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Simone Vagnozzi, coach di Sinner: “Roberto Baggio mi ha detto: fai star bene Jannik”

Simone Vagnozzi con Roberto Baggio 

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In un’intervista al Venerdì di Repubblica l’allenatore del tennista n. 1 al mondo ha raccontato l’incontro con il grande campione e il consiglio che gli ha dato
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In un’intervista al Venerdì di Repubblica, Simone Vagnozzi, 41 anni, coach di Jannik Sinner, ha raccontato l’incontro di qualche settimana fa con Roberto Baggio, con tanto di foto postata sul profilo Instagram di uno dei grandi fuoriclasse del nostro calcio: «Mi piace incontrare i fuoriclasse, è utile per il mio lavoro capire come ragionano». E Baggio gliene ha dato una dimostrazione con poche parole: «A proposito di Jannik mi ha detto una cosa soltanto: “Fallo stare bene”».

Vagnozzi: “Fondamentale non essere troppo amici”

La gestione dei campioni non è facile e richiede grande equilibrio. Il coach marchigiano, che nel 2011 fu n. 161 del ranking mondiale (suo miglior piazzamento), spiega: «Viviamo insieme 24 ore al giorno in certi periodi dell’anno, è normale instaurare un …

In un’intervista al Venerdì di Repubblica, Simone Vagnozzi, 41 anni, coach di Jannik Sinner, ha raccontato l’incontro di qualche settimana fa con Roberto Baggio, con tanto di foto postata sul profilo Instagram di uno dei grandi fuoriclasse del nostro calcio: «Mi piace incontrare i fuoriclasse, è utile per il mio lavoro capire come ragionano». E Baggio gliene ha dato una dimostrazione con poche parole: «A proposito di Jannik mi ha detto una cosa soltanto: “Fallo stare bene”».

Vagnozzi: “Fondamentale non essere troppo amici”

La gestione dei campioni non è facile e richiede grande equilibrio. Il coach marchigiano, che nel 2011 fu n. 161 del ranking mondiale (suo miglior piazzamento), spiega: «Viviamo insieme 24 ore al giorno in certi periodi dell’anno, è normale instaurare un rapporto che va oltre la professione. Ma è fondamentale non diventare troppo amici, perché l’amicizia impedisce di prendere decisioni importanti ma necessarie».

Vagnozzi: “La positività al Clostebol uno shock”

Sinner e Vagnozzi hanno vissuto a stretto contatto il periodo fin qui più difficile del tennista azzurro: la positività al Clostebol, a cui è seguita la sospensione di tre mesi dopo l’accordo con la Wada: «È stato uno shock. Dopo aver ricostruito ciò che è accaduto ho detto a Jannik che dovevamo andare in giro a testa alta. Non aveva fatto nulla di sbagliato, chi ha letto i documenti lo sa. Non auguro a nessuno di vivere una situazione del genere». Ma anche in questo periodo di stop forzato (Sinner è potuto tornare ad allenarsi dal 14 aprile), Vagnozzi ha visto qualcosa di positivo: «Staccarci dal tennis per un po’ di settimane non ci ha fatto male. Il circuito è una giostra che continua ad andare, ci sono poche pause. Quando sei in cima ti viene richiesto il 100 per cento ogni settimana».

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