Paolini vale doppio, altra gioia con Errani: “Siamo inseparabili”
di Massimo Calandri«Stiamo bene insieme». Jasmine e Sara, inseparabili. La coppia perfetta. «Ci divertiamo, in campo e fuori». «Anche se io sono più vecchia di 9 anni, e le ossa cominciano a scricchiolare», sorride Sara, classe 1987. «Ma smettila, dimostri molto meno della tua età», la rimprovera Jas. «Scherziamo tanto, anche con le nostre squadre: come delle bambine». «Forse è quello, il segreto. Amiche per sempre».
Jasmine, Sara e quel tuffo nella piscina del Foro Italico
Prima della finale avevano giocato a biliardo. Dopo, attraversato il ponte che collega il Centrale alla players’ lounge, si sono tuffate nella piscina del Foro Italico: «Lo avevamo promesso, in caso di vittoria». «Però s’era detto: giù dal trampolino dei 3 metri. Invece mi sono lanciata solo io»: Jasmine Paolini, la solita spericolata. In meno di 24 ore ha vinto il suo secondo titolo romano. «Finalmente potrò festeggiare: sabato mi sono ritrovata con mille cose da fare, ho spento la luce che era tardissimo. Pensavo alla partita …
«Stiamo bene insieme». Jasmine e Sara, inseparabili. La coppia perfetta. «Ci divertiamo, in campo e fuori». «Anche se io sono più vecchia di 9 anni, e le ossa cominciano a scricchiolare», sorride Sara, classe 1987. «Ma smettila, dimostri molto meno della tua età», la rimprovera Jas. «Scherziamo tanto, anche con le nostre squadre: come delle bambine». «Forse è quello, il segreto. Amiche per sempre».
Jasmine, Sara e quel tuffo nella piscina del Foro Italico
Prima della finale avevano giocato a biliardo. Dopo, attraversato il ponte che collega il Centrale alla players’ lounge, si sono tuffate nella piscina del Foro Italico: «Lo avevamo promesso, in caso di vittoria». «Però s’era detto: giù dal trampolino dei 3 metri. Invece mi sono lanciata solo io»: Jasmine Paolini, la solita spericolata. In meno di 24 ore ha vinto il suo secondo titolo romano. «Finalmente potrò festeggiare: sabato mi sono ritrovata con mille cose da fare, ho spento la luce che era tardissimo. Pensavo alla partita insieme a Sara». Si è svegliata presto: «Ci sono voluti parecchi caffè. Poi mi sono detta: dai, è l’ultimo sforzo».
Ora in missione a Parigi
Erano le campionesse uscenti degli Internazionali d’Italia. E ora guardano a Parigi, dove l’anno scorso hanno vinto l’oro olimpico. A proposito: Errani in serata ha preso un aereo per la capitale francese, lì nelle prossime ore deve giocare le qualificazioni del singolare. «Probabilmente è la mia ultima volta al Roland Garros», annuncia. Allora a fine stagione dirà addio anche al doppio con Jas? «Non ci penso proprio: semplicemente, per me sta diventando un problema reggere certi ritmi dal punto di vista fisico. Ma vorrei continuare a giocare con lei, a patto che lei sia d’accordo». La interroga con lo sguardo. «Se vuoi andare avanti ti ringrazio, altrimenti possiamo smettere quando vuoi». L’amica sgrana gli occhioni: «Non ci penso proprio, a smettere: andiamo avanti e divertiamoci. Il doppio mi aiuta ad affrontare meglio il singolare».
Un inizio in salita, poi la riscossa
Ieri son state protagoniste di una partita assurda, nella dinamica. Perso subito il servizio con Paolini, si sono ritrovate sotto 0-4 con la belga Mertens e la russa Kudermetova, addirittura a un punto dallo 0-5: a quel punto è cominciata una rimonta incredibile che le ha portate a vincere (6-4) con tre smash consecutivi di Sara. Nella seconda frazione, stesso copione: ancora le altre davanti 4-0, poi nuovo recupero e punto finale di Jasmine per il 7-5, davanti a 6.000 spettatori.
L’abbraccio con Tathiana Garbin
L’abbraccio con Tathiana Garbin, capitana azzurra, e con la famiglia di Jasmine Paolini che seguiva dal box. «Atmosfera incredibile», commenta Jas, che ha sfoderato le sue armi vincenti: intelligenza e sorriso. È serena (ma decisa) anche quando le riferiscono che Adriano Panatta ha criticato la rivale Gauff, sua avversaria nella finale del torneo singolare, e il tennis femminile: «Coco ha 21 anni, ha già vinto uno Slam: ha personalità, è una grande atleta, molto influente nel nostro sport. Credo porti solo cose positive. Il tennis femminile ‘una noia mortale’? Io ci sono dentro e provo a fare il mio meglio: sperando che la gente lo apprezzi».