Sinner, ipotesi Furlan per il dopo Cahill. Gli indizi che portano all’ex coach di Jasmine Paolini
di Massimo CalandriDopo un “viaggio straordinario” durato 9 anni con Jasmine Paolini, presto Renzo Furlan potrebbe intraprenderne un altro. Ancora più eccezionale. Con Jannik Sinner, perché no? Il nome dell’allenatore veneto è in cima alla lista stilata dal numero uno al mondo, che spera ancora di convincere Darren Cahill a restare con lui – a proposito: il supercoach australiano lo ha raggiunto da poco a Montecarlo – ma nel frattempo ha un piano B. Che comincia appunto con Renzo, 55 anni tra un mese, il profilo perfetto per affiancare un tecnico (e amico) come Simone Vagnozzi. “Nel tennis non arrivi mai da solo, è sempre il frutto di un lavoro di squadra”, una delle battute preferite di Furlan.
Chi c'è nel team di Sinner
Frase che piace molto anche alla V…
Dopo un “viaggio straordinario” durato 9 anni con Jasmine Paolini, presto Renzo Furlan potrebbe intraprenderne un altro. Ancora più eccezionale. Con Jannik Sinner, perché no? Il nome dell’allenatore veneto è in cima alla lista stilata dal numero uno al mondo, che spera ancora di convincere Darren Cahill a restare con lui – a proposito: il supercoach australiano lo ha raggiunto da poco a Montecarlo – ma nel frattempo ha un piano B. Che comincia appunto con Renzo, 55 anni tra un mese, il profilo perfetto per affiancare un tecnico (e amico) come Simone Vagnozzi. “Nel tennis non arrivi mai da solo, è sempre il frutto di un lavoro di squadra”, una delle battute preferite di Furlan.
Chi c'è nel team di Sinner
Frase che piace molto anche alla Volpe Rossa. Preparato, discreto, semplice, empatico: in perfetto Jannik-style. L’altoatesino oggi può contare su un team solidissimo e affiatato: il preparatore atletico Marco Panichi, il fisioterapista Ulises Badio, e soprattutto la coppia Cahill-Vagnozzi. Ma Darren durante lo Slam di Melbourne ha confessato che alla fine dell’anno sceglierà la famiglia, facendosi da parte. Era gennaio e il supercoach si trovava a casa sua, circondato dagli affetti: “Lo ringrazio per tutto quello che mi ha dato, è stato molto più di un allenatore. Ma un anno è un lungo a passare”: Sinner aveva preso la decisione dell’altro con un sorriso e insieme l’augurio di riuscire a fargli cambiare idea.
I nomi fatti per il dopo Cahill
Altrimenti? All’inizio gli appassionati si erano scatenati in un carnevale di scommesse che andavano da John McEnroe a Ivan Ljubicic, Corrado Barazzutti e Goran Ivanisevic, Stefen Edberg e André Agassi. Per dirla tutta, Vagnozzi avrebbe potuto benissimo restare da solo: Jannik ripone totale fiducia in lui. “Ho bisogno di qualcuno accanto, non riuscirei a resistere a un impegno del genere 52 settimane l’anno”, aveva però precisato Simone. Che sarebbe felicissimo di ritrovare accanto un vecchio amico come Renzo, passato anche lui dalla scuola di Riccardo Piatti.
La carriera in campo di Furlan
Furlan è stato per 3 anni – dal 1996 al 1999 – il miglior tennista italiano, ha raggiunto i quarti di finale al Roland Garros e alle Olimpiadi di Atlanta, il 19° posto nel ranking, ha battuto sette Top10 tra cui Lendl, Becker e Chang, quest’ultimo in finale a San José (uno dei 2 tornei Atp vinti, l’altro è Casablanca). “Non ho rimpianti per la carriera con la racchetta in pugno, ma quella di allenatore mi entusiasma ancora di più”, aveva confessato. E in effetti, è sempre stato il classico atleta che per intelligenza e serietà vedevi già proiettato in un futuro da tecnico.
Furlan e la fine del rapporto con Paolini
Dal 2004 al 2010 responsabile del centro federale a Tirrenia, è stato anche accanto a Francesca Schiavone alla vigilia dello storico Roland Garros del 2010, e poi ha fatto da chioccia agli U20 della Serbia. Con la Paolini aveva cominciato a lavorare nel 2015 part-time, a tempo pieno dopo il Covid. Sposato da quasi 30 anni con l’ex tennista Nathalie Baudone, Furlan è un veneto di quelli che lavorano duro e parlano poco: sì, ci sono parecchie sintonie con Sinner. La fine a sorpresa del suo rapporto con Jasmine (intendiamoci, non c’è stata nessuna rottura tra i due: continuano a volersi bene e a stimarsi), a poche settimane dal rientro agonistico di Jannik, le sue caratteristiche umane e tecniche, l’abitudine di stare a Montecarlo (ha preso la residenza negli anni Novanta): dicono che 3 indizi facciano una prova, qui ce ne sono molti di più.