Il successo in rimonta nei quarti di Montecarlo sul campione uscente Tsitsipas ha un segreto: l’amore della compagna Veronica e del figlio Ludovico
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Quel bacio. Lorenzo che fa cadere la racchetta e stringe a sé Veronica, la compagna. E scrive sulla telecamera un “Crediamoci!” che vale molto più di uno smash. Poi, una partita a burraco. Gioco, set, incontro: “Muso” ha vinto, e lo ha fatto a modo suo. “Ringiovanendomi l’anima”, dice. Come? “Con la mia famiglia: Veronica, nostro figlio Ludovico. E la mia squadra. Mi sono affidato a loro, ho fatto la cosa giusta”. Basta con le montagne russe, gli alti e bassi. Musetti, 23 anni, talento purissimo: un braccio d’oro. Però troppo incostante, dicevano. Invece. “Ho riscoperto una parte di me: il guerriero, il lottatore. Sono sceso in campo con la voglia — quella vera — di andare a prendermi la partita. Questa settimana ha avuto qualcosa di particolare: anche rispetto alla semifinale delle Olimpiadi, e a quella di Wimbledon. Ed è una storia cui posso ancora aggiungere dei capitoli”. Bene, cosa aspettiamo? Sabato pomeriggio, non prima delle due e mezza, sul campo centrale del Principato di Mo…
Quel bacio. Lorenzo che fa cadere la racchetta e stringe a sé Veronica, la compagna. E scrive sulla telecamera un “Crediamoci!” che vale molto più di uno smash. Poi, una partita a burraco. Gioco, set, incontro: “Muso” ha vinto, e lo ha fatto a modo suo. “Ringiovanendomi l’anima”, dice. Come? “Con la mia famiglia: Veronica, nostro figlio Ludovico. E la mia squadra. Mi sono affidato a loro, ho fatto la cosa giusta”. Basta con le montagne russe, gli alti e bassi. Musetti, 23 anni, talento purissimo: un braccio d’oro. Però troppo incostante, dicevano. Invece. “Ho riscoperto una parte di me: il guerriero, il lottatore. Sono sceso in campo con la voglia — quella vera — di andare a prendermi la partita. Questa settimana ha avuto qualcosa di particolare: anche rispetto alla semifinale delle Olimpiadi, e a quella di Wimbledon. Ed è una storia cui posso ancora aggiungere dei capitoli”. Bene, cosa aspettiamo? Sabato pomeriggio, non prima delle due e mezza, sul campo centrale del Principato di Monaco lo aspetta un’altra semifinale. Con Alex de Minaur, l’australiano che tre mesi fa a Melbourne era stato polverizzato da Sinner, ma che se non c’è Jannik diventa un demonio. “La terra è il mio, non il suo habitat naturale. Se avessi potuto scegliere dove affrontarlo, sarebbe stato qui. Possiamo darci fastidio a vicenda, dipenderà da chi oserà di più”.
Il bacio a fine match tra Musetti e la compagna Veronica Confalonieri (afp)
Battuto il campione uscente Tsitsipas
Ha demolito il greco Stefanos Tsitsipas, che aveva vinto l’edizione precedente di Montecarlo grazie anche al beau geste del campione azzurro (ricordate? Una seconda di servizio fuori — decisiva — non chiamata dal giudice di linea, Sinner cavallerescamente non fa una piega e l’altro ne approfitta): lo ha battuto 1-6, 6-3, 6-4 ribaltando ancora una volta una partita che si era messa malissimo, un set sotto e il secondo quasi dritto all’inferno. Proprio come col cecoJiri Lehecka due giorni prima, e in mezzo il successo solare con l’amico Matteo Berrettini.
Veronica Confalonieri commossa fino alle lacrime per il successo di Musetti
La presunzione colpevole di Tsitsipas
Racconta il capolavoro cesellato col greco: “L’inizio è stato difficile, tatticamente sono andato in confusione: col mio allenatore, Simone Tartarini, avevamo un piano di gioco preciso. Invece gli ho permesso di fare quello che voleva”. Sei a uno, che botta. Poi 0-40 sul servizio: è finita? Macché. “Ho dato una scossa alla partita, ho acquistato fiducia e ho iniziato a crederci: è stata la chiave dell’incontro”. Tsitsipas è stato presuntuoso e sportivamente sciocco. “Gli ho annullato quattro palle break: ci sono riuscito senza fare follie. La svolta mi ha dato energia, consapevolezza: avevo ben chiaro cosa fare”. La sicurezza del guerriero, appunto. “Persino se avessi perso quel gioco, sapevo che avrei avuto le armi per riprendermi l’incontro”. A “Muso” duro, appunto. Il greco si è incartato sul suo servizio, mentre il pubblico era naturalmente tutto per Lorenzo: “In tribuna praticamente c’erano solo italiani, che potevo fare?”, si è quasi giustificato. Musetti ha vinto meritatamente. Ha scritto “Crediamoci!” sulla telecamera che lo inquadrava.
"Crediamoci" ha scritto Musetti sulla telecamera a fine partita
Musetti, obiettivo Top10
Il ragazzo di Carrara, figlio di un operaio marmista, quest’anno ha un obiettivo: entrare nella Top10. Col successo di ieri è già virtualmente 13°. “Ora voglio solo concentrarmi sul prossimo appuntamento. Un match per volta. Anzi, no”, dice, lasciando il Country Club. Come sarebbe: anzi, no? “Stasera voglio stare con Veronica e Ludovico, che ha appena un anno. Una bella cena, una partita a burraco. Sereni, insieme. La felicità. Il tennis è una conseguenza”.