Musetti avanti a Melbourne: “Ho vinto di testa”. Ora c’è 'la Montagna’ Shelton
dal nostro inviato Massimo CalandriMELBOURNE - “Il risultato, certo. Ma soprattutto, come l’ho ottenuto: sono stato coraggioso e intraprendente nei momenti che contavano. Ho sofferto? Meglio così. Era successo anche a Wimbledon, e poi sono arrivato in semifinale”. Lorenzo Musetti: felice, vincente. “Orgoglioso del lavoro che sto facendo: più mentale che tecnico. Dovevo prendermi i punti importanti, è accaduto prima con Arnaldi e ora con Shapovalov. Oggi ho giocato meglio dell’altro giorno, anche se posso fare molto di più: ma sono soddisfatto del mio approccio alle gare”.
Musetti, ora c‘è Shelton
Il canadese era un cliente ostico: lo ha superato in 3 set (7-6 7-6 6-2), per la prima volta è al terzo turno agli Australian Open. Sabato affronterà lo statunitense Ben Shelton. “Sapevo che la chiave era portarlo al limite, costringerlo all’errore. Il secondo tie-break è stato decisivo”. Shapovalov ha commesso un doppio fallo sul set point per Lorenzo. “Appunto”. Adesso pensiamo a Shelton. Soprannominato The Mountain:…
MELBOURNE - “Il risultato, certo. Ma soprattutto, come l’ho ottenuto: sono stato coraggioso e intraprendente nei momenti che contavano. Ho sofferto? Meglio così. Era successo anche a Wimbledon, e poi sono arrivato in semifinale”. Lorenzo Musetti: felice, vincente. “Orgoglioso del lavoro che sto facendo: più mentale che tecnico. Dovevo prendermi i punti importanti, è accaduto prima con Arnaldi e ora con Shapovalov. Oggi ho giocato meglio dell’altro giorno, anche se posso fare molto di più: ma sono soddisfatto del mio approccio alle gare”.
Musetti, ora c‘è Shelton
Il canadese era un cliente ostico: lo ha superato in 3 set (7-6 7-6 6-2), per la prima volta è al terzo turno agli Australian Open. Sabato affronterà lo statunitense Ben Shelton. “Sapevo che la chiave era portarlo al limite, costringerlo all’errore. Il secondo tie-break è stato decisivo”. Shapovalov ha commesso un doppio fallo sul set point per Lorenzo. “Appunto”. Adesso pensiamo a Shelton. Soprannominato The Mountain: la montagna. “Non sarà semplice: ci conosciamo bene, anche se è la prima volta che ci incontriamo in uno Slam. Ha un servizio di grande qualità, la chiave sarà scardinare il suo sistema di gioco: costringerlo agli scambi, fargli capire subito che sarò io a comandare”.
Due vittorie nel 2024
Nell’ultimo appuntamento di Hong Kong, Musetti aveva sofferto al braccio. “Il fastidio è passato. Fisicamente sto bene”. Però, che fatica. “Nessun problema. In questi tornei mi fa bene, penare all’inizio: come a Wimbledon. Invece al Roland Garros parto sempre forte, e poi salto”. In fondo Shelton è come Shapovalov: mancino, grande servizio. L’americano è un po’ più potente, ha pure un gran dritto, il canadese ha maggiore qualità. “Con Ben dovrò cercare di allungare gli scambi, tenerlo a fondo a campo”. Lo scorso anno si sono incontrati 2 volte: ha sempre vinto Musetti. Ed è comunque un buon modo per avvicinarsi alla sfida.