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Per Sinner è tempo di ricominciare

Jannik Sinner (afp)

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La rubrica “È sempre domenica”
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Intendiamoci: non è il conte di Montecristo che torna dall’ingiusta prigionia e non è il principe di Montecarlo che ha finito un’allegra vacanza. È soltanto un tennista che sconta una squalifica, ma da domani potrà ricominciare ad allenarsi, e non con l’abate Faria, in attesa di ritrovare, tornando in patria, un avversario vero. E non sarà una vendetta, ma soltanto una partita. L’inedita statura sportiva di Jannik Sinner ha reso sproporzionate le considerazioni che lo riguardano. Da un lato c’è la percezione che abbia subito un torto, che una congiura internazionale l’abbia mandato in esilio, ma ora si stia preparando per regolare i conti e dimostrare quella supremazia per la quale tanti provano insofferenza e che sarebbe la vera ragione della sanzione subita. Un perseguitato. Dall’altro c’è la convinzione che proprio il suo rango di campione gli procuri favori fiscali e giuridici ad altri negati e gli abbia consentito niente più che un periodo di relax, con amici, parenti e giochi se…

Intendiamoci: non è il conte di Montecristo che torna dall’ingiusta prigionia e non è il principe di Montecarlo che ha finito un’allegra vacanza. È soltanto un tennista che sconta una squalifica, ma da domani potrà ricominciare ad allenarsi, e non con l’abate Faria, in attesa di ritrovare, tornando in patria, un avversario vero. E non sarà una vendetta, ma soltanto una partita. L’inedita statura sportiva di Jannik Sinner ha reso sproporzionate le considerazioni che lo riguardano. Da un lato c’è la percezione che abbia subito un torto, che una congiura internazionale l’abbia mandato in esilio, ma ora si stia preparando per regolare i conti e dimostrare quella supremazia per la quale tanti provano insofferenza e che sarebbe la vera ragione della sanzione subita. Un perseguitato. Dall’altro c’è la convinzione che proprio il suo rango di campione gli procuri favori fiscali e giuridici ad altri negati e gli abbia consentito niente più che un periodo di relax, con amici, parenti e giochi senza racchetta, prima di riammetterlo frettolosamente al circolo più esclusivo. Un privilegiato.

Il fuoco amico

Durante questi due mesi in cui è andato a letto presto Sinner può aver capito molte cose della vita, valutato il peso dell’invidia, preso nota del rancore che accompagna la senescenza e scoperto il fuoco d’artificio amico (l’ultimo petardo gliel’ha acceso su queste pagine Federica Pellegrini). È vano parlare del passato: le sliding doors sono le uniche porte a non riaprirsi mai. Non è stata sua la scelta di non essere sospeso al primo controllo positivo, c’è stato un patteggiamento, una sanzione concordata senza pistole alle tempie, scontata e amen. Si riprende da lì. È altrettanto vano parlare del futuro: la norma cambierà e la sua condotta diverrà non punibile, ma come non è retroattiva, la legge non è neppure pre-abrogabile. Ha accettato le conseguenze della responsabilità oggettiva e, di nuovo, amen. Non c’è da osannare né da fischiare, soltanto da ricominciare. Il destino ha più saggezza degli uomini e già prepara avvenimenti da attendere con entusiasmo. Proprio nel giardino di casa di Sinner, a Montecarlo, è rifiorito Alcaraz, il suo autentico rivale per i tornei a venire (soprattutto quelli più vicini) ed è sbocciato Musetti, la concorrenza interna, il possibile (ma non probabile) Bartali per quelli che non amassero Coppi. Lo deve mettere in conto Sinner come tutti: per andare avanti bisogna far pace con la Storia, con la giustizia umana, con l’imperfezione e l’errore perché ci feriscono, ma ne siamo parte attiva.

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