✕

Sinner, processo a Pasqua

Ascolta l'audio

Udienze al Tas 16 e 17 aprile: “Il pensiero è sempre con me, sono in Australia per vincere”
3 minuti di lettura

MELBOURNE — Terminato il match di esibizione con Tsitsipas, sul maxi-schermo della Rod Laver Arena mandano due fotografie della Volpe Rossa scattate durante la Milano Fashion Week dello scorso settembre. Nella prima, Jannik Sinner posa accanto ad Anna Wintour, la regina della moda, direttrice di Vogue. Nella seconda, è con l’attrice Kirsten Dunst. L’intervistatrice dello stadio australiano lo provoca: "Non sembrate divertirvi molto". Un po’ imbarazzato, Sinner risponde: "Forse in foto vengo meglio su un campo da tennis". In realtà è come se da mesi avesse un’ombra a velarne i sorrisi: la positività al Clostebol e un giudizio imminente.

Doping, processo a Pasqua

L’attesa finirà a primavera: il Tas di Losanna ha fissato l’udienza per discutere il suo caso il 16 e 17 aprile, proprio nella settimana di Pasqua, in concomitanza con il torneo di Monaco di Baviera a cui Jannik intende partecipare. La Wada, pur riconoscendo la contaminazione accidentale, contesta la responsabilità ogge…

MELBOURNE — Terminato il match di esibizione con Tsitsipas, sul maxi-schermo della Rod Laver Arena mandano due fotografie della Volpe Rossa scattate durante la Milano Fashion Week dello scorso settembre. Nella prima, Jannik Sinner posa accanto ad Anna Wintour, la regina della moda, direttrice di Vogue. Nella seconda, è con l’attrice Kirsten Dunst. L’intervistatrice dello stadio australiano lo provoca: "Non sembrate divertirvi molto". Un po’ imbarazzato, Sinner risponde: "Forse in foto vengo meglio su un campo da tennis". In realtà è come se da mesi avesse un’ombra a velarne i sorrisi: la positività al Clostebol e un giudizio imminente.

Doping, processo a Pasqua

L’attesa finirà a primavera: il Tas di Losanna ha fissato l’udienza per discutere il suo caso il 16 e 17 aprile, proprio nella settimana di Pasqua, in concomitanza con il torneo di Monaco di Baviera a cui Jannik intende partecipare. La Wada, pur riconoscendo la contaminazione accidentale, contesta la responsabilità oggettiva dell’atleta: chiederà almeno un anno di squalifica, il minimo edittale.

Un’ombra che il campione dice di avere "bloccato". Ma non è facile, confessa: "Mentirei, se dicessi che non ci penso. Si tratta di qualcosa che è dentro di me da molto, troppo tempo". Tira un lungo respiro. "Ma siamo qui. Per giocare, divertirci. Vincere. Provare il Grande Slam". Il pensiero nero prova a metterlo da parte. "Sono consapevole di non aver mai fatto nulla di male. Chi mi vuole bene, le persone che mi circondano, conoscono la verità: è questo quello che conta, per me". Per conoscere invece la verità processuale — tecnicamente si tratta di un arbitrato — bisognerà attendere ancora: dopo l’udienza potrebbero volerci anche due mesi per il verdetto. Diverso è invece se si arrivasse a un accordo tra le parti, ipotesi ancora viva: potrebbe essere definito in qualunque momento, anche in apertura della prima udienza.

Kyrgios, altre provocazioni

Nonostante tutto ciò, Jannik non si scompone. Neppure dopo le provocazioni di Kyrgios sul pasticcio del Clostebol. "Onestamente, non mi sembra il caso di rispondere: né a lui, né ad altri". Sulla vicenda è intervenuto anche Andrea Gaudenzi, presidente dell’Atp, sottolineando come nei confronti dell’italiano non ci sia stato alcun trattamento di favore, anzi: "La Wada ha fatto appello, la giustizia farà il suo corso. Il caso è stato gestito in una maniera impeccabile". Ma il supplizio di Nick è continuato anche venerdì, quando ha raccontato di essere stato sottoposto per anni a dei test antidoping a sorpresa, senza essere mai stato "contaminato accidentalmente". Perfido.

