MELBOURNE - Game, set, match: Sinner, the winner. Jannik travolge in 3 set (6-3, 7-6, 6-3), 2 ore e 42 minuti di gioco Sascha Zverev, vince gli Australian Open e si conferma il più forte tennista del mondo. Più forte di grandi avversari come il tedesco, numero 2 del ranking, che ha servito a velocità siderali (una seconda a 218 km all’ora) ma l’italiano ha sempre saputo rispondere in maniera straordinaria. Più forte del caldo e di quel malessere – forse dettato dall’emozione per tutte le aspettative e la responsabilità intorno a lui – che nel match di lunedì scorso contro Rune lo avevano fatto tremare, portandolo ai limiti del ritiro. Più forte dei pensieri neri e delle polemiche per il processo che dovrà affrontare a meta aprile davanti al Tas di Losanna. Si è confermato campione a Melbourne, un anno dopo.
Sinner, terzo Slam a 23 anni
A 23 anni, Jannik Sinner è già al terzo Slam vinto (mai nessun italiano come lui, Nicola Pietrangeli ne aveva vinti due) di una carriera che si annuncia incredibile. Alla Rod Laver Arena è stato un monologo: Jannik ha controllato ogni istante della partita, mantenendo il suo servizio senza mai correre rischi e insinuando dubbi a Zverev ogni volta che toccava a lui. Lo ha costretto a scambiare da fondo campo, soprattutto di dritto, il suo colpo meno sicuro, inducendolo all’errore. Ha variato piazzando a sorpresa delle smorzate efficaci. Insieme a un talento enorme, questo ragazzo ha dimostrato una volta di più di saper gestire le partite con lucidità. Nel primo set, Sinner è partito subito forte col suo servizio e ha avuto due palle break su quello di Zverev, nonostante la formidabile battuta del tedesco. La svolta è arrivata nell’ottavo gioco, quando Jannik è riuscito a resistere ai missili di Sascha – una seconda di servizio ha raggiunto i 218 km/h – e poi lo ha costretto all’errore che l’ha portato in vantaggio 5-3. Strappare il servizio a un avversario che ha messo dentro l’81% di prime palle a quella velocità dà un po’ il senso di tutto. Sinner ha chiuso tenendo il servizio a zero.
Il secondo set deciso al tie-break
Il secondo set è stato più equilibrato, il tedesco ha continuato a martellare sul servizio evitando di farsi coinvolgere negli scambi, e dunque sbagliando di meno. Jannik ha cercato di variare piazzando alcune smorzate e non ha permesso all’avversario di avvicinarsi al break, recuperando anche da una leggera incertezza sullo 0-30. Sul 6-5 per Zverev, con il punteggio del game sul 30-30, uno strepitoso scambio, che ha fatto esplodere d’entusiasmo la Rod Laver Arena con Sinner – carico a mille – che mostrava il pugno, ha accompagnato gli sfidanti verso il tie-break. Qui, siamo nella terra di Jannik: degli ultimi 27 tie-break giocati ne ha vinti 24, poteva fallire questo? No, che non poteva, anche perché gli ha dato una mano anche la fortuna, sotto forma di un nastro colpito sul 4-4, che gli è valso un punto fondamentale. Il tennista azzurro ha chiuso con uno splendido lungolinea (lasciando l’altro a 4), e ha apparecchiato la tavola per il terzo e ultimo set. Il break è puntualmente arrivato sul 3 a 2 a suo favore. L’italiano ha continuato a mantenere il servizio senza rischio alcuno – Zverev non ha avuto neppur un break point per tutta la partita – e ha chiuso 6-3 con un passante incrociato dopo una smorzata.
Sinner a Cahill: “Proverò a convincerti”
Dopo aver sollevato il trofeo per il secondo anno di fila, Jannik Sinner ha voluto innanzitutto consolare Sascha Zverev (“Sei un tennista straordinario con un team fantastico, oggi è una giornata dura per te ma presto alzerai anche tu il trofeo”), poi ha ringraziato tutti a partire dal suo team: "Abbiamo lavorato moltissimo per arrivare di nuovo qui, col trofeo in mano, è una sensazione bellissima poter condividere questo momento con tutti voi, con la parte del team che è rimasta a casa e con la mia famiglia. È bellissimo ottenere questi risultati ma ancor di più condividerli con voi”. E a Darren Cahill, che lo lascerà a fine stagione, ha detto: “Proverò a convincerti a cambiare idea, perché hai detto che questo sarà il tuo ultimo Australian Open da allenatore. È giusto condividere la vittoria con te, tutto è cominciato quando ho scelto di cambiare e ho iniziato a lavorare con te e Simone Vagnozzi: sono molto felice di avervi al mio fianco”. E poi il grazie agli organizzatori, ai giudici di sedia, agli sponsor, ai raccattapalle ma soprattutto ai tifosi: “La parte più importante siete voi, avete tifato per me non solo dalla prima settimana ma già negli allenamenti che hanno preceduto il torneo: ho sentito il vostro affetto. Ci vediamo l’anno prossimo”.