Iga Swiatek, numero 2 del mondo, è stata squalificata un mese per doping. L’annuncio è stato dato dall’Itia (International Tennis Integrity Agency) che ha confermato che la 23enne polacca, 5 Slam vinti in carriera (quest’anno ha trionfato per la quarta volta al Roland Garros battendo in finale Jasmine Paolini), ha accettato la sospensione dopo essere risultata positiva alla trimetazidina, un farmaco per il cuore noto come TMZ. Si tratta della stessa sostanza al centro del caso che ha visto coinvolti 23 nuotatori cinesi che sono stati autorizzati a gareggiare dopo essere risultati positivi pochi mesi prima delle Olimpiadi di Tokyo 2021.
La positività ad agosto
Swiatek non ha superato un test antidoping fuori competizione lo scorso 12 agosto, quando era ancora numero 1 del ranking. L'Itia ha accolto la tesi difensiva della polacca, che ha giustificato la positività con la contaminazione dovuta a un farmaco da banco (melatonina), prodotto e venduto in Polonia, che stava assumendo per problemi di jet lag e sonno. Essendo un farmaco non prescrivibile, considerando le circostanze e i precedenti, non è stata attribuita alla tennista una "negligenza significativa", da qui la proposta di una squalifica di un mese che la polacca ha accettato. La contaminazione "è stata confermata da un laboratorio indipendente della Wada nello Utah", ha sottolineato l'Itia aggiungendo che "lo scenario è stato verificato" anche "da un esperto indipendente di un altro laboratorio accreditato dalla Wada".
La sospensione
La polacca, bronzo alle ultime Olimpiadi di Parigi, ha scontato in parte la sanzione nel periodo che va dal 22 settembre al 4 ottobre - da qui la mancata partecipazione ai tornei di Seul, Pechino e Wuhan in quanto era scattata la sospensione provvisoria –. Gli otto giorni rimanenti scadranno il 4 dicembre 2024, ultimo giorno di stop. Inoltre dovrà restituire il premio in denaro ricevuto al Cincinnati Open (dove è arrivata fino alle semifinali) essendo il primo torneo giocato dopo il test positivo. “Negli ultimi 2 mesi e mezzo sono stata sottoposta a un rigoroso procedimento ITIA, che ha confermato la mia innocenza”, ha dichiarato Swiatek su Instagram. “L'unico test antidoping positivo della mia carriera, che ha mostrato un livello incredibilmente basso di una sostanza vietata di cui non avevo mai sentito parlare prima, ha messo in discussione tutto ciò per cui ho lavorato duramente per tutta la vita. Sia io che il mio team abbiamo dovuto affrontare un enorme stress e ansia. Ora tutto è stato accuratamente spiegato e posso tornare a fare ciò che amo di più”.
Il caso Sinner
Si tratta del secondo caso di doping che coinvolge giocatori di primo piano dopo quello che ha visto protagonista Jannik Sinner, numero 1 del ranking maschile, positivo al Clostebol a marzo e scagionato ad agosto, poco prima dell'inizio degli US Open, che ha poi giocato e vinto. La Wada ha però presentato ricorso contro l’assoluzione del giocatore italiano, sarà il Tas di Losanna a decidere se confermare l’assoluzione o squalificarlo.