Djokovic con Murray, la strana coppia per l’attacco a Sinner
di Massimo Calandri“Rompere con gli schemi del passato”: è la più importante delle 11 tattiche che Rob Brezsny, il famoso astrologo americano, consiglia per il 2025 ai nati sotto il segno dei Gemelli (e poi, siamo a posto: “Visualizza te stesso mentre raggiungi un obiettivo che avresti ritenuto impossibile un anno fa”). Chissà se Nole Djokovic crede all’oroscopo. A maggio compirà 38 anni, inizia ora la prima stagione da ultimo superstite dei Big Three, dopo il ritiro di Rafa Nadal, e si è scelto per allenatore proprio il quarto moschettiere.
Sir Andy Murray è una settimana più vecchio del suo nuovo datore di lavoro, ha affrontato Djokovic 36 volte e lo ha battuto in 11 occasioni, ha tre Slam e due ori olimpici in bacheca e a Melbourne è arrivato cinque volte in finale, perdendone una contro Federer e quattro proprio contro Nole.
“Rompere con gli schemi del passato”: è la più importante delle 11 tattiche che Rob Brezsny, il famoso astrologo americano, consiglia per il 2025 ai nati sotto il segno dei Gemelli (e poi, siamo a posto: “Visualizza te stesso mentre raggiungi un obiettivo che avresti ritenuto impossibile un anno fa”). Chissà se Nole Djokovic crede all’oroscopo. A maggio compirà 38 anni, inizia ora la prima stagione da ultimo superstite dei Big Three, dopo il ritiro di Rafa Nadal, e si è scelto per allenatore proprio il quarto moschettiere.
Sir Andy Murray è una settimana più vecchio del suo nuovo datore di lavoro, ha affrontato Djokovic 36 volte e lo ha battuto in 11 occasioni, ha tre Slam e due ori olimpici in bacheca e a Melbourne è arrivato cinque volte in finale, perdendone una contro Federer e quattro proprio contro Nole.
Djokovic a caccia dello Slam numero 25
Insomma: i due si conoscono bene e possono parlarsi senza remore. I primi allenamenti di questa strana coppia sono uno dei fattori di novità in Australia, dove Andy ha appena raggiunto Nole. C’è molta curiosità su quello che potrà dargli sul piano tattico, soprattutto nell’analisi dei primi match insidiosi per l’attuale numero 7 del mondo. A differenza di illustri coach che lo hanno preceduto — da Becker a Ivanisevic — Murray forse non seguirà Djokovic per 40 settimane l’anno e non rinuncerà alla passione per il golf. Ma queste tre settimane di full immersion promettono di essere molto utili al serbo nella caccia al suo Slam numero 25.
La scelta di Nole fa discutere
Djokovic, come Alcaraz, può finire dalla parte del tabellone di Sinner nel sorteggio di domani. E se Carlos si presenta con una nuova racchetta e un nuovo servizio, la scelta di Nole di un allenatore così ingombrante fa discutere il circuito. Prendete Alexander Bublik, numero 33 Atp: definisce la nuova avventura del baronetto di Glasgow “un patetico tentativo di aggrapparsi a qualcosa che non c’è più”. Secondo il tennista kazako, questo “abbandonarsi agli echi del passato rappresenta un problema. Non mi infastidisce, ma è roba da circo. Come Rafa Nadal. Gente che ha avuto tutto da questo sport: prima negli spogliatoi li guardavi a bocca aperta, ma adesso le cose sono cambiate”.
Djokovic e l’Australia
Melbourne non è un posto come un altro, per Nole, che allo sbarco in Australia ha confessato di provare ancora un po’ di ansia. “Ogni volta al controllo passaporto ho paura di essere fermato da qualcuno dell’immigrazione e penso: mi lasceranno andare?”. Nel 2022 fu bloccato all’aeroporto di Tullamore: non era vaccinato, ma presentò una esenzione medica. Visto annullato, espulsione, ricorso dei suoi avvocati, trasferimento in un hotel per cinque giorni mentre a Belgrado la gente scendeva in piazza a manifestare contro la prigionia. Il giudice gli diede ragione, ma il governo valutò comunque sconveniente la sua propaganda No Vax in piena pandemia e non lo lasciò entrare. L’anno dopo Djokovic tornò e vinse. Nel 2024 si è arreso a Sinner, ora stringe alleanze con i suoi avversari e nemici: si allena con Alcaraz dopo aver giocato in doppio a Brisbane con Kyrgios. Murray non c’era: “È a sciare, mi auguro non si faccia male, abbiamo uno Slam”, aveva scherzato Djokovic.
Il titolo numero 100
L’anno scorso il serbo ha vinto solo un titolo, quello olimpico a Parigi, il numero 99 della carriera. Contro Sinner ha perso a Shanghai la finale del possibile numero 100, la sua ultima ossessione. In carriera nessuno ha vinto più volte gli Australian Open: 10. Domani gli organizzatori lo omaggeranno con una serata di gala, “Una notte con Nole”, con due esibizioni. “Non ho mai avuto tanti successi come al Melbourne Park. Prima di ritirarmi, vorrei ancora un titolo”. Ha sete di rivincita.