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Sinner, il giudizio del Tas sarà un verdetto sulla missione dell’antidoping

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La sentenza sul caso Clostebol farà capire se si vogliono punire gli atleti che usano volontariamente prodotti vietati o se invece si vogliono far rispettare le norme punendo qualunque inosservanza
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Fossimo nella mente di Sinner, non lo prenderemmo come uno schiaffo. Ma come un’occasione. Il ricorso della Wada contro il proscioglimento per la positività al Clostebol dirà definitivamente se Jannik è colpevole. Ma in un senso o nell’altro toglierà fiato ai bisbigli che devono accompagnarlo ogni volta che esce da uno spogliatoio, con l’ombra del sospetto che alcuni suoi colleghi hanno allungato su di lui. Il giudizio finale sulla sua responsabilità lo darà il Tas di Losanna, un organismo autonomo di arbitrato sportivo. Anche chi lo ha prosciolto, Sport Resolution, ha offerto un servizio di arbitrato sportivo indipendente all’Itia, l’agenzia per l’integrità del tennis mondiale. Ma a differenza di Sport Resolution, il Tas è riconosciuto su scala universale, la tappa finale per cui passa qualsiasi accusa di aver barato con i farmaci. Quale che sarà il verdetto a Losanna, allora, nessuno potrà più accusare Jannik di aver goduto di una corsia preferenziale, dei privilegi del numero uno. …

Fossimo nella mente di Sinner, non lo prenderemmo come uno schiaffo. Ma come un’occasione. Il ricorso della Wada contro il proscioglimento per la positività al Clostebol dirà definitivamente se Jannik è colpevole. Ma in un senso o nell’altro toglierà fiato ai bisbigli che devono accompagnarlo ogni volta che esce da uno spogliatoio, con l’ombra del sospetto che alcuni suoi colleghi hanno allungato su di lui. Il giudizio finale sulla sua responsabilità lo darà il Tas di Losanna, un organismo autonomo di arbitrato sportivo. Anche chi lo ha prosciolto, Sport Resolution, ha offerto un servizio di arbitrato sportivo indipendente all’Itia, l’agenzia per l’integrità del tennis mondiale. Ma a differenza di Sport Resolution, il Tas è riconosciuto su scala universale, la tappa finale per cui passa qualsiasi accusa di aver barato con i farmaci. Quale che sarà il verdetto a Losanna, allora, nessuno potrà più accusare Jannik di aver goduto di una corsia preferenziale, dei privilegi del numero uno. E Jannik potrà opporre una risposta senza appello agli argomenti di chi ricorda come lui, il più bravo di tutti, si sia potuto permettere avvocati che in passato in processi del tutto simili erano stati impegnati come giudici.

Troppi verdetti diversi per situazioni simili

Non solo. L’attenzione che questo procedimento attirerà potrebbe trasformare la decisione del Tas in un verdetto finalmente definitivo su casi analoghi, troppo spesso valutati in maniera opposta. Il difensore dell’Atalanta José Luis Palomino fu assolto per contaminazione involontaria nonostante una quantità dieci volte superiore di Clostebol rispetto a Sinner. Al contrario fu condannato a un anno di squalifica Riccardo Moraschini, cestista contaminato altrettanto inconsapevolmente. Casi simili e sentenze opposte.

Qual è la vera finalità dell’antidoping?

Il verdetto del Tas finirà anche per determinare il confine della responsabilità individuale. Sinner, secondo le norme, avrebbe dovuto denunciare prima del controllo l’assunzione involontaria. Ma è giusto punire la responsabilità di non aver capito di essere stato contaminato per errore prima che lo scoprisse un test antidoping? E per quantitativi che non producono vantaggi?

Ma la decisione del Tas risponderà anche a un’altra, cruciale domanda: qual è la finalità dell’antidoping? È scoprire e squalificare solo gli atleti che vogliono migliorare le proprie prestazioni con prodotti vietati? O è far rispettare le norme punendo qualunque loro inosservanza?

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