Vezzali: “Che soddisfazione vincere quando sperano in un tuo errore. Sinner ribalta il destino”
di Mattia ChiusanoLei è quella che non si arrendeva. Anche se le era cascato il mondo addosso, eliminata da Arianna Errigo nella semifinale dei Giochi di Londra 2012, rivale di Elisa Di Francisca che avrebbe vinto l’oro, mortificata nel suo sogno di vincere 4 ori individuali alle Olimpiadi, sotto di 4 stoccate nella finale per il terzo posto con la coreana Nam a 21 secondi dalla fine. Il finale è noto: Valentina Vezzali riuscì a vincere il bronzo. Un’impresa storica nel giorno più nero, come Jannik Sinner ha vinto due Slam in piena bufera Wada.
Vezzali, cosa si prova ad essere il numero 1, ma anche un osservato speciale?
“Significa affrontare una pressione continua, perché tutti si aspettano il massimo da te e c’è chi spera in un tuo errore”.
Lei non aveva Kyrgios o la Bild, ma avversarie col dente avvelenato: questa negatività può schiacciare?
“Per reggerla serve forza mentale: impari a trasformare quella pressione in energia positiva, concentrandoti su ciò che ti ha portato in cima e trovando la sere…
Lei è quella che non si arrendeva. Anche se le era cascato il mondo addosso, eliminata da Arianna Errigo nella semifinale dei Giochi di Londra 2012, rivale di Elisa Di Francisca che avrebbe vinto l’oro, mortificata nel suo sogno di vincere 4 ori individuali alle Olimpiadi, sotto di 4 stoccate nella finale per il terzo posto con la coreana Nam a 21 secondi dalla fine. Il finale è noto: Valentina Vezzali riuscì a vincere il bronzo. Un’impresa storica nel giorno più nero, come Jannik Sinner ha vinto due Slam in piena bufera Wada.
Vezzali, cosa si prova ad essere il numero 1, ma anche un osservato speciale?
“Significa affrontare una pressione continua, perché tutti si aspettano il massimo da te e c’è chi spera in un tuo errore”.
Lei non aveva Kyrgios o la Bild, ma avversarie col dente avvelenato: questa negatività può schiacciare?
“Per reggerla serve forza mentale: impari a trasformare quella pressione in energia positiva, concentrandoti su ciò che ti ha portato in cima e trovando la serenità dentro di te, senza farti condizionare dall’esterno”.
Non facile.
“È un approccio che richiede grande disciplina mentale e una visione chiara degli obiettivi. Questo equilibrio, che è indispensabile, permette non solo di vincere: ti fa vincere con una soddisfazione autentica”.
Si ricorda quando l’anno scorso Sinner rimontò due set a Medvedev e vinse l’Australian Open? Le ricorda qualcosa?
“Certo, l’assalto contro Nam Hyun-Hee a Londra. Uno dei momenti che porto nel cuore, perché ho dovuto attingere a ogni risorsa mentale e fisica per ribaltare una situazione quasi impossibile. Quando ho visto Sinner rimontare Medvedev in quella finale, ho rivissuto quella stessa determinazione e capacità di non mollare mai, nemmeno davanti alle difficoltà più grandi. È in quei momenti che emerge il vero spirito del campione: la forza di crederci fino alla fine e di ribaltare il destino con lucidità e coraggio”.
Cosa vede in Jannik Sinner?
“L’esempio perfetto di come talento, lavoro e umiltà possano coesistere”.
Non ha passato mesi facili, eppure mantiene un self control invidiabile.
“So bene cosa significa affrontare critiche e pressioni, ma credo che sia fondamentale rimanere concentrati su sé stessi, sulla propria crescita e sul supporto della famiglia”.
Già, ogni sia vittoria è accompagnata da una narrazione semplice in cui la famiglia resta il baluardo della sua vita.
“Vincere rimanendo sereni e fedeli ai propri valori è la dimostrazione di una grande maturità. Soprattutto in un ambiente competitivo come quello dello sport".
In Sinner rivede qualcosa di se stessa, della sua carriera?
“Nel suo percorso mi riconosco per quanto riguarda il modo di affrontare la competizione: il focus costante sul lavoro, la determinazione a migliorarsi ogni giorno e la capacità di rimanere concentrati su ciò che conta davvero”.
Sinner è diventato una star, continua a vincere eppure dà l’idea di vivere ogni torneo come una tappa per maturare.
“Anche per me questo modo di vivere lo sport è stato fondamentale: affrontare ogni gara come un’opportunità per crescere, indipendentemente dal risultato. Questo fa la differenza per un campione”.
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