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Sonego: “Sto con Sinner, felice di allenarmi con lui appena finirà lo stop”

Jannik Sinner con Lorenzo Sonego

 (fotogramma)

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Il piemontese parla dell’amico numero 1 del mondo: “La maggioranza dei colleghi è dalla sua parte, tutti sanno che potrebbe capitare la stessa cosa a loro”
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È disposto ad allenarsi con lui anche subito, da metà aprile, appena scadrà lo stop concordato con la Wada: «Ovvio, Jannik può sempre contare su di me. E l’attesa non farà che aumentare la sua voglia». Loro due si assomigliano, dice: «Siamo semplici, umili. Divertenti». Le giornate trascorse insieme, le partite al videogioco Fifa. Lorenzo Sonego fra 3 mesi compirà 30 anni: potrebbe essere il fratello maggiore del campione altoatesino. «Ma mi sento anche io giovane, ambizioso». E sorride. «Come tennista, sono venuto fuori più tardi degli altri: ho meno esperienza, rispetto a quelli della mia età». Ma le lancette dell’orologio non lo spaventano. «Ognuno ha i suoi tempi, e la sua storia». Sonny, l’amico geniale.

Sonego, Sinner ha patteggiato con la Wada 3 mesi di sospensione.

«Secondo me, ha fatto bene ad accettare: purtroppo, la durata dei processi e l’attesa delle sentenze per questi casi sono cose troppo lunghe e non adatte a uno sport come il tennis».

Jannik ha detto: «Questo ca…

È disposto ad allenarsi con lui anche subito, da metà aprile, appena scadrà lo stop concordato con la Wada: «Ovvio, Jannik può sempre contare su di me. E l’attesa non farà che aumentare la sua voglia». Loro due si assomigliano, dice: «Siamo semplici, umili. Divertenti». Le giornate trascorse insieme, le partite al videogioco Fifa. Lorenzo Sonego fra 3 mesi compirà 30 anni: potrebbe essere il fratello maggiore del campione altoatesino. «Ma mi sento anche io giovane, ambizioso». E sorride. «Come tennista, sono venuto fuori più tardi degli altri: ho meno esperienza, rispetto a quelli della mia età». Ma le lancette dell’orologio non lo spaventano. «Ognuno ha i suoi tempi, e la sua storia». Sonny, l’amico geniale.

Sonego, Sinner ha patteggiato con la Wada 3 mesi di sospensione.

«Secondo me, ha fatto bene ad accettare: purtroppo, la durata dei processi e l’attesa delle sentenze per questi casi sono cose troppo lunghe e non adatte a uno sport come il tennis».

Jannik ha detto: «Questo caso pendeva su di me da un anno».

«Appunto. Mi chiedo come abbia fatto a giocare a questo livello con tutti questi pensieri. È stato veramente un fenomeno».

Sono piovute molte critiche, però: persino la Professional Tennis Players Association di Djokovic ha parlato di “favoritismi” e di “risultati influenzati dai top player e dai migliori avvocati”.

«Credo che in generale certi giudizi negativi facciano molta più eco degli elogi. Ma sono sicuro che la maggior parte dei tennisti sia con Jannik. Perché sanno benissimo che domani potrebbe succedere esattamente la stessa cosa a loro».

Sabato a Doha quasi tutti i tennisti hanno evitato le domande sulla vicenda. A parole sembrate tutti grandi amici, poi quando le cose si complicano mettono tutti la testa sotto la sabbia.

«No, fra noi tennisti ci sono anche amicizie vere. Io e Jannik abbiamo un bel rapporto. È molto simile a me: semplice, umile. Divertente. Quando riusciamo, giochiamo a Fifa e passiamo tempo insieme».

Certo che la vita di voi campioni è proprio complicata. Quante trappole. Sabalenka dice di essere spaventata dalle contaminazioni al punto da non lasciare mai incustodito il bicchiere.

«La nostra vita è molto bella, siamo dei privilegiati. Ma allo stesso tempo, siamo costantemente sotto i riflettori: viviamo una vita più regolata e adulta di tanti ragazzi della nostra età. Dobbiamo fare grande attenzione a tutto».

Anche ai giornalisti.

«I tifosi e i giornalisti sono quelli che alla fine mandano avanti il nostro sport. Fra di loro c’è gente che fa il proprio mestiere con passione, e altri invece che cercano sensazionalismi o scandali. Meglio evitarli».

Fra tre mesi Sinner scenderà in campo a Roma. E poi punta dritto sul Roland Garros. Come finirà?

«Secondo me Jannik rientrerà più forte di prima. Ama il tennis, essere costretto a stare lontano dalle competizioni non farà che aumentare la sua voglia di giocare: a mio avviso, lo ritroveremo ancora più solido e forte di prima».

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