✕

Il tennista Jenson Brooksby: “Sono affetto da autismo, è la mia forza nei momenti di pressione”

Jenson Brooksby 

Ascolta l'audio

L’americano, che in passato ha battuto avversari del calibro di Ruud e Tsitsipas, sta per tornare in campo. Ha deciso di raccontare il disturbo che gli è stato diagnosticato da piccolo: “È stato difficile parlarne anche con le persone con le quali sono a mio agio”
1 minuti di lettura

A quattro anni non riusciva a parlare, ma già teneva in mano la racchetta. “Mi era stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico in forma grave”. Jenson Brooksby prepara il ritorno in campo raccontando le sue difficoltà all’Associated Press: “Si tratta di un aspetto personale, difficile da rivelare anche alle persone con cui sono a mio agio, ma ora voglio parlarne”. Così il ventiquattrenne californiano diventa il primo tennista professionista a dichiarare di convivere con l’autismo.

La carriera di Jenson Brooksby

Lo fa dopo due anni complicati, tra gli infortuni ai polsi e la sospensione dell’Itia per aver saltato tre test antidoping. Diciotto mesi di squalifica, poi ridotti: a marzo 2024 sarebbe potuto tornare in campo, ma niente da fare. “Un periodo frustrante, deprimersi era facile”. Tornerà a gennaio 2025 in Australia, prima a Canberra poi agli Australian Open. Esattamente un anno fa l’uscita dal ranking Atp, scalato tanto velocemente. Nel 2022 era numero 33 al mondo. In…

A quattro anni non riusciva a parlare, ma già teneva in mano la racchetta. “Mi era stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico in forma grave”. Jenson Brooksby prepara il ritorno in campo raccontando le sue difficoltà all’Associated Press: “Si tratta di un aspetto personale, difficile da rivelare anche alle persone con cui sono a mio agio, ma ora voglio parlarne”. Così il ventiquattrenne californiano diventa il primo tennista professionista a dichiarare di convivere con l’autismo.

La carriera di Jenson Brooksby

Lo fa dopo due anni complicati, tra gli infortuni ai polsi e la sospensione dell’Itia per aver saltato tre test antidoping. Diciotto mesi di squalifica, poi ridotti: a marzo 2024 sarebbe potuto tornare in campo, ma niente da fare. “Un periodo frustrante, deprimersi era facile”. Tornerà a gennaio 2025 in Australia, prima a Canberra poi agli Australian Open. Esattamente un anno fa l’uscita dal ranking Atp, scalato tanto velocemente. Nel 2022 era numero 33 al mondo. In carriera ha battuto top player come Casper Ruud e Stefanos Tsitsipas, incassando pure i complimenti della leggenda Nole Djokovic.

Brooksby: “Da bambino 40 ore di terapia a settimana solo per parlare”

Ora sogna di scalare ancora la classifica, libero dai pesi del passato, che guarda in faccia senza paura. “Da bambino trascorrevo circa 40 ore a settimana con i terapisti per essere in grado anche soltanto di iniziare a parlare, migliorare nella comunicazione e nelle interazioni sociali". Brooksby ha saputo trasformare quelle difficoltà. Ora considera l’autismo un elemento di “forza nei momenti di grande pressione”. Il motivo? In campo gli consente di concentrarsi “su due o tre dettagli specifici molto bene per un lungo periodo di tempo”. Anche se i momenti complicati non mancano, come gli scatti di rabbia dopo un errore nel corso della partita.

Come sta oggi Jenson Brooksby

Questi segnali non sfuggono al suo preparatore atletico Paul Kinney. Per lui esistono infatti alcuni campanelli d’allarme: dal toccarsi ripetutamente i vestiti o i capelli allo sporgersi avanti sulle ginocchia. Ma il peggio sembra passato, perché Brooksby ha lasciato alle spalle la fase più grave del disturbo: “Ora si trova in una parte molto lieve dello spettro”, spiega Michelle Wagner, l'analista comportamentale che segue l’americano da quando aveva due anni e nove mesi. “Un risultato insolito, unico”, prosegue l’esperta. Il più importante della sua carriera.

Leggi i commenti