✕

Ai nemici di Sinner non resta che il Tas

Jannik Sinner (fotogramma)

Ascolta l'audio

Udienza a porte chiuse il 16 e 17 aprile. Il numero 1 del mondo rischia uno stop per il caso Clostebol
2 minuti di lettura

MELBOURNE - In questo momento ci sono tre persone al mondo in grado di fermare Jannik Sinner, e non sono tennisti. Si chiamano Jacques Radoux, Ken Lalo e lord John Dyson. Sono i tre arbitri che dovranno pronunciarsi a Losanna sul ricorso presentato al Tribunale arbitrale dello sport dalla Wada, l’agenzia mondiale antidoping, sul caso Clostebol. Sinner rischia di essere punito per negligenza e può incorrere in uno stop da uno a due anni. Questa è la speranza dei suoi nemici. Uno così — sono tutti d’accordo — non lo puoi superare sul campo. Ma puoi in qualche modo provare a sporcarne la storia. Come ha fatto la Bild, che alla vigilia dell’ultimo atto degli Australian Open lo ha attaccato in maniera pesantissima, parlando di «scandalo Sinner» e di ombra del doping sulla finale. Nick Kyrgios, ormai più influencer che atleta, lo ha preso di mira stabilmente. E in maniera più sottile Djokovic ammicca se gli parlano della storia del doping: l’altro giorno, chissà perché si era sentito in dov…

MELBOURNE - In questo momento ci sono tre persone al mondo in grado di fermare Jannik Sinner, e non sono tennisti. Si chiamano Jacques Radoux, Ken Lalo e lord John Dyson. Sono i tre arbitri che dovranno pronunciarsi a Losanna sul ricorso presentato al Tribunale arbitrale dello sport dalla Wada, l’agenzia mondiale antidoping, sul caso Clostebol. Sinner rischia di essere punito per negligenza e può incorrere in uno stop da uno a due anni. Questa è la speranza dei suoi nemici. Uno così — sono tutti d’accordo — non lo puoi superare sul campo. Ma puoi in qualche modo provare a sporcarne la storia. Come ha fatto la Bild, che alla vigilia dell’ultimo atto degli Australian Open lo ha attaccato in maniera pesantissima, parlando di «scandalo Sinner» e di ombra del doping sulla finale. Nick Kyrgios, ormai più influencer che atleta, lo ha preso di mira stabilmente. E in maniera più sottile Djokovic ammicca se gli parlano della storia del doping: l’altro giorno, chissà perché si era sentito in dover dire che avrebbe tifato per Zverev.

Il caso Clostebol

Sinner, positivo due volte nel marzo 2024, è stato già giudicato da un tribunale indipendente, Sport Resolutions, che ha accolto la tesi dell’Itia (l’agenzia che si occupa di corruzione e doping nel tennis) sulla contaminazione involontaria da parte del suo fisioterapista dell’epoca, Giacomo Naldi, che era ferito a una mano e gli ha praticato un massaggio. Lieve, in primo grado, la pena: la perdita dei punti e dei premi conseguiti a Indian Wells (arrivò in semifinale). Nado Italia, al contrario della Wada, pur avendone diritto non ha impugnato il caso Sinner, ma ha recepito in toto la sentenza di Sport Resolutions, che ha sede a Londra. La vicenda doping è divenuta nota solo il 19 agosto, a iter di primo grado concluso.

L’arbitrato in programma il 16 e 17 aprile

L’arbitrato è in programma a porte chiuse il 16 e 17 aprile, nella settimana di Pasqua. «Cerco di non pensarci. Ma è chiaro che quella storia è sempre ben presente, in un angolino della mia mente» ha dichiarato Sinner, accusato dalla Wada di non aver vigilato abbastanza per impedire quanto provocato dal suo ex preparatore atletico Umberto Ferrara, che fornì al fisioterapista un medicinale proibito per guarire più velocemente da una ferita alla mano. In ogni caso, a Sinner non verranno tolti i titoli conquistati successivamente alla doppia positività: la squalifica non sarà retroattiva e partirebbe dal giorno della sentenza del Tas, che non è appellabile. Dunque gli Slam (e tutte le altre vittorie) sono in salvo. Solo per vizi di forma, in caso di sentenza avversa, Jannik può rivolgersi al Tribunale federale svizzero. «Se fossi colpevole, non avrei giocato in questo modo qui a Melbourne», ha spiegato. «So perfettamente come sono andate le cose e di non aver commesso nulla di illegale. È giusto che si faccia il processo, mi auguro che una volta tolto questo peso di dosso potrò affrontare tutto il resto della stagione con un altro spirito».

Leggi i commenti