MELBOURNE - In questi giorni lo chiamano l’Australiano, ma è nato è a Sanremo, nella Riviera dei Fiori ligure: Matteo Arnaldi il mese prossimo compirà 23 anni, fa parte della nidiata d’oro del tennis italiano insieme – tra gli altri – a Lorenzo Musetti, che qui è testa di serie numero 16. I due si incontreranno martedì nel primo turno. I precedenti ufficiali, 3 negli ultimi 6 anni, sono tutti a favore del suo avversario.
Ma non sembra preoccupato. Anzi.
“Ci conosciamo bene, abbiamo cominciato a scambiare colpi a Spezia che avevamo 12 anni. Non sarà un match facile, speriamo divertente”.
Numero 38 del ranking. Mi lasci indovinare: quest’anno l’obiettivo è entrare nei migliori 20 del mondo.
“Come fa a saperlo?”.
Lo dicono anche gli altri ragazzi. Dieci italiani nei cento a fine 2024. Avete più o meno tutti la stessa età: talento, grinta, ambizione.
“Siamo cresciuti insieme. Io e ‘Lore’ (Musetti), ‘Cobo’ (Cobolli). E poi Gigante, Darderi. Sono così tanti, che rischio di dimenticarne…
MELBOURNE - In questi giorni lo chiamano l’Australiano, ma è nato è a Sanremo, nella Riviera dei Fiori ligure: Matteo Arnaldi il mese prossimo compirà 23 anni, fa parte della nidiata d’oro del tennis italiano insieme – tra gli altri – a Lorenzo Musetti, che qui è testa di serie numero 16. I due si incontreranno martedì nel primo turno. I precedenti ufficiali, 3 negli ultimi 6 anni, sono tutti a favore del suo avversario.
Ma non sembra preoccupato. Anzi.
“Ci conosciamo bene, abbiamo cominciato a scambiare colpi a Spezia che avevamo 12 anni. Non sarà un match facile, speriamo divertente”.
Numero 38 del ranking. Mi lasci indovinare: quest’anno l’obiettivo è entrare nei migliori 20 del mondo.
“Come fa a saperlo?”.
Lo dicono anche gli altri ragazzi. Dieci italiani nei cento a fine 2024. Avete più o meno tutti la stessa età: talento, grinta, ambizione.
“Siamo cresciuti insieme. Io e ‘Lore’ (Musetti), ‘Cobo’ (Cobolli). E poi Gigante, Darderi. Sono così tanti, che rischio di dimenticarne qualcuno. Naturalmente Sinner. Siamo arrivati e c’erano già ‘Berretta’ (Berrettini), ‘Fogna’ (Fognini). E’ una bellissima avventura”.
Perché l’Australiano?
“La mia ragazza, Mia, è di Melbourne. Sono qui da quasi due mesi, è diventata la mia seconda casa. Si sta bene, mi piace lo stile di vita tranquillo di questo posto. E poi, non è male starsene al caldo quando in Europa è inverno. Cerco di dividermi tra l’Italia, Montecarlo e qui, prendendo il meglio di ogni posto”.
A Brisbane ha appena battuto l’australiano Popyrin. Niente male.
“Ho giocato molto bene. Arrivo qui a Melbourne molto preparato. Sono convinto di aver fatto le cose giuste. Quando sali di livello, devi fare sempre più attenzione ai dettagli: ho lavorato molto sul servizio. Sento che potrà essere un anno di svolta”.