Caso Clostebol, Sinner spiega: “Mi tormentava da un anno”. Kyrgios lo attacca: “È un giorno triste”
Il numero uno del mondo sospeso per tre mesi: “Ho sempre accettato di essere responsabile della mia squadra”. Il tennista australiano, che lo ha sempre criticato: “Nel nostro sport non esiste equità”.
Binaghi: “Agli Internazionali tutta l’Italia lo accoglierà come merita”. L’avvocato inglese: “Si mette questa vicenda straziante alle spalle”.
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“Questa vicenda mi tormentava da quasi un anno e il processo sarebbe potuto durare ancora a lungo con una decisione che forse sarebbe arrivata solo alla fine dell'anno”. Jannik Sinner commenta così l'accordo con la Wada per la vicenda Clostebol e la sospensione di tre mesi (dal 9 febbraio al 4 maggio). “Ho sempre accettato di essere responsabile della mia squadra e ritengo che le rigide regole della Wada siano una protezione importante per lo sport che amo. Su questa base ho accettato l'offerta della Wada di risolvere il presente procedimento sulla base di una sanzione di tre mesi”, ha aggiunto il numero uno del mondo.
“E’ la prima volta che una vergognosa ingiustizia ci rende felici perché il primo pensiero è per il ragazzo che vede finire un incubo”, ha detto Angelo Binaghi, presidente della federtennis. “Questo accordo tra le due parti certifica l'innocenza di Jannik, la sua assoluta non colpevolezza, e gli consente finalmente di rasserenarsi e pianificare il suo futuro con un grande rientro agli Internazionali BNL d’Italia a Roma dove tutta l’Italia lo accoglierà come merita. Resta il rammarico per tutto quello che ha dovuto passare e per tutto il tempo che Jannik ha dovuto trascorrere con questo macigno. Se non altro, questo sarà forse l'ultimo grande errore della Wada che, come sappiamo, ha già deciso di cambiare le regole che hanno costretto Jannik ad accettare un compromesso che anche se non riconosce alcuna sua responsabilità è veramente ingiusto”.
Kyrgios: “Giorno triste, l’equità non esiste”
Puntuale è arrivato il commento su X di Nick Kyrgios, il tennista australiano che in questi mesi ha ferocemente Sinner: “È un giorno triste per il tennis. La Wada esce allo scoperto e dice che la squalifica congrua sarebbe di uno o due anni. Ovviamente la squadra dei ‘Sinners’ ha fatto tutto il possibile per andare semplicemente avanti e accettare una squalifica di tre mesi, senza titoli persi, senza premi in denaro persi. Colpevole o no? L’equità nel tennis non esiste. Conosco molti giocatori che in questo momento la pensano allo stesso modo, quindi vorrei organizzare degli spazi live la prossima settimana per poterne parlare".
Wawrinka: “Non credo più nello sport pulito”
Lapidaria la reazione di Stan Wawrinka, con poche ma pesantissime parole su X: “Non credo più in uno sport pulito”. Allo svizzero – che prima degli Australian Open si era allenato a Melbourne con Sinner, postando una foto sorridente insieme all’azzurro – risponde l’ex tennista spagnolo Feliciano Lopez: “Io invece ci credo, Stan. È assolutamente chiaro che Sinner non abbia fatto nulla per migliorare le sue prestazioni, è stato provato. Si è preso la piena responsabilità per errori di altri e di conseguenza ha accettato i tre mesi di sospensione. Uno stop più lungo avrebbe reso lo sport più pulito? Io non lo penso”.
Henman: “Uno stop un po’ troppo conveniente”
Più articolato ma non certo benevolo il commento a Sky Sport Uk dell’ex tennista inglese Tim Henman: “Sono convinto che Sinner non abbia fatto nulla di proposito ma è un po' troppo conveniente fermarsi tra uno Slam e l'altro. È una decisione che lascia l'amaro in bocca”.
L’associazione giocatori: “Sistema poco trasparente”
La Professional Tennis Players Association (Ptpa), l'associazione mondiale dei giocatori di tennis fondata nel 2020 tra gli altri da Novak Djookovic ha commentato la vicenda con un comunicato molto duro, non certo benevolo nei confronti di Sinner: “Non importa per chi si tifi, ora alcune cose sono chiare. Il 'sistema' non è un sistema. La presunta discrezione caso per caso è, in realtà, una mera copertura per accordi su misura, trattamenti ingiusti e decisioni incoerenti. Non sono solo gli esiti diversi per giocatori diversi. È la mancanza di trasparenza. La mancanza di coerenza. La mancanza di credibilità nelle agenzie incaricate di regolamentare i nostri sport e i nostri atleti. La mancanza di impegno da parte di Atp, Wta, Grand Slams, Itia e Wada per riformare e creare un sistema equo e trasparente per il futuro. Questo pregiudizio è inaccettabile per tutti gli atleti e dimostra una profonda mancanza di rispetto per ogni sport e i suoi fan. È tempo di cambiare. E noi riusciremo a cambiare”.
