MONTECARLO — L’ultima volta l’hanno visto in sella a una vecchia Vespa rossa. L’altra mattina invece girava con un monopattino elettrico. La gente a Montecarlo è più discreta che altrove, ma c’è sempre qualcuno che lo ferma per un selfie. Lui risponde gentile, disponibile. Sorride. Clic. Riparte in direzione di Cap d’Ail, la borsa d’allenamento sulla spalla. Sole, 20 gradi: il mistral fa il cielo ancora più azzurro. Jannik Sinner saluta con la mano, sembra felice. Niente California, Marbella o Andalusia: ha deciso di restare a casa, per preparare il ritorno al tennis giocato e attendere paziente il 4 maggio, quando scadrà lo stop concordato con la Wada. Mancano 40 giorni e lui è rimasto saldamente il numero 1 del mondo mentre i suoi arriversari sono in crisi.
La palestra di Sinner
Dal suo appartamento in boulevard Princesse Grace alla palestra sono tre chilometri appena. Trovare da queste parti un campo in terra rossa che non sia affiliato a qualche federazione è più complicato…
MONTECARLO — L’ultima volta l’hanno visto in sella a una vecchia Vespa rossa. L’altra mattina invece girava con un monopattino elettrico. La gente a Montecarlo è più discreta che altrove, ma c’è sempre qualcuno che lo ferma per un selfie. Lui risponde gentile, disponibile. Sorride. Clic. Riparte in direzione di Cap d’Ail, la borsa d’allenamento sulla spalla. Sole, 20 gradi: il mistral fa il cielo ancora più azzurro. Jannik Sinner saluta con la mano, sembra felice. Niente California, Marbella o Andalusia: ha deciso di restare a casa, per preparare il ritorno al tennis giocato e attendere paziente il 4 maggio, quando scadrà lo stop concordato con la Wada. Mancano 40 giorni e lui è rimasto saldamente il numero 1 del mondo mentre i suoi arriversari sono in crisi.
La palestra di Sinner
Dal suo appartamento in boulevard Princesse Grace alla palestra sono tre chilometri appena. Trovare da queste parti un campo in terra rossa che non sia affiliato a qualche federazione è più complicato, ma non impossibile. Dicono ce ne sia uno, privato, a Roquebrune: sotto al Country Club, dove tra poco comincia il Masters 1000 che avrebbe dovuto vederlo protagonista e infatti a novembre, dopo il successo in Davis, erano già stati venduti tutti i biglietti. La finale si disputerà il 13 aprile, proprio il giorno in cui Jannik potrà tornare ad allenarsi ufficialmente in qualsiasi struttura: Sinner potrebbe fare il suo rientro pubblico. In tribuna, da spettatore.
La Montecarlo di Sinner
«Centoventi metri quadri, 5 milioni e 400 mila euro»: un appartamento, molto simile a quello dove risiede, è in vendita nello stesso palazzo, che s’affaccia sulla spiaggia del Larvotto. Subito a sinistra ci sono l’hotel Le Meridien e Jimmy’z, da mezzo secolo tempio della vita notturna del Principato. Jannik non c’è mai stato. E poi, va a letto presto e dorme tanto: anche 12 ore al giorno, pisolini pomeridiani esclusi. La mattina fa colazione alla pasticceria Cova: a volte Cova Plage, proprio accanto a casa, più spesso il Cova di boulevard des Moulins. Brioche spettacolari. Abitudinario e modesto a tavola, a pranzo preferisce fare pochi metri e mangiare il sushi da Izakaya, attraversare la strada e scendere in spiaggia dall’italianissimo da Giacomo o all’Avenue 31. A volte va da Cipriani, però mai la sera: troppa confusione.
