Dov’eravamo rimasti? L’Italia di nuovo in finale di Coppa Davis e l’ultimo ostacolo Olanda
di Emanuela AudisioL'abbraccio tra Jannik Sinner e Matteo Berrettini
MALAGA — Ci risiamo, in finale di Davis. Un anno dopo nulla cambia. Two is meglio che one. Il vero mondo down-under è l’Italia che manda a casa tutti e mette sottosopra il tennis. Dopo il successo delle azzurre, arrivano i ragazzi. Serve un ultimo passo. Sinner che fatica poco e Berrettini che suda di più si liberano dell’Australia, di un paese che nasce con la racchetta (28 Coppe Davis), e oggi inquadrano l’Olanda, per la prima volta in finale, già battuta nel girone a Bologna a settembre, ma senza Sinner e con Berrettini e Cobolli vittoriosi in singolare e Bolelli-Vavassori battuti nel doppio. Dispiace scomodare sempre Sergio Leone: "Quando l’uomo con il fucile incontra l’uomo con la pistola, l’uomo con la pistola è un uomo morto". Soprattutto se è scarica. De Minaur alla fine per la frustrazione scaglia e rompe la racchetta rimediando da Sinner la nona sconfitta consecutiva. Jannik lo ha battuto in due set (6-3, 6-4), nei dritti (16-8), nei rovesci (6-1) e ha fatto un solo errore g…
MALAGA — Ci risiamo, in finale di Davis. Un anno dopo nulla cambia. Two is meglio che one. Il vero mondo down-under è l’Italia che manda a casa tutti e mette sottosopra il tennis. Dopo il successo delle azzurre, arrivano i ragazzi. Serve un ultimo passo. Sinner che fatica poco e Berrettini che suda di più si liberano dell’Australia, di un paese che nasce con la racchetta (28 Coppe Davis), e oggi inquadrano l’Olanda, per la prima volta in finale, già battuta nel girone a Bologna a settembre, ma senza Sinner e con Berrettini e Cobolli vittoriosi in singolare e Bolelli-Vavassori battuti nel doppio. Dispiace scomodare sempre Sergio Leone: "Quando l’uomo con il fucile incontra l’uomo con la pistola, l’uomo con la pistola è un uomo morto". Soprattutto se è scarica. De Minaur alla fine per la frustrazione scaglia e rompe la racchetta rimediando da Sinner la nona sconfitta consecutiva. Jannik lo ha battuto in due set (6-3, 6-4), nei dritti (16-8), nei rovesci (6-1) e ha fatto un solo errore gratuito in quasi un’ora e mezza. Sinner è imperturbabile, difficile che scivoli, domenica disputerà la sua 79ª partita stagionale. Povero Alex, che tra l’altro vive in Spagna, e che stavolta rischia, aggredisce, convinto che non ci sia altra scelta se non quella di buttarsi. Ma Sinner è di un altro pianeta e soprattutto ha un’altra potenza: non perde un set dal 6 ottobre e non viene sconfitto dall’11 agosto. Chissà se De Minaur non si avvii a replicare la famosa frase di Vitas Gerulaitis che al ritiro di Bjorn Borg commentò. "Deve ancora nascere chi sia in grado di battere Gerulaitis 17 volte di seguito". Infatti lui ci aveva perso 16 volte su 16. Sinner ha elogiato Berrettini: "Ci ha dato una mano importante vincendo il suo singolare, perché nel doppio poteva succedere di tutto e soprattutto sarebbero state due ore di più in campo. Non diamo troppo per scontata la finale con l’Olanda, che ha eliminato Spagna e Germania, lo sport è sempre imprevedibile".
Berrettini evita la complicazione doppio
Matteo Berrettini soffre, si difende, rimonta e apparecchia il successo sull’Australia in tre set in 2 ore e 32 minuti, 6-7 (6), 6-3, 7-5. E soprattutto evita all’Italia la complicazione del doppio contro un’Australia che ha una coppia di ottimi specialisti. 14 ace a 12, 17 i suoi dritti vincenti, un primo set buttato via: un break e tre set point, prima di perdere al tie-break. L’australiano Thanasi Kokkinakis, 28 anni, tanti infortuni (caviglia, ginocchia, spalla, e depressione), ha smentito chi pensava che fosse un koala affettuoso (ma avvolgente sì) o leggero come la farfalla, tatuaggio che ha sulla gamba sinistra, oltre ai nomi dei nonni greci sul braccio. Ha lottato, perché lui in Davis si trasforma e non sembra il numero 77 del mondo, ma un dingo, uno di quei cani selvatici australiani predatori. Ha guidato, ha preso l’iniziativa, ha trovato pesantezza e profondità di palla, non si è mai dato per perso, anzi quando è stato sotto di punteggio ha giocato con la felicità di chi vuole per rimontare.
Matteo Berrettini festeggia col ct Filippo Volandri la vittoria su Kokkinakis
Berrettini: “Malaga una provincia italiana”
Berrettini ha ammesso che la chiave è stata la difesa. "Sono felicissimo di aver portato il primo punto alla squadra. È stato un match con tantissime difficoltà, ma io ci ho messo il cuore. È senza dubbio la mia più bella partita di quest’anno, dove quello che mi è mancato è l’abitudine a giocare con i migliori. Il primo set se lo rigiochiamo lo vinco 9 volte su 10, ma questo è il tennis. Ero pieno di rabbia, i ragazzi e Jannik mi hanno incoraggiato, continuavano a dirmi che quel set l’avrei meritato io. E che facevo: non gli credevo? Quel taglio da sotto di dritto in recupero sul 5 pari? Il mio ex coach Santopadre avrebbe detto che è un colpo alla Gabrio Castrichella, suo avversario da giocatore, io in realtà lo provo spesso, l’ho fatto in questa stagione anche contro Gaston. Mi chiedete come nasce il mio rovescio in back, è stata una necessità dovuta a due infortuni sulla terra quando ero ragazzino. A 11 anni mi ruppi la base della falange sinistra del dito sinistro e così passai allo slice, a 17 un’infiammazione al polso sinistro mi ha riportato ad allenami con quel colpo. Tra l’altro in un tennis dove anche di rovescio tutti sparano raffiche mi permette di smorzare un po’ la velocità da flipper e mi dà più tempo. Mi sento bene, ho finito con grandi energie. Malaga è diventata una provincia italiana, ma sono sicuro che ad applaudire c’erano persone di tutto il mondo".
Volandri: “Serve un altro passo”
Per il capitano Filippo Volandri: "Abbiamo fatto un passo in avanti, ce ne serve un altro. Abbiamo un giorno in meno per riposare rispetto all’Olanda e dobbiamo sfruttare tutti i minuti". L’Olanda di Botic Van De Zandschulp, n.80 Atp, uccisore di Nadal, Tallon Griekspoor, n.40, di Wesley Koolhof, grande doppista, che qui ha celebrato il suo addio, questa è la sua ultima partita, tenterà di trovare soluzioni e straordinarietà. Una volta tanto la mission impossible tocca a loro. Sinner saluta: "Viviamo per giornate così". Anche per altri momenti d’oro.