Mensik, il giovane che ha battuto Djokovic a Miami. “Ho vinto grazie a un arbitro in pausa pranzo”
di Massimo Calandri«Ho cominciato a giocare a tennis grazie a te, che sei stato il mio idolo. Non posso immaginare un’emozione più grande di questa vittoria». Jakub ha lo sguardo basso, intimidito. Il ceco sembra quasi scusarsi davanti a Djokovic, che ha il doppio dei suoi anni, prima di sollevare il trofeo del Miami Open, il Masters 1000 giocato sul cemento della Florida, che ha conquistato battendo in finale il serbo 7-6, 7-6. Il ragazzo, il maestro. Avrebbe quasi il sapore di un passaggio di consegne, ma Novak («Ha un futuro luminoso davanti a sé», dice dell’altro) non ha nessuna intenzione di arrendersi, anzi: la caccia del trentottenne campione al titolo numero 100 riparte da Montecarlo, la prossima settimana.
Chi è Jakub Mensik
Oggi però è il grande giorno di Mensik, 19 anni e 6 mesi, al primo successo in un grande torneo: quando è nato (a Prostejov, cittadi…
«Ho cominciato a giocare a tennis grazie a te, che sei stato il mio idolo. Non posso immaginare un’emozione più grande di questa vittoria». Jakub ha lo sguardo basso, intimidito. Il ceco sembra quasi scusarsi davanti a Djokovic, che ha il doppio dei suoi anni, prima di sollevare il trofeo del Miami Open, il Masters 1000 giocato sul cemento della Florida, che ha conquistato battendo in finale il serbo 7-6, 7-6. Il ragazzo, il maestro. Avrebbe quasi il sapore di un passaggio di consegne, ma Novak («Ha un futuro luminoso davanti a sé», dice dell’altro) non ha nessuna intenzione di arrendersi, anzi: la caccia del trentottenne campione al titolo numero 100 riparte da Montecarlo, la prossima settimana.
Chi è Jakub Mensik
Oggi però è il grande giorno di Mensik, 19 anni e 6 mesi, al primo successo in un grande torneo: quando è nato (a Prostejov, cittadina della Moravia), il Djoker era già nei primi cento della classifica Atp. Lui ci è appena arrivato, e continua a scalarla con una velocità prodigiosa: grazie al trionfo in Florida fa un salto di 50 posizioni e diventa il tennista numero 24 del mondo. Aveva esordito tre anni fa con una wild card proprio a casa di Novak, nei Serbia Open di Belgrado. E con la Serbia – deve essere un segno del destino – aveva giocato il suo primo match di Davis.
Le caratteristiche di Mensik
Alto come sono oggi tutti i tennisti top (1.93) e dotato di un servizio fenomenale che gli ha consentito di superare Djokovic in due tie break dominati, in una partita cominciata con 6 ore di ritardo per via della pioggia, fa parte di quella nuova generazione che con il diciottenne Joao Fonseca (fermo al 59° posto del ranking live), Ben Shelton (14), Arthur Fils (15), Learner Tien (69), sta ulteriormente abbassando l’età dei campioni: il ventitreenne Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, che tra un mese ne compirà 22, sembrano dei veterani.
Djokovic: “Mensik ha un servizio incredibile”
Al termine del match di Miami, Djokovic ha avuto belle parole per il suo avversario: «Non sono mai contento di perdere, ma è uno dei giocatori contro cui mi dispiace meno. L’ho visto giocare quando aveva 15 o 16 anni, poi ci siamo allenati insieme, l’ho invitato nel mio club a Belgrado. Il suo attuale fisioterapista è il mio ex fisioterapista, un serbo. Già vedevo che sarebbe diventato uno dei migliori al mondo. Sono contento che riesca a sfruttare il suo potenziale. Ovviamente il suo servizio è incredibile, potente, preciso e gli offre molti punti gratuiti. La scuola di gioco ceca è garanzia di un buon rovescio. E ha migliorato molto il dritto. Per un giocatore così alto, si muove molto bene anche. Ha un futuro luminoso». Mensik lo ha ascoltato. È arrossito. «Non era la prima volta che incontravo Novak, ma farlo in una finale è ancora più emozionante e complicato».
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Mensik erede di Berdych
L’ultima volta si erano sfidati a Shanghai, qualche mese fa, e Jakub aveva raggiunto i quarti dopo aver superato due Top10 come Rublev e Dimitrov. Erede della grande tradizione ceca del tennis, succede al Tomas Berdych che nel 2005 – proprio quando lui nasceva – aveva vinto al Roland Garros. «Oggi mi sentivo bene, sapevo che era arrivato il mio momento: sono rimasto concentrato sul tennis giocato nelle precedenti partite». Tutto suggerisce che ci saranno altri momenti così, per Jakub.
Mensik: “Ho vinto il torneo grazie a un arbitro in pausa pranzo”
Mensik ha poi rivelato che se non fosse stato per un arbitro assente per la pausa pranzo, si sarebbe ritirato dal torneo ancor prima di giocare il primo turno. Il giovane ceco, infatti, soffriva di un forte dolore al ginocchio destro e riusciva a malapena a camminare. Ha quindi compilato il modulo di ritiro prima della sua partita con lo spagnolo Roberto Bautista Agut ed é andato nella stanza dell'arbitro. Ma quest'ultimo era fuori per pranzo. "Ho pensato ok, andiamo dal fisioterapista – ha raccontato in conferenza stampa –, lui ha iniziato a fare un paio di trattamenti, se ne è occupato per circa 30 minuti. Ha detto che non era niente di grave. Poi ho preso un antidolorifico e ho iniziato a sentire un pò di sollievo. Mancava mezz’ora alla partita, ho pensato 'posso camminare, posso correre, vediamo'". Ha battuto Agut in tre set e così é iniziata la serie vincente che l’ha portato fino al trionfo.