ROMA – L’altra domenica era nel box Ducati, sul circuito di Jerez de la Frontera, insieme ai fratelli Marquez. «C’è molto da imparare, da Marc: il modo in cui affronta le cose, prima della gara. La voglia di vincere. Grande mentalità: mi ha impressionato. C’è da apprendere qualcosa in tutti i grandi campioni. Anche se alla fine ognuno di noi è differente». Carlos Alcaraz esordisce oggi negli Internazionali Bnl d’Italia contro il serbo Lajovic: «È una fortuna, essere nella parte bassa del tabellone. Spero di incontrare Sinner anche perché — se succederà — sarà in finale».
Come sta Alcaraz
Dopo Bagnaia-Marquez e Inter-Barcellona è la bella, nella sfida sportiva tra Italia e Spagna: «Sono felice di ritrovare Jannik, dopo tanto tempo. Il suo ritorno è una …
ROMA – L’altra domenica era nel box Ducati, sul circuito di Jerez de la Frontera, insieme ai fratelli Marquez. «C’è molto da imparare, da Marc: il modo in cui affronta le cose, prima della gara. La voglia di vincere. Grande mentalità: mi ha impressionato. C’è da apprendere qualcosa in tutti i grandi campioni. Anche se alla fine ognuno di noi è differente». Carlos Alcaraz esordisce oggi negli Internazionali Bnl d’Italia contro il serbo Lajovic: «È una fortuna, essere nella parte bassa del tabellone. Spero di incontrare Sinner anche perché — se succederà — sarà in finale».
Come sta Alcaraz
Dopo Bagnaia-Marquez e Inter-Barcellona è la bella, nella sfida sportiva tra Italia e Spagna: «Sono felice di ritrovare Jannik, dopo tanto tempo. Il suo ritorno è una cosa importante per noi atleti e per tutto il tennis, per i tifosi. Ed è importante che questo succeda proprio a Roma, a casa sua». Carlitos ha dovuto rinunciare al torneo di Madrid per una lesione all’adduttore: ieri si è allenato con una vistosa fasciatura alla gamba destra. «È solo una precauzione, su consiglio del fisioterapista. Fisicamente sono al 100 per cento e non vedo l’ora di cominciare a giocare: questo è un posto speciale. A Montecarlo e Barcellona ero andato bene, voglio continuare a progredire in vista del Roland Garros».
Il documentario su Netflix
Si è da poco raccontato in un documentario su Netflix, intitolato A modo mio: mettendosi a nudo, confessando pure di aver qualche volta trasgredito le indicazioni del suo staff. Compresa una vacanza a Ibiza alla vigilia di Wimbledon. «Non sapevo come il pubblico avrebbe reagito: all’inizio ero un po’ nervoso, ma poi mi sono arrivati tanti commenti positivi, compresi quelli di alcuni tennisti». C’è stata anche qualche critica. «Il rapporto con la squadra è buono, per me conta soprattutto quello che pensano loro e le altre persone che mi sono vicino: non sempre abbiamo la stessa opinione, ma tutti i pareri alle fine vanno in un’unica direzione. Per crescere insieme».
La scalata al ranking
Un percorso che non passa dalla vittoria a tutti i costi: «I miei colleghi più giovani pensano solo al risultato e alla scalata del ranking Atp. Io ancora (ha 22 anni, ndr) preferisco concentrarmi sul divertirmi, sul divertire il pubblico e sul gioco. Eseguire bene un gesto tecnico, in allenamento, mi dà tanta soddisfazione». Sorride, Carlos. «Lo scorso anno ero arrivato a Roma in condizioni peggiori». E, nel giro di due mesi, vinse Parigi e Wimbledon.