Berrettini vede i fantasmi: il derby lancia Musetti
di Massimo CalandriHa abbracciato la sua Veronica e insieme sono corsi a casa, a festeggiare col piccolo Ludovico che ha da poco compiuto un anno. "Muso", tennis e famiglia. Anzi, no: la famiglia viene ancora prima del tennis, per Lorenzo Musetti. "Nelle scorse settimane dovevo andare a giocare a Marrakech: ma ho preferito restare qui con loro, a Montecarlo. Avevo bisogno di ritrovare le forze, la serenità, l’equilibrio. Dovevo ringiovanirmi l’anima". Elegante, talentuoso, un rovescio da manuale: potenzialmente, il carrarino è un crack. "Però, sempre troppi alti e bassi", ammette per primo. "Qualcuno dice che in questi casi la soluzione sia cambiare tutto, io no: resto fedele alla mia squadra. La fiducia è tutto". Venerdì pomeriggio sul centrale del Country Club se la vedrà nei quarti col greco Tsitsipas, testa di serie numero 6 e tifoso genoano ("Mi sono innamorato di quei colori") che parte favorito, ma con questo “Muso” niente è impossibile.
Musetti: “Il miglior match della stagione”
Giovedì ha…
Ha abbracciato la sua Veronica e insieme sono corsi a casa, a festeggiare col piccolo Ludovico che ha da poco compiuto un anno. "Muso", tennis e famiglia. Anzi, no: la famiglia viene ancora prima del tennis, per Lorenzo Musetti. "Nelle scorse settimane dovevo andare a giocare a Marrakech: ma ho preferito restare qui con loro, a Montecarlo. Avevo bisogno di ritrovare le forze, la serenità, l’equilibrio. Dovevo ringiovanirmi l’anima". Elegante, talentuoso, un rovescio da manuale: potenzialmente, il carrarino è un crack. "Però, sempre troppi alti e bassi", ammette per primo. "Qualcuno dice che in questi casi la soluzione sia cambiare tutto, io no: resto fedele alla mia squadra. La fiducia è tutto". Venerdì pomeriggio sul centrale del Country Club se la vedrà nei quarti col greco Tsitsipas, testa di serie numero 6 e tifoso genoano ("Mi sono innamorato di quei colori") che parte favorito, ma con questo “Muso” niente è impossibile.
Musetti: “Il miglior match della stagione”
Giovedì ha vinto un derby azzurro che in 2 set e un’ora e mezza (6-3, 6-3) ha messo in scena a sorpresa un ribaltamento dei ruoli tra gli scudieri di Sinner: il carrarino glaciale nel gestire il match, e Berrettini improvvisamente preda dei fantasmi ("Lento di testa e poco acceso", ha ammesso Matteo), lui che si esalta sempre nella lotta. Forse il romano ha pagato la fatica fisica ed emotiva di martedì, quando ha piegato Zverev al termine di un incontro che ha confermato tutta la sua qualità: "Una cosa che non mi era mai accaduta: mi sentivo bloccato dentro, non mi usciva l’adrenalina. E poi, Lorenzo è stato molto bravo, e solido". Troppi errori (45), soprattutto col dritto (27) che doveva essere la sua arma letale: ora giocherà a Monaco di Baviera, intanto conta i giorni che mancano agli Internazionali d’Italia. "Il primo obiettivo della stagione: voglio giocarmela, divertirmi" . Musetti era quasi dispiaciuto, al termine della partita: "È stata una delle sfide più difficili, molto stressante dal punto di vista emotivo: perché siamo amici, compagni di squadra in Davis, abitiamo nello stesso posto. Oggi non serviva la bellezza, dovevo restare concreto e semplice: ho giocato il miglior match della stagione". Virtualmente è al 14° posto del ranking, obiettivo la Top 10. "Ma non parliamone. Concentriamoci sulla prossima partita".
La scritta “Grazie!” sulla telecamera
Se vince, in semifinale trova uno tra de Minaur e Dimitrov. "Ora però lasciatemi godere questo momento insieme a chi mi vuole bene". Sulla telecamera che lo inquadrava, col pennarello ha scritto "Grazie!". Noi sappiamo a chi era rivolto.