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Sinner ricevuto da Papa Leone XIV, in regalo la sua racchetta. Jannik: “Giochiamo un po’?”

Il numero 1 del mondo in visita al Vaticano, con lui la famiglia e il presidente della federtennis Binaghi. Il Pontefice gli chiede degli Internazionali: “Ora siamo in gioco”
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ROMA – “Ho visto che ieri ha vinto”, gli dice il Santo Padre, ricordando il fresco successo con l’argentino Cerundolo al Foro Italico. «Sì, ci siamo riusciti», risponde Sinner. E gli porge una delle sue racchette, con una pallina: “Se vuole giocare un po’..”, sorride. Ma l’udienza privata si tiene in una delle sale alle spalle dell’Aula Paolo VI: ci sono lampadari e altri oggetti delicati dappertutto. “Qui è meglio di no, lasciamo stare”, dice Papa Leone XIV, dopo averci pensato per un istante. Risate. Frammenti di un incontro molto speciale, stamani, in Vaticano.

Sinner dona al Papa la sua racchetta (afp)

Il Papa che ama il tennis

Sinner è stato ricevuto dal Pontefice, che è un appassionato di tennis e dicono non se la cavi per niente male, con la racchetta in mano. Nei giorni scorsi gli avevano parlato di un torneo di beneficenza che si sta organizzando con la leggenda André Agassi, per finanziare l’attività missionaria, e il Papa aveva rilanciato con una battuta dal doppio significato: “Basta che non portiate Sinner…”. Come dire: se scende in campo Jannik, non ce n’è più per nessuno, ma aveva anche giocato sulla parola sinner, che in inglese vuol dire ‘peccatore’.

Sinner: “Bello avere un Papa a cui piace il tennis”

L’episodio era stato poi riferito al numero1 del tennis mondiale durante la conferenza stampa seguita al suo successo sull’olandese De Jong. Il campione era visibilmente arrossito (“Perché mi volete mettere in difficoltà?”) e aveva poi commentato: “Ho saputo che ha giocato da piccolo, per noi tennisti è una bella cosa sapere che al Papa piace il nostro sport. Per il futuro, si vedrà”.

La racchetta regalata al Pontefice

Il futuro è arrivato tre giorni dopo, con l’incontro odierno: Sinner ha stretto la mano di Leone XIV (“Piacere, molto onorato”), che si è mostrato informatissimo sull’andamento degli Internazionali d’Italia. Jannik gli ha portato in dono una delle sue racchette. “E’ quella con cui gioca?”, la domanda del Santo Padre. “E’ molto simile. Solo il colore è un po’ diverso. Ma il resto è tutto uguale”. Il Pontefice l’ha impugnata, per un istante ha pensato al torneo più importante del mondo: “A Wimbledon mi lascerebbero…”.

Sinner e Binaghi mostrano la Papa la Davis e la Billie JK Cup vinte dall'Italia (ansa)

Con Sinner anche i genitori e Binaghi

Sinner era insieme ai genitori, Hanspeter e Siglinde, ad Alex Vittur, il suo amico, mentore, manager, e ad Angelo Binaghi, presidente delle Fitp. Si sono messi tutti a ridere per il commento di Leone XIV e ancora di più quando il tennista lo ha invitato a giocare (“ma qui è meglio di no, lasciamo stare”). “Voi parlate tedesco?”, ha domandato ancora incuriosito il Papa. “Noi parliamo tedesco in casa”.

Sinner e Binaghi posano con il Papa (ansa)

Il cammino di Sinner a Roma

L’incontro si è concluso con alcune fotografie scattate tutti insieme accanto alla Coppa Davis, vinta dall’Italia lo scorso anno per la seconda volta consecutiva, e alla Billie Jean King Cup, trofeo conquistato dalle azzurre. “Grazie mille davvero, è stato un grande piacere”, si è congedato il tennista. Ma prima ha risposto ha un’altra domanda da “appassionato” rivoltagli dal Santo Padre: “A Roma come si vede, adesso che è tornato?”. E Jannik: “Ora siamo in gioco, sì: a inizio torneo è stato un po’ difficile, perché non sapevamo. Adesso, con 3 partite, abbiamo preso un po’ di ritmo”. Oggi pomeriggio Sinner si allenerà per un’ora (dalle 17) sul campo numero 5 del Foto Italico insieme a Jacopo Berrettini, fratello minor di Matteo. Tifoso del Milan, in serata si trasferirà al vicinissimo stadio Olimpico per assistere alla finale di Coppa Italia tra i rossoneri e il Bologna.

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