Roma – Smorzata, pallonetto, “veronica” vincente: c’è stato un momento, nel secondo set, in cui è sembrato che Musetti potesse finalmente imporre l’eleganza antica del suo gioco, il talento purissimo e imprevedibile. Ma è durato un momento, appunto. «Ero entrato in campo con la mentalità giusta, poi qualcosa si è rotto dentro. Sono andato subito in confusione. Ho finito per concentrarmi solo sull…