Jannik cambia

Meglio pensare al campo. E all’obiettivo di fare meglio anche rispetto alla passata, straordinaria stagione da numero 1. "È il nostro obiettivo. I due Slam sono stati un risultato incredibile, però si può crescere ancora". Lo dice con una serenità disarmante. "So di poterci riuscire, e col team abbiamo impostato tutta la preparazione in questo senso. Modificando alcune cose sia dal punto di vista tecnico che atletico. In ogni colpo di un tennista, ci possono essere dei piccolissimi ma fondamentali cambiamenti: dettagli che fanno la differenza". Tipo? "Cose che dal di fuori uno spettatore magari non vede, ma che tu, in campo, comprendi benissimo. Aspetti quasi impercettibili. Provate a pensare a tutto quel che vi passa per la testa, e non sbaglierete: il servizio, il dritto, diversi movimenti. La preparazione fisica, quella mentale. Un mosaico di cambiamenti, che abbiamo deciso tutti insieme: vedremo se funzionerà, valeva la pena rischiare". Se si tratta del servizio, in un’ora e mezza nell’incontro vinto 6-3, 7-6 con Tsitsipas (uno dei pochi che lo aveva battuto nel 2024) ha fatto impressione per precisione e potenza. "Vorrei tanto che accadesse in una partita “vera”, non di esibizione. Con Stefanos abbiamo pensato soprattutto a dare spettacolo. La gente era contenta. Per me è stato un bel modo — felice — di ritornare in questo posto speciale, e ringraziare un pubblico che mi vuol bene".

L’esordio con Jarry

Lunedì esordisce contro il cileno Nicolas Jarry, numero 34 della classifica Atp. Il sorteggio è stato benevolo, anche nel prosieguo. Potrebbe incontrare Berrettini al quarto turno, De Minaur (con cui si allenerà in giornata) o lo stesso Tsitsipas nei quarti, Medvedev (o Fritz) in semifinale. Alcaraz, Djokovic, Zverev sono tutti nella parte bassa del tabellone: meglio. "Preferisco ragionare su un incontro per volta. Jarry ha un servizio molto buono, dovrò farmi trovare pronto a rispondere in maniera adeguata. Avremo poi tempo per parlare del resto del torneo". Resta agganciato al presente, e a una preoccupazione molto concreta. "La relativa poca abitudine ai match. È stata una scelta ponderata, restare fermi per dedicarci alla preparazione. Il rischio è quello di non avere subito lo stesso ritmo di quelli che nel frattempo hanno disputato dei tornei. Abbiamo valutato anche questo".

Djokovic, una strana battuta

Da domenica parlerà il campo. Tocca subito a Luciano Darderi, che affronta lo spagnolo Martinez: il vincente incontrerà Zverev. E a Matteo Gigante, passato per le qualificazioni: col francese Humbert, numero 14 del ranking, serve l’impresa. Nel frattempo, la Volpe Rossa si allenerà con Alex De Minaur, idolo locale, ragazzo di grande gentilezza nei modi e nei pensieri, uno che di Jannik dice, semplicemente: "È il più forte giocatore del mondo. E, soprattutto, un bravo ragazzo". A Djokovic, che anche venerdì ha preso sottobraccio Kyrgios, hanno chiesto di abbinare a ciascun campione la prima parola che gli viene in mente, e il serbo: "Feder, eleganza. Nadal, tenacia. Alcaraz, carisma. Sinner? Sci". La leggete come una provocazione? Jannik, il bravo ragazzo, no. "Anche Nole da giovane sciava, come me. Non ci vedo nulla di male". Happy Slam, serenità Sinner.

Leggi i commenti