Attilio Parisi, rettore dell’Università di Roma Foro Italico, ordinario di metodi e didattiche delle attività motorie, cosa crede sia successo a Sinner?
“Penso che Jannik sia stato vittima di un colpo di calore. Ma, soprattutto, a metterlo in crisi può essere stata l’umidità. I segni erano quelli: nausea, tremori, vertigini”.
Cosa succede in quei momenti?
“Esposto a questi agenti atmosferici, il corpo è sottoposto a stress e risponde con la sudorazione. L’errore che si fa è quello di bere, bere tanto. In questi casi è invece importante idratare il corpo anche esternamente, praticando spugnaggi come i maratoneti o versandosi acqua sulle estremità o sul torace: aiuta ad abbassare la temperatura corporea e a contrastare l’umidità”.
Il punto debole di Sinner sembra essere proprio la sua gestione di situazioni. Gli episodi si stanno ripetendo.
“Il tennis è più di altri uno sport esposto a questo tipo di problematiche: il calendario sposta i giocatori da un posto all’altro del globo e …
Attilio Parisi, rettore dell’Università di Roma Foro Italico, ordinario di metodi e didattiche delle attività motorie, cosa crede sia successo a Sinner?
“Penso che Jannik sia stato vittima di un colpo di calore. Ma, soprattutto, a metterlo in crisi può essere stata l’umidità. I segni erano quelli: nausea, tremori, vertigini”.
Cosa succede in quei momenti?
“Esposto a questi agenti atmosferici, il corpo è sottoposto a stress e risponde con la sudorazione. L’errore che si fa è quello di bere, bere tanto. In questi casi è invece importante idratare il corpo anche esternamente, praticando spugnaggi come i maratoneti o versandosi acqua sulle estremità o sul torace: aiuta ad abbassare la temperatura corporea e a contrastare l’umidità”.
Il punto debole di Sinner sembra essere proprio la sua gestione di situazioni. Gli episodi si stanno ripetendo.
“Il tennis è più di altri uno sport esposto a questo tipo di problematiche: il calendario sposta i giocatori da un posto all’altro del globo e non permette periodi di acclimatazione. Sinner è passato dall’inverno europeo all’estate australe. Stiamo vedendo diversi ritiri in questi giorni”.
Ci si può “allenare” a questo tipo di eventi, ricreando situazioni simili?
“I ciclisti usano simulare in inverno il caldo di alcune giornate estive mettendosi sul corpo strati di indumenti oppure simulando “a secco” condizioni di umidità. L’optimum sarebbe allenarsi in un luogo dalle caratteristiche climatiche e di altitudine simili. Non sempre è possibile ovviamente”.
La componente psicologica può aver influito?
“Visto da fuori, Sinner appare un ragazzo freddo, sempre lucido, in pieno controllo delle situazioni e di sé stesso. Ma quando sei preda di un malessere, tutto si complica anche dentro di te. Nessuno di noi è un computer, nemmeno un fenomeno come Jannik”.
Quegli 11 minuti di stop sono stati sufficienti.
“Si è come resettato fisicamente e mentalmente, ha sicuramente assunto sali minerali e si è bagnato il corpo. E, tornato in campo, ha giocato una partita da numero uno del mondo”.