MELBOURNE – Gaby lotta, e vince. Lei e la compagna di doppio, Erin Routliffe, per tutto il torneo sono andate sotto nel punteggio, rischiando di essere eliminate: ma hanno resistito, rimontato e battuto le avversarie. Sono in semifinale. C’è un’altra partita che Gabriela ‘Gaby’ Dabrowski, 32 anni, canadese, continua a giocare con lo stesso spirito. “Cancro al seno. L’ho scoperto all’inizio del 2023. Due operazioni, la radioterapia. È faticoso. Ma si può combattere ed essere comunque felici”. Ha un messaggio per tutte le donne: “Abbiate cura di voi, al primo sospetto fate un controllo. E soprattutto: ricordate che non siete sole. Aiutiamoci”.
Il suo primo dottore aveva detto che non era nulla di grave.
“Un anno dopo la massa era cresciuta. Un altro medico mi ha detto di fare una mammografia, poi gli ultrasuoni. Il radiologo ha ordinato una biopsia e il giorno stesso è arrivata quella telefonata: in un istante la mia vita e quella delle persone care intorno a me è crollata”.
Due int…
MELBOURNE – Gaby lotta, e vince. Lei e la compagna di doppio, Erin Routliffe, per tutto il torneo sono andate sotto nel punteggio, rischiando di essere eliminate: ma hanno resistito, rimontato e battuto le avversarie. Sono in semifinale. C’è un’altra partita che Gabriela ‘Gaby’ Dabrowski, 32 anni, canadese, continua a giocare con lo stesso spirito. “Cancro al seno. L’ho scoperto all’inizio del 2023. Due operazioni, la radioterapia. È faticoso. Ma si può combattere ed essere comunque felici”. Ha un messaggio per tutte le donne: “Abbiate cura di voi, al primo sospetto fate un controllo. E soprattutto: ricordate che non siete sole. Aiutiamoci”.
Il suo primo dottore aveva detto che non era nulla di grave.
“Un anno dopo la massa era cresciuta. Un altro medico mi ha detto di fare una mammografia, poi gli ultrasuoni. Il radiologo ha ordinato una biopsia e il giorno stesso è arrivata quella telefonata: in un istante la mia vita e quella delle persone care intorno a me è crollata”.
Due interventi chirurgici, lunga riabilitazione. Gaby non molla: riprende in mano la racchetta. Il tennis come una cura.
“Nel luglio scorso, in finale a Wimbledon. Il bronzo alle Olimpiadi nel doppio misto con Felix Auger-Aliassime. Nel frattempo ancora radioterapia e terapia endocrina. La fatica. Fisica, mentale. Ho avuto la fortuna di incontrare persone che stavano peggio di me, sopravvissute o che comunque non volevano arrendersi. Mi sono detta anch’io: ne posso venire fuori”.
Ha continuato a giocare: è diventata la prima canadese - con Routliffe - a vincere il titolo Wta. E ha deciso di raccontare la sua storia.
“È arrivato il supporto di tante persone sconosciute. Mi sono resa conto che a mia volta avrei potuto diventare l’esempio per qualcun altro. Non è così semplice, naturalmente: ognuno reagisce a modo suo, è un viaggio lungo e complicato. E, a volte, non c’è luce in fondo al tunnel. Però devi sapere che vivere fino in fondo e batterti, insieme alla tua famiglia e i tuoi cari, è comunque la maniera migliore per impiegare il tempo che ti resta”.
Un messaggio per tutte le donne.
“Posso parlare della mia esperienza personale, e vi dico: se sentite che qualcosa non va, rivolgetevi subito al vostro dottore. Ma soprattutto: dopo il primo controllo, continuate a farvi seguire. Non ho rimorsi per il tempo che ho perso prima della diagnosi: ma so che se avessi scoperto prima il cancro l’avrei gestito meglio. Sembra che stia diventando sempre più comune tra le giovani donne, non sappiamo cosa stia succedendo: il mondo è uno strano posto”.
Dobbiamo difenderci.
“Vorrei incoraggiare ognuno a trattarsi nella maniera più salutare possibile. Io ho cambiato la mia dieta, anche se sono ancora indulgente con i dolci: proteine e tante verdure. L’alimentazione può aiutare il corpo a combattere la malattia. Le proteine della carne sono importanti, ma dipende da dove arriva: in America ci sono un sacco di trattamenti a livello industriale intensivo, se possibile è meglio rivolgersi ai piccoli allevatori locali. Io ho integrato le prescrizioni mediche tradizionali con farmaci naturali. Mi sono rivolta a uno psicologo, ho fatto un grande lavoro di mindfulness. Corpo-mente-spirito: mettere insieme tutte queste cose. E non avere paura, comunicare: aiutiamoci”.
Agli Australian Open lei e Routliffe siete favorite per la finale.
“Per ora è stata veramente dura, abbiamo rischiato di perdere. Ma sono orgogliosa di noi, di fronte alle difficoltà ci siamo battute e abbiamo trovato delle soluzioni. È il senso della vita”.