✕

Volandri: “Sinner in Australia ha capito quanto valeva. Berrettini più forte del sorteggio”

Jannik Sinner, 23 anni 

Ascolta l'audio

Il capitano dell’Italia di Davis analizza le aspettative degli azzurri al primo Slam dell’anno
2 minuti di lettura

MELBOURNE - Filippo Volandri e i suoi ragazzi: ricomincia l’avventura dei tennisti italiani, dopo una stagione da sogno. “Stanno tutti bene. Motivati, sorridenti”, giura il capitano azzurro di Coppa Davis. Studia il tabellone degli Australian Open, ma niente pronostici. Una questione di rispetto quasi paterno: “Non sono mica un commentatore televisivo. Ho un ruolo e una relazione speciale, con loro: ne custodisco le speranze, i segreti. Sarebbe un errore”. Però, chi ben comincia… “Anche se le nostre stagioni ormai sono infinite, questo è un torneo molto importante per il prosieguo dell’anno. Sono fiducioso. Per tutti”.

Lo scorso anno, Sinner chiuse in trionfo: era il suo primo Slam.
“Allora avevamo tutti il desiderio, e la consapevolezza, che fosse arrivato per Jannik il momento di …

MELBOURNE - Filippo Volandri e i suoi ragazzi: ricomincia l’avventura dei tennisti italiani, dopo una stagione da sogno. “Stanno tutti bene. Motivati, sorridenti”, giura il capitano azzurro di Coppa Davis. Studia il tabellone degli Australian Open, ma niente pronostici. Una questione di rispetto quasi paterno: “Non sono mica un commentatore televisivo. Ho un ruolo e una relazione speciale, con loro: ne custodisco le speranze, i segreti. Sarebbe un errore”. Però, chi ben comincia… “Anche se le nostre stagioni ormai sono infinite, questo è un torneo molto importante per il prosieguo dell’anno. Sono fiducioso. Per tutti”.

Lo scorso anno, Sinner chiuse in trionfo: era il suo primo Slam.
“Allora avevamo tutti il desiderio, e la consapevolezza, che fosse arrivato per Jannik il momento di vincere il suo primo Slam. Sì, ma quando? È successo subito. Ed è stato fondamentale. Si è tolto — ci siamo tolti (sorride) — un bel peso: ha preso coscienza di quello che poteva accadere ed è accaduto. Perché il tennis è uno sport strano, fatto di sensazioni: se le cose cominciano ad andarti bene, continueranno pure meglio. Più giochi, più vinci. E più aumentano aggressività, coraggio. E non ti fermi”.

Ci sono dieci italiani nel tabellone, tre teste di serie (con Jannik, Musetti e Cobolli), e un entusiasmo impressionante. Ma partendo da Melbourne, si potrà davvero fare meglio del 2024?
“Ce lo siamo chiesto anche negli anni precedenti. La risposta la conoscete: questi ragazzi continuano a crescere alla velocità della luce. Musetti, Arnaldi, Cobolli. La domanda è: arriverà prima o poi una stagione di assestamento? Faremo un piccolo passo indietro? Che non sarebbe mica una tragedia, anzi: è nell’ordine delle cose. Fermarsi un momento, per ripartire più forti di prima. Invece”.

Aryna Sabalenka e Jannik Sinner 

Sembra quasi le dispiaccia.
“Figuriamoci. Sono felice. Però dobbiamo prepararci anche a giornate diverse. Come Federazione abbiamo un progetto preciso, cerchiamo di dare sicurezza affiancando gli atleti e i loro allenatori, i team. L’importante è trovarsi pronti a tutte le situazioni che si possono verificare. Sconfitte comprese”.

Non vuole parlare del sorteggio. Però Berrettini è stato un po’ sfortunato, visto che potrebbe avere Rune già al secondo turno e potenzialmente Hurcacz al terzo.
“È la classifica che parla: essere nei primi 32, meglio ancora nei primi 16, ti dà l’opportunità di evitare nei turni iniziali dei confronti particolarmente complicati. Matteo la scorsa estate al secondo turno di Wimbledon, un torneo fatto per lui, si è trovato a incontrare proprio Jannik: ha perso in 4 set, 3 volte al tie-break. Poteva andare diversamente la sua avventura inglese? Certo. Ma torniamo al punto di prima: la classifica. Qui a Melbourne sono molto curioso, lasciamo stare la sorte: si è allenato davvero bene, questo per lui è un momento decisivo e lo sa”.

Matteo Berrettini (afp)

Ha detto che sono tutti in gran forma.
“Solo Musetti ha dovuto penare con una forma influenzale, si è fermato una settimana. Ma direi proprio che ci siamo”.

Più di un milione di spettatori in tribuna, e promettono di battere di nuovo il record. Un’atmosfera leggera ed elettrizzante. Cos’hanno di speciale gli Australian Open?
“Organizzazione incredibile. Grandi investimenti. E poi tanta passione: ci troviamo in un mondo giovane, ispirato, globale, abbastanza diverso dalla vecchia Europa. Lo respiri. E poi, il Melbourne Park è nel cuore della città: anche gli atleti non sono costretti a lunghi viaggi di spostamento, è tutto più sereno, rilassato. Wimbledon ha un pubblico a sé, ma giuro che giocare qui è veramente bellissimo. A parte…”.

A parte?
“L’incognita del meteo: da un giorno all’altro puoi passare da quaranta a venti gradi di temperatura, mattino col sole a picco e in serata magari piove. Non è facilissimo adattarsi. Ma ecco che salta fuori un’altra qualità dei nostri ragazzi: nonostante la giovane età — Fognini a parte, non se la prenderà — hanno quasi tutti già una grande esperienza. Sanno come gestirsi. E che si può sempre migliorare”.

La finale è in programma domenica 26 gennaio.
“Comunque vada a finire, una settimana dopo prendo i ragazzi e li porto dal presidente Mattarella: sarà una giornata particolare. Ce la siamo meritata”.

Filippo Volandri alza al cielo la Coppa Davis

 (afp)

Leggi i commenti