Nicola Pietrangeli, ha visto la finale degli Australian Open tra Sinner e Zverev?
“Sì e ho beccato il punteggio in pieno. Avevo detto ai miei amici: Jannik vincerà 6-3 il primo set, il secondo con un po’ più di difficoltà e poi il terzo ancora 6-3. Sinner è imbattibile”.
Perché?
“Perché è il più forte. Odio sentirmi chiedere: ‘Cosa può fare adesso Sinner per migliorare?’. È già il numero uno al mondo, gli devono fare una classifica apposta? Nel 2024, scherzando, avevo detto che da quest’anno avrebbero dovuto dargli un punto di svantaggio per ogni game contro tutti gli avversari, per equilibrare un po’ le partite”.
Effettivamente Zverev è sembrato senza armi. Anche quando è sceso a rete, ha sbagliato parecchie volée.
“Ed è il numero due al mondo, eh. Se non avesse punti deboli, sarebbe lui il più forte. A Sinner invece non manca niente”.
Austrialian Open, Sinner: "Ho saputo tenere le cose brutte fuori dal campo, ne…
Nicola Pietrangeli, ha visto la finale degli Australian Open tra Sinner e Zverev?
“Sì e ho beccato il punteggio in pieno. Avevo detto ai miei amici: Jannik vincerà 6-3 il primo set, il secondo con un po’ più di difficoltà e poi il terzo ancora 6-3. Sinner è imbattibile”.
Perché?
“Perché è il più forte. Odio sentirmi chiedere: ‘Cosa può fare adesso Sinner per migliorare?’. È già il numero uno al mondo, gli devono fare una classifica apposta? Nel 2024, scherzando, avevo detto che da quest’anno avrebbero dovuto dargli un punto di svantaggio per ogni game contro tutti gli avversari, per equilibrare un po’ le partite”.
Effettivamente Zverev è sembrato senza armi. Anche quando è sceso a rete, ha sbagliato parecchie volée.
“Ed è il numero due al mondo, eh. Se non avesse punti deboli, sarebbe lui il più forte. A Sinner invece non manca niente”.
Austrialian Open, Sinner: "Ho saputo tenere le cose brutte fuori dal campo, ne sono orgoglioso"
A soli 23 anni ha vinto il suo terzo torneo del Grande Slam, lei si è fermato a due.
“Si vedrà alla fine della sua carriera, quando io naturalmente non ci sarò più, quanti Slam avrà vinto e quanti record avrà battuto. Però uno è imbattibile: le mie 164 partite giocate in coppa Davis. Quello non si tocca”.
Hanno senso questi paragoni tra tennisti così lontani nel tempo?
“No, nessun senso. Ognuno è stato bravo nella sua epoca. Abbiamo giocato in tempi diversi, soprattutto dal punto di vista economico. Sinner ha guadagnato più di due milioni di euro vincendo a Melbourne. A me per il successo a Parigi hanno dato 150 dollari. Adesso è così, beato lui: è il numero uno nel momento giusto”.
E poi sono cambiati anche i materiali.
“Se oggi si affrontassero Fangio e Verstappen con le macchine usate in pista da ognuno dei due, chi vincerebbe? Le racchette di adesso ti fanno tirare più forte, non c’è dubbio, e i tennisti sono allenati molto meglio. Mille cose messe insieme e la somma è un altro gioco rispetto a prima”.
Le è piaciuta questa finale Sinner-Zverev?
“Noiosetta. Ma perché era troppo sbilanciata. Zverev – che, ripeto, è il numero due del mondo, non uno qualsiasi – non se n’è neanche accorto. Ha perso tre set a zero, nettamente. Oggi le partite di Sinner sono scontate. Lui non sbaglia mai una giornata perché si diverte. Poi guadagna una valanga di soldi, è l’uomo più famoso d’Italia, è giovane, ricco, un bel ragazzo. Cosa volere di più?”