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Bentornato sulla terra, Jannik poteva arrendersi solo al suo miglior nemico

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Nessun sogno svanito: è una sconfitta, non un’offesa. E fornisce a Sinner il fuoco per incendiare la rivincita in Francia
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Jan rientra a terra, Carlitos vola. Olé, Roma è sua. Ma è un Alcaraz in versione Sinner. Attento, preciso, potente, che non concede nulla allo specchio. Lui che si esalta con il pubblico, lui che pur di piacere si concede sbandate, lui che balla troppo, stavolta niente. Serio, severo, efficace. Nel difendere e nell’attaccare. Alle cinque della sera inizia il ritorno sulla terra di Sinner, troppo affaticato e offuscato per reagire e per continuare il volo. A guidarlo c’è un ragazzo spagnolo di 22 anni che si mette al comando, corre verso il suo secondo titolo Master 1000 dell’anno sulla terra e rovina l’orbita del numero uno mondiale in due set.

Sinner sconfitto, ma da un giocatore eccezionale

Alcaraz ha matato Sinner prima annullando due set point sul 6-5 per l’azzurro e poi con attacchi in controtempo, diagonali strette e strepitose palle corte. Jan è sembrato un pugile a corto di fiato, di soluzioni e di morale. Tre mesi di desuetudine alle partite hanno contato, ma Alcaraz …

Jan rientra a terra, Carlitos vola. Olé, Roma è sua. Ma è un Alcaraz in versione Sinner. Attento, preciso, potente, che non concede nulla allo specchio. Lui che si esalta con il pubblico, lui che pur di piacere si concede sbandate, lui che balla troppo, stavolta niente. Serio, severo, efficace. Nel difendere e nell’attaccare. Alle cinque della sera inizia il ritorno sulla terra di Sinner, troppo affaticato e offuscato per reagire e per continuare il volo. A guidarlo c’è un ragazzo spagnolo di 22 anni che si mette al comando, corre verso il suo secondo titolo Master 1000 dell’anno sulla terra e rovina l’orbita del numero uno mondiale in due set.

Sinner sconfitto, ma da un giocatore eccezionale

Alcaraz ha matato Sinner prima annullando due set point sul 6-5 per l’azzurro e poi con attacchi in controtempo, diagonali strette e strepitose palle corte. Jan è sembrato un pugile a corto di fiato, di soluzioni e di morale. Tre mesi di desuetudine alle partite hanno contato, ma Alcaraz era stato l’ultimo a batterlo sette mesi fa e ora è il primo a sconfiggerlo. Non è cambiato niente. Sinner non ha perso da un giocatore discreto, ma da uno eccezionale, che sulla terra sa essere un killer elegante. Entrambi per l’altro sono il miglior nemico, destinati al duello infinito, a soffrire e a far soffrire: nei confronti diretti lo spagnolo conduce ora 8-4. Non solo, per Alcaraz è il settimo titolo nei Masters 1000 e dopo il successo a Montecarlo diventa il primo giocatore dai tempi di Rafa Nadal a vincerne più di uno sul rosso nella stessa stagione e il quinto nella storia a trionfare in tutti e tre i grandi tornei su terra battuta. E battendo Sinner in due set, diventa il primo a riuscirci da Djokovic nella finale delle Nitto Atp Finals del 2023, oltre a interrompere la striscia di 26 vittorie consecutive dell’azzurro.

Sinner è un ragazzo, non un Superoe

Pretendere che Sinner dopo 49 anni ripetesse l’impresa di Panatta del ’76 sarebbe stato un sogno esagerato. Non è un Supereroe, ma un ragazzo di 23 anni che guarda un po’ soffre anche di vesciche ai piedi, idolatrarlo come il tennista divino può fargli solo male. Raccontarlo come un Robocop anche. Carlitos lo ha spettinato, gli ha impedito con un’apnea di parabole di compiere il miracolo: tramutare la terra in oro. E ha sgonfiato l’ottimismo nazionale che vede lo sport solo come una serie di repliche vincenti, quando forse aveva ragione Anton Cechov nel dire che «un ottimista è un pessimista male informato».

La rivincita a Parigi

Sinner non è un sogno svanito, una speranza perduta, Alcaraz non lo ha ridimensionato, lo ha solo battuto e gli ha tolto quel piccolo senso di immortalità che stava diventando fastidioso. È una sconfitta, non un’offesa. Dà fiducia a Carlitos che diventa numero 2 e che ora affronta Parigi con enorme fiducia e vento a favore. E dà a Sinner il fuoco per incendiare la rivincita, per riprendersi, per rialzarsi. Tornare sulla terra ha un pregio: la sincerità. E a lui che quando perde non dorme, buona notte. Perché a Roma non finisce mica il cielo.

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