L’Itia, l'International tennis integrity agency cha aveva assolto Sinner con una decisione contro cui aveva fatto ricorso la Wada, ha commentato così l’accordo tra l’agenzia mondiale antidoping e il giocatore: “Il processo originale è stato condotto in conformità con il Codice mondiale antidoping e il programma antidoping del tennis. A seguito di un'indagine approfondita da parte dell'Itia (incluso il parere di laboratori accreditati dalla Wada), ritenevamo che il giocatore avesse dimostrato l'origine della sostanza vietata e che la violazione fosse involontaria. L'esito odierno conferma questa conclusione. L'Itia ha deferito la questione a un tribunale indipendente che ha raggiunto la decisione di 'nessuna colpa o negligenza' e, di conseguenza, nessuna squalifica, sulla base dei fatti e dell'applicazione delle regole. L'esito della sospensione di tre mesi è stato possibile solo grazie all'accordo tra la Wada e il giocatore".
L’avvocato di Sinner: “Finisce un’esperienza straziante”
"Sono lieto che Jannik può finalmente mettere questa esperienza straziante dietro di sé”. Questo il commento di Jamie Singer dello studio legale Onside Law di Londra che ha assistito l’azzurro nella gestione del caso Clostebol: “Wada – ha detto l’avvocato – ha confermato i fatti stabiliti dal Tribunale indipendente. È chiaro che Jannik non aveva né intenzione né conoscenza, e non ha ottenuto alcun vantaggio competitivo. Purtroppo, gli errori commessi dai membri della sua squadra hanno portato a questa situazione”.
La reazione dei media nel mondo
La notizia dell'accordo tra la Wada e Jannik Sinner apre le pagine dei principali siti sportivi dei quotidiani di mezzo mondo. “Sinner sospeso tre mesi”, scrive L'Equipe che più di ogni altro media nel corso degli ultimi anni ha celebrato i successi del tennista altoatesino definendolo anche "Sinnerminator". “Il numero uno al mondo sospeso tre mesi”, titola la BBC senza citare Sinner, mentre il Daily Telegraph dopo aver dato notizia della squalifica rimarca che l’azzurro “potrà disputare i tornei dello Slam”. Più duri i siti di Germania e Spagna. “La star del tennis Sinner sospesa per doping!”, titola la Bild, che aveva attaccano l'italiano alla vigilia della finale degli Australian Open tra Sinner e il tedesco Alexander Zverev. Marca titola “Tre mesi di sospensione per doping a Sinner”.
Didascalico il New York Times: “Il primo tennista al mondo Jannik Sinner accetta una sospensione di tre mesi per non aver superato due test antidoping”. Negli Usa il tema dell’uso di sostanze proibite nello sport è particolarmente sentito dopo che l'agenzia nazionale antidoping ha sospeso il finanziamento alla Wada per £le mancate sanzioni nei confronti dei nuotatori cinesi graziati dopo una positività prima dei Giochi di Tokyo 2021”.
Donati: “Sinner ha fatto bene, Wada non più credibile”
Giudica positivamente la scelta del tennista azzurro di accettare l’accordo Sandro Donati, simbolo dell’antidoping ed ex allenatore di Alex Schwazer, che ingaggiò una durissima polemica con la Wada per le modalità con cui fu riscontrata la positività dell’ex marciatore: “Sinner – ha detto Donati – ha dimostrato grande equilibrio e tenuta nervosa, è chiaro che è una cosa alla lunga logorante. La Wada ha elevato la negligenza allo stesso livello di una positività, mentre la negligenza è tutta da dimostrare. Io conosco casi di positività di atleti che non avevano la minima idea di come erano stati contaminati, perché col Clostebol basta una stretta di mano”. Poi l’affondo contro l’agenzia mondiale antidoping: “Trovo assurdo che fino all'altro ieri funzionari importanti facevano dichiarazioni su richieste di uno o due anni di squalifica e ora offrono tre mesi. Credo che tutti abbiano capito che la Wada ha cercato di salvarsi ma questa vicenda dimostra ulteriormente l'inaccettabilità di questo organismo”.
Sandro Donati con Alex Schwarzer nel 2016
Panatta: “Scelta pratica, tre mesi non sono un dramma”
Adriano Panatta ha commentato l’accordo tra Sinner e la Wada a Rainews: “È' la scelta più pratica, evita a Sinner di saltare la stagione intera. Perderà qualche torneo, ma i più importanti, Roma, Roland Garros, Wimbledon e così via potrà giocarli. La trovo sempre un'ingiustizia, ma almeno si leva di mezzo questo pensiero che da troppo tempo aveva nella testa. Tre mesi non sono un dramma. La Wada ha voluto imporsi per dire ‘noi esistiamo’, per cui il principio della responsabilità oggettiva è stato ribadito, ma ho sempre detto che Sinner non c'entrava niente".
Adriano Panatta e Jannik Sinner
Diego Nargiso: “È la soluzione più giusta”
L’ex tennista, oggi commentatore, Diego Nargiso giudica l’accordo tra Wada e Sinner “la cosa più giusta da fare: un ottimo modo di essere equilibrati e di accettare un errore che è stato fatto dal team. La Wada è stata comprensiva nel transare questa situazione perché sarebbe stato assurdo fermarlo nei momenti in cui, da aprile-maggio, ci sarebbero stati sia il Roland Garros che Wimbledon. Visto che c'è una responsabilità, ma non diretta, sarebbe stato troppo severo perdere due grandi Slam per un giocatore che è il numero uno del mondo. Per me oltremodo penalizza il ragazzo però c'è stato un errore e purtroppo ci deve essere una assunzione di responsabilità. Per la tempistica penso che sia la soluzione più giusta”.