Il World Class Fitness Club di Cap d’Ail, la palestra dove Sinner si sta allenando
Dove si allena Sinner a Montecarlo
In passato si è sempre allenato al vicinissimo Country Club, che non ha solo 18 campi in terra più 2 in cemento, ma anche un’attrezzatissima palestra su 350 metri quadri: però il club, in territorio francese, è legato sia alla federazione transalpina che a quella monegasca. Per la preparazione fisica il posto più vicino era la Fit Factory, ma con quelle vetrate chi passa da fuori può vedere tutto. Ha scelto il World Class Fitness Club di Cap d’Ail, di fronte al Marriott: «Sì, viene da noi. No, oggi non c’è», spiega uno dei responsabili. Naturalmente. A Montecarlo la parola d’ordine è: riservatezza.
Sinner, obiettivo Roland Garros
«Devo già cominciare a pensare al prossimo Slam: Parigi». La mattina dopo la vittoria di Melbourne, a fine gennaio, Jannik si raccontava in maniera semplice, chiara. Il Roland Garros si gioca sulla terra, così come gli Internazionali a Roma dove dal 9 maggio farà il suo rientro con la racchetta dopo tre mesi di stop: dunque, dopo una breve vacanza in montagna, Sinner deve prendere confidenza con la superficie. La palestra che frequenta in questo periodo è stretta fra lo stadio da calcio Louis II, quartiere di Fontaineville, e il piccolo tennis club di Cap d’Ail, che sulla carta sarebbe stato perfetto: 5 campi in terra rossa lontano da sguardi indiscreti, a ridosso di una baia silenziosa e tranquilla. «Ma non è venuto da noi, in questi giorni: perché era già tutto prenotato da molto tempo, stiamo organizzando un importante torneo junior, e poi siamo affiliati alla federazione francese». Un altro impianto in terra rossa è quello di Beaulieu, proprio accanto al piccolo, elegante Casinò, sempre sulla costa, 25 minuti in auto: 8 campi, 6 con illuminazione. «Qui vengono tanti campioni che vivono a Montecarlo. Però Sinner non si è proprio visto: parola», spiegano al Tennis Club, affiliato anche questo.
La spiaggia del Larvotto su cui s’affaccia la casa di Sinner
I campi dove può allenarsi Sinner
Jannik si prepara con Marco Panichi e il fisioterapista Ulises Badio. Da alcuni giorni è stato raggiunto dal coach Simone Vagnozzi. «Resterà nella zona», confermano dallo staff. Tutti scommettono si stia allenando con Dominic Thiem, ritiratosi di recente. Ma dove? «Questa storia del divieto fino al 13 aprile è un assurdo. C’è la coda di professionisti pronti a scambiare colpi con lui, e non c’è bisogno di una struttura privata. Basta anche il campo di un albergo», spiega il manager di un altro campione. Montecarlo è troppo stretta perché un hotel abbia un campo da tennis. Scartata l’ipotesi Bordighera presso il centro di Riccardo Piatti, che era stato il suo mentore: anche loro sono affiliati alla federazione. Ma, attenzione: «Ci sarebbe una villa proprio a Roquebrune, dove lo vedono sempre gironzolare in Vespa», racconta un vecchio campione italiano che vive nel Principato.
Sinner, rientro vicino
Il Country Club ospiterà dal 5 al 13 aprile il Masters 1000 di Montecarlo. Sul curvone che precede l’ingresso è appeso uno striscione con i volti di tutti i recenti vincitori, Fognini compreso: sull’onda sinneriana (vittoria a New York e in Davis), i 150 mila biglietti erano andati esauriti già a novembre. Lo stop ha lasciato tutti con l’amaro in bocca. All’inizio pensavano che Jannik potesse comunque allenarsi qui già dal mese di marzo, invece. Si giocherà su cinque campi: per allestire le tribune, il Vip Village e le altre strutture, gli altri quindici terreni sono stati temporaneamente sacrificati. Sul centrale una bambina è a lezione da Virginie Razzano, già numero 16 Wta, tra gli insegnanti del club (c’è anche Pino Fazio, savonese e parente di Fabio). Non molto lontano, in Vespa o in monopattino, Jannik sta andando ad allenarsi: ha l’aria felice.