrgios, giusto ieri durante la telecronaca del match Shelton-Thiem (vinto dal primo): «Non sarò più ospitale con Sinner come lo ero prima, quando sono nello spogliatoio». Ora, se l’ultima partita (l’unica peraltro) ufficiale dell’australiano risale al 12 giugno 2023, la domanda sorge spontanea: lo fanno ancora entrare negli spogliatoi? E a che titolo, non essendo iscritto ai tornei? Ha il pass ‘ospite’ di qualche collega?
Berrettini: “A fine torneo racconto tutto”
Comunque sia, la prima giornata di New York ha mostrato un buon Berrettini: il romano ha disposto agevolmente in tre set (7-6, 6-2, 6-3) dello spagnolo Ramos-Vinolas, tornando a vincere dove l’anno scorso si infortunò. «E anche quest’anno... a fine torneo magari racconterò le vicissitudini: non certo di giocare New York». Invece nulla da fare per Luca Nardi, che non riesce a fare quel clic per dare una svolta alla sua carriera: ha perso da Bautista Agut 7-5, 7-6, 7-6.
Martedì molta Italia: Sinner, come detto. E poi Fognini contro Machac, Paul per Sonego, Cobolli-Duckworth, Bellucci con Wawrinka. In campo femminile per Paolini ci sarà Andreescu, Cocciaretto affronterà Baindl, mentre Errani sfiderà Bucsa.