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Moya, la carriera e gli Slam vinti con Nadal: chi è il possibile nuovo super-coach di Sinner

Carlos Moya
Carlos Moya 

Il portale russo Bolshe rivela che sarà l'ex allenatore di Nadal a prendere il posto di Cahill nella prossima stagione. Lui però smentisce: “Fake news grossa come una casa”

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Carlos Moya ha smentito che diventerà il nuovo super-coach di Jannik Sinner nella prossima stagione al posto di Darren Cahill che ha annunciato di volersi ritirare dall’attività a fine anno. “E’ una fake news grossa come una casa”, ha detto il tecnico spagnolo alla radio nazionale. La notizia del possibile ingresso di Moja nello staff di Sinner era stata data dalla giornalista Sofya Tartakova del portale russo Bolshe, che nelle scorse settimane aveva già anticipato Marat Safin nuovo allenatore di Andrej Rublev e la decisione di Jasmine Paolini di affidarsi a Marc Lopez al posto di Renzo Furlan.

Moya numero 1 per due settimane

Moya è stato al vertice della classifica mondiale per sole due settimane, a marzo 1999, dopo la finale al Masters 1000 di Indian Wells. In carriera ha vinto uno Slam (il Roland Garros 1998), 3 Masters 1000 (Montercarlo, Roma e Cincinnati), più altri 15 tornei. Inoltre è stato finalista agli Australian Open 1997.

Rafael Nadal e Carlos Moya

Rafael Nadal e Carlos Moya

 

Per otto anni allenatore di Nadal

Ritiratosi nel 2010 a 34 anni, ha iniziato ad allenare nel 2016 entrando nello staff tecnico del canadese Milos Raonic che ha aiutato a far salire dalla 14/a alla 3/a posizione raggiungendo la finale a Wimbledon. A dicembre 2017 è diventato l’allenatore dell’amico Rafa Nadal prendendo il posto dello zio Toni. Con lui fino a fine carriera (2024) il maiorchino ha vinto 4 Roland Garros (2018, 2019, 2020, 2022), un Australian Open (2019), uno US Open (2019) e altri 16 tornei.

Cosa potrebbe portare di nuovo Moya

Dal punto di vista tecnico Moya potrebbe sicuramente ampliare il bagaglio di conoscenze tecniche dell’altoatesino, soprattutto sulla terra battuta, superficie da sempre preferita dallo spagnolo. È probabile che lo stimoli a impiegare con maggior continuità le rotazioni, per cercare di aprirsi ancora di più il campo e sfruttare al meglio le sue micidiali accelerazioni, e a ottimizzare le soluzioni con il dritto a uscire.

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