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Santopadre: “Sinner non ha avversari. Le azzurre vincono con classe e sorrisi”

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L’ex coach di Berrettini: “Alcaraz è disordinato e ama stupire la folla. Jannik demoralizza chi deve affrontarlo-. Matteo? La scelta di Ferrara come preparatore dopo il caso doping lo mette nell’occhio del ciclone”
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Malaga – Si accende Malaga per le finali di Davis. Per l’ultima volta di Rafa Nadal e per la seconda volta consecutiva (si spera) dell’Italia, campione in carica. I Fantastici Cinque sono Berrettini, Bolelli, Musetti, Sinner, Vavassori. Cosa ne pensa Vincenzo Santopadre, ex allenatore di Berrettini, guida tecnica del francese Luca Van Assche e nuovo consulente del team di Lorenzo Sonego.

Peserà emotivamente l’addio di Nadal anche sul clan azzurro?

“Farà effetto. A essere gli ultimi che battono Nadal si resta nella storia. Credo che capitano Volandri chiederà a Sinner di giocare anche in doppio e poi gli domanderà chi preferisce a suo fianco. Vavassori a rete funziona molto bene, nel singolo abbiamo i numeri 1, 17 e 35 della classifica. Sarà una bella avventura. E complimenti alle donne che per la seconda volta consecutiva sono in finale nella BJK. L’altra notte sono rimasto fino all’ultimo a guardare il doppio decisivo contro le polacche, la rimonta nel secondo set da 1-5 è st…

Malaga – Si accende Malaga per le finali di Davis. Per l’ultima volta di Rafa Nadal e per la seconda volta consecutiva (si spera) dell’Italia, campione in carica. I Fantastici Cinque sono Berrettini, Bolelli, Musetti, Sinner, Vavassori. Cosa ne pensa Vincenzo Santopadre, ex allenatore di Berrettini, guida tecnica del francese Luca Van Assche e nuovo consulente del team di Lorenzo Sonego.

Peserà emotivamente l’addio di Nadal anche sul clan azzurro?

“Farà effetto. A essere gli ultimi che battono Nadal si resta nella storia. Credo che capitano Volandri chiederà a Sinner di giocare anche in doppio e poi gli domanderà chi preferisce a suo fianco. Vavassori a rete funziona molto bene, nel singolo abbiamo i numeri 1, 17 e 35 della classifica. Sarà una bella avventura. E complimenti alle donne che per la seconda volta consecutiva sono in finale nella BJK. L’altra notte sono rimasto fino all’ultimo a guardare il doppio decisivo contro le polacche, la rimonta nel secondo set da 1-5 è stata strepitosa. Non voglio fare paragoni, ma le ragazze hanno imparato da Sinner ad andare sempre avanti, a non perdere il ritmo della costruzione, a essere serene”.

Sara Errani ha servito da sotto.

“L’ho vista. Le azzurre non hanno le forti individualità degli uomini, ma di testa sono fortissime, nessuna è primadonna o vuole primeggiare, tutte si aiutano. Brava anche Lucia Bronzetti a vincere il primo incontro. È una grande lottatrice, esce da un anno travagliato, eppure quando c’è stare dietro a un punto e da sudare lei c’è. Non ha un tennis fantastico, ma la sua prima di servizio è buona, è soprattutto non molla mai”.

C’è una scuola dietro?

“Nel caso delle donne sì. Dietro al successo di Jasmine Paolini ci vedo la dedizione di Renzo Furlan, la mano della capitana Tathiana Garbin e di Vittorio Magnelli, direttore tecnico del settore femminile e del centro di Formia. Lo conosco bene, è stato anche il mio allenatore. Paolini a 28 anni non è più giovanissima ma ha trovato tranquillità, costanza, miglioramento. Quando allo sport non metti il muso, ma offri un sorriso, vuol dire che sei libera da lacci e risentimenti”.

Cos’ha questo Sinner di così insuperabile?

“Non va in sofferenza, si allena, non chiede di più alla vita, gli piace faticare. Demoralizza gli altri, Fritz in finale ha giocato bene e Jannik non ha dovuto fare nulla di straordinario per batterlo. Questo stronca l’avversario, tu dai il massimo, all’altro basta l’ordinario. Sinner gioca sotto controllo, arriva alla testa dell’avversario, e quando vinci lì ha già preso un vantaggio incolmabile”.

Alcaraz è un altro tipo.

“Più ragazzo, è disordinato, fa capricci tattici, a volte non capisce il gioco, vuole piacere alla folla, la vuole sorprendere, e così va fuori giri. È giovane e troppo egocentrico. A Torino lo si è viso contro Ruud, non stava bene, ha fatto scelte scellerate, quando le cose non vanno non bisogna buttare via la partita, ma giocare con quello che si ha, anche se è poco, senza cercare invenzioni. Alcaraz ama la sfida, più è alta e più si esalta. L’ uscita dalle Finals di Torino ha lasciato Carlos insoddisfatto, credo che una lavata di capo, anzi una strigliata, coach Ferrero gliela avrà data. Sinner è l’opposto, vuole superare sé stesso”.

Quale pericolo corre Sinner?

“Il forte distacco dagli altri, non ha avversari che lo possano aiutare a migliorare, che gli mettano in luce i difetti. Se non vedi le tue debolezze perché nessuno riesce a evidenziarle, l’aiuto può venire solo dal tuo team”.

Berrettini ha scelto Ferrara, il preparatore atletico allontanato da Sinner dopo la positività al doping.

“Matteo non dà fiducia a tutti, se ha preso questa decisione lo avrà fatto con razionalità e di sicuro avrà parlato con Jannik. Però così si è molto esposto, si è messo nell’occhio del ciclone, tutti gli chiederanno: ma c’era bisogno di fare una scelta così ingombrante?”.

Come vede l’Italia?

“Favorita. L’Argentina, avversaria domani nei quarti, sul cemento non è competitiva. Sinner viene da un anno fantastico, non si deve redimere da niente, ma riportare la Davis a casa sarebbe la sublimazione”.

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