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Djokovic su Sinner: “Una parola per definire Jannik? Sci. In Australia nel 2022 fui avvelenato”

Novak Djokovic
Novak Djokovic 

L’ex n.1 si è confidato con GQ e ha elencato le qualità migliori dei suoi grandi avversari: “Roger Federer: Eleganza. Rafael Nadal: Tenacia. Carlos Alcaraz: Carisma”

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"Penso più al come che al quando. Sul quando, non ci penso ancora così intensamente. Come... come vorrei chiudere? Immagino che se dovessi iniziare a perdere troppe volte, ad avvertire un divario sempre maggiore con gli avversari e ad avere più difficoltà a superare i veri ostacoli nei tornei di Slam, allora probabilmente la farei finita. Al momento, però, sto bene e continuo ad andare avanti". Così Novak Djokovic protagonista della storia di copertina del numero di febbraio di GQ Italia. Intervistato da Daniel Riley, l’ex n.1 del mondo si è raccontato in maniera totale. Sulla vicenda del 2022, in occasione degli Australian Open, che lo ha visto trattenuto ed espulso a Melbourne: "Si trattava di una questione politica. Non aveva nulla a che vedere con il vaccino, il Covid o qualsiasi altra cosa. Era solo politica. I politici non sopportavano la mia presenza. Per loro, credo, era meno dannoso deportarmi che tenermi lì. Rientrato a casa ho avuto dei problemi di salute. E mi sono reso conto che in quell'hotel di Melbourne mi hanno dato del cibo tossico. L'ho scoperto appena sono tornato in Serbia. Non l'ho mai rivelato a nessuno pubblicamente, dalle analisi è venuto fuori che avevo in corpo un livello di metallo pesante davvero alto. C'erano piombo e mercurio. Ero decisamente malato. Sulle prime sembrava un'influenza, una banale influenza. Tuttavia, nei giorni successivi, quello che pensavo essere un male passeggero mi ha debilitato così tanto. Ho avuto diverse ricadute, finché sono stato costretto a sottopormi a una serie di esami tossicologici".

"Non sono No vax”

Sul vaccino contro il Covid: "Non sono a favore dei vaccini. Non sono No vax. Sono un sostenitore della libertà di scegliere ciò che è giusto per te e il tuo corpo. Perciò, non credo sia corretto che qualcuno possa negarmi il diritto di scegliere cosa introdurre nel mio organismo", ha dichiarato Djokovic. "Sono una persona sana, mi prendo cura di me stesso, sto sempre attento alle mie esigenze di salute e sono un atleta professionista. E proprio perché sono un atleta professionista, sono estremamente cauto su cosa assumo e mi sottopongo regolarmente a esami, analisi del sangue e a qualsiasi altro tipo di controllo. So esattamente cosa sta succedendo. Perciò, non ho sentito il bisogno di farlo. Questo non significa che per me fosse ininfluente sapere di non essere un pericolo per gli altri. Perché non lo ero: avevo gli anticorpi".

“Sinner? Sci”

Tornando al tennis, Djokovic ha parlato dei suoi rivali del passato e del presente. "Una parola per ognuno di loro? Roger Federer: Eleganza. Rafael Nadal: Tenacia. Carlos Alcaraz: Carisma. Jannik Sinner: Sci", ha detto. "Il più intimidatorio? Ti rispondo Nadal. Era famoso per questo, ancora oggi corre nei piccoli corridoi dello spogliatoio e mette letteralmente al tappeto chi gli si para davanti. Escono dalla toilette e lui vuole fargli sentire la sua presenza. Capisci? È un messaggio molto fisico. Ti dice: io sono qui. Sto saltando in giro. Sono pronto per una battaglia. Sarò aggressivo con te fin dall'inizio. Dal primo istante sentirai i miei grugniti. Questo intimorisce molti giocatori", ha concluso Djokovic